La fisica dei fluidi per capire i quadri di Jackson Pollock

Possiamo utilizzare la fisica dei fluidi per studiare le opere di Jackson Pollock, e capirne i segni, la trama e le immagini complessive, realizzati attraverso la sua famosa tecnica di dripping.

Lo spiega uno studio pubblicato sulla rivista Plos One, realizzato da studiosi della Brown University di Providence, Rhode Island, Stati Uniti, in collaborazione con l’Università autonoma del Messico. Lo studio è stato pubblicato il 30 ottobre 2019 con il titolo Pollock avoided hydrodynamic instabilities to paint with his dripping technique. Pollock evitava l’instabilità idrodinamica per dipingere con la sua tecnica di gocciolamentoGli autori sono Bernardo Palacios, Alfonso Rosario, Monica M. Wilhelmus, Sandra Zetina, Roberto Zenit. L’Immagine in evidenza nell’articolo, opera di Martha Holmes – fonte Wikiart – mostra Paul Jackson Pollock al lavoro nel suo studio. Qui a fianco, la vista schematica di una piccola parte – angolo in basso a destra – dell’opera Numero 14: Grigio, di Jackson Pollock, 1948. Fonte Plos One.

Pollock dipingeva con una fluidità e velocità tali da tracciare delle pennellate evitando arricciamenti e ammassi elicoidali di colore.

I ricercatori hanno utilizzato un sistema di siringhe piene di colore – di cui è possibile vedere una rappresentazione schematica qui a fianco, fonte Plos One. L’esperimento riproduce e simula la tecnica del dripping di Jackson Pollock, che nella realtà faceva cadere sulle tele posate sul pavimento il colore dai pennelli, o da bastoncini, oppure direttamente dai contenitori. In questo modo creava “la tessitura di filamenti tipica delle sue opere”. Grazie a quesa metodologia gli scienziati hanno potuto studiare la tecnica di Pollock tramite le leggi della fisica dei fluidi.

La tecnica di Paul Jackson Pollock, intuitiva e potremmo dire quasi zen, era così fluida e veloce da tracciare i segni senza che si formassero, spiegano i ricercatori, strutture di colore arricciate o elicoidali. L’artista riusciva così a padroneggiare le leggi della fisica dei fluidi. Non si sa ad oggi quanto della sua tecnica fosse dovuto ad intuizione artistica, quanto ad uno studio consapevole del comportamento dei fluidi di colori.

Lo stesso Pollock spiegò la propria tecnica in My Painting. Possibilities. 1947, capitolo 1, pagine 73 – 83. L’artista, collocava una tela orizzontalmente sul pavimento, o comunque una superficie in piano. Cominciava quindi a far colare sulla tela la vernice, muovendosi al di sopra delle tela, e utilizzando indifferentemente un pennello, un piccolo bastone, o un coltello. Altre volte faceva colare il colore direttamente dal barattolo in cui era contenuto. Altre volte ancora utilizzava una siringa, in modo simile all’esperimento realizzato dagli autori dello studio.

Si ipotizza che Pollock, si legge nell’articolo “abbia sviluppato questa tecnica fortemente influenzata da un laboratorio di pittura sperimentale, organizzato a New York dal muralista messicano David Alfaro Siqueiros nel 1936. Inoltre è interessante notare che lo stesso Siqueiros aveva anche sviluppato la tecnica della pittura accidentale durante lo stesso workshop”.

Abstract dell’articolo Pollock avoided hydrodynamic instabilities to paint with his dripping technique. Pollock evitava l’instabilità idrodinamica per dipingere con la sua tecnica di gocciolamento.

I dipinti astratti più celebri di Jackson Pollock sono stati prodotti con la cosiddetta tecnica del gocciolamento. Versando vernice liquida con l’aiuto di un bastoncino o da una lattina, Pollock depositò filamenti fluidi viscosi su una tela orizzontale, muovendosi ritmicamente attorno ad esso. Le intricate trame di linee, onnipresenti nelle sue composizioni, hanno affascinato storici e scienziati dell’arte. Sulla base dell’analisi delle immagini di registrazioni video storiche, abbiamo riprodotto sperimentalmente il processo di pittura.

Concludiamo che Pollock evitava la comparsa di instabilità idrodinamiche, contrariamente a quanto sostenuto da studi precedenti. Pollock ha selezionato le proprietà fisiche della vernice per prevenire la frammentazione del filamento prima della deposizione, e l’ha applicata muovendo la mano sufficientemente velocemente e ad alcune altezze per evitare che i filamenti fluidi si arrotolassero su se stessi. La comprensione delle condizioni fisiche in cui sono stati creati questi schemi è importante per ulteriori ricerche artistiche e può essere utilizzata come strumento per l’autenticazione dei dipinti. – L’immagine in questa sezione, fonte Plos One, mostra la tecnica pittorica di Pollock.

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