Sylvia Plath, poetessa e scrittrice

Sylvia Plath si raccontò nella sua semi autobiografia La campana di vetro – The Bell Jar, uscito un mese prima della sua tragica morte, a soli 31 anni.

Nel libro – scritto con lo lo pseudonimo di Victoria Lucas – la Plath scriveva della vita e delle vicende di Esther Greenwood, che i critici considerano essere quasi un suo alter ego. Studentessa con ottimi voti allo Smith College, Esther riesce ad avere un tirocinio a New York, da un giornale di moda. In quello che dovrebbe essere l’inizio di una brillante carriera, cominciano invece le psicosi, che peggiorano con il tempo.In questa trama è evidente come l’autrice parli del periodo in cui collaborava con una rivista per sole donne, Mademoiselle.

Dopo quella collaborazione la Plath aveva cominciato a soffrire di crisi depressive sempre più forti, fino a tentare di suicidarsi. Il libro fu completato nel 1961, e pubblicato però solo dopo due anni, nel 1963. Un mese dopo, l’11 febbraio, Sylvia Plath si suicidava. Google le ha dedicato oggi il proprio Doodle per ricordarla nell’87mo anniversario della nascita, avvenuta il 27 ottobre del 1932. Poetessa, scrittrice a autrice teatrale, Sylvia Plath con Anne Sexton ha sviluppato la poesia confessionale, creata da Robert Lowell e William De Witt Snodgrass.

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