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Innovazione e ricerca

Paleontologia: nuove specie di scorpione preistorico

Paleontologia: un nuovo studio mostra che specie di scorpione preistorico precedentemente sconosciute, potrebbero aver esplorato la Terra antica.

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista scientifica Nature Scientific Reports. Per i ricercatori, una specie finora sconosciuta di scorpione preistorico risalente al primo periodo siluarico – da 437,5 a 436,5 milioni di anni fa circa – “potrebbe essere stato in grado di abbandonare il suo habitat marino e avventurarsi sulla terra”, con “un comportamento simile a quello dei granchi a ferro di cavallo di oggi”. L’aracnide in questione è il Parioscorpio venator, lo scorpione più antico tra quelli conosciuti.

La ricerca è stata pubblicata il 16 gennaio scorso con il titolo articolo A Silurian ancestral scorpion with fossilised internal anatomy illustrating a pathway to arachnid terrestrialisation. Uno scorpione ancestrale siluriano con anatomia interna fossilizzata che illustra un percorso verso la terrestrializzazione dell’aracnide. Gli autori sono Andrew J. Wendruff, Loren E. Babcock, Christian S. Wirkner, Joanne Kluessendorf e Donald G. Mikulic. Questi i riferimenti: Nature Scientific Reports, volume 10, 2020, articolo numero 14. DOI 10.1038 / s41598-019-56010-z.

La paleontologia attuale considera gli scorpioni “tra i primi animali ad essersi spostati dal mare sulla terra”. La scarsità di reperti fossili rende però difficile capire il periodo e il modo in cui si sono adattati a vivere sulla terraferma. Gli studiosi descrivono nell’articolo le caratteristiche morfologiche dei due Parioscorpio venator scoperti e studiati. I fossili sono stati trovati nel Waukesha Biota, nel Wisconsin, Stati Uniti. Un sito che risale al primo periodo Silurian.

Una caratteristica che “rende i fossili più vecchi del Dolichophonus loudonensis“. Questo particolare scorpione, trovato in Scozia, fino ad oggi era considerato la più antica specie di scorpione vissuta sulla Terra. Come spiega l’articolo pubblicato su Nature Scientific Reports, il Parioscorpio venator “mostra alcune caratteristiche primitive presenti in altri primi organismi marini”, come ad esempio “gli occhi composti”. Lo scorpione ha però anche caratteristiche tipiche degli scorpioni attuali, come ad esempio “la coda che termina in un pungiglione”.

Sui due esemplari fossili di Parioscorpio venator è possiible osservare parte dell’anatomia interna, “tra cui strette strutture a forma di clessidra che si estendono lungo gran parte della parte centrale del corpo”. Strutture che sono “molto simili ai sistemi circolatorio e respiratorio degli scorpioni di oggi, così come quelli dei moderni granchi a ferro di cavallo”. I ricercatori spiegano anche che non sono visibili polmoni o branchie. Gli scorpioni però sono talmente simili agli odierni granchi a ferro di cavallo, da far pensare che come tali animali i Parioscorpio venator potessero respirare sulla terra. Gli autori dello studio ipotizzano anche che “gli scorpioni più antichi potrebbero non essere stati completamente terrestri”. Potrebbero però essere stati in grado di effettuare “incursioni sulla terra per lunghi periodi di tempo”.

Abstract dell’articolo Nature Scientific Reports: A Silurian ancestral scorpion with fossilised internal anatomy illustrating a pathway to arachnid terrestrialisation.

Gli scorpioni sono tra i primi animali ad essere completamente terrorizzati. I loro primi reperti fossili sono limitati e alle domande fondamentali, tra cui come e quando si sono adattati alla vita sulla terra, è stato difficile rispondere. Qui descriviamo un nuovo scorpione fossile eccezionalmente conservato dal Waukesha Biota (primo Siluriano, circa 437,5-436,5 Ma) del Wisconsin, USA.

Questo è il primo scorpione mai riportato e mostra una combinazione di primitivo chelicerato marino e caratteristiche derivate dell’aracnide. Gli elementi del sistema circolatorio, respiratorio e digestivo sono preservati e sono essenzialmente indistinguibili da quelli degli scorpioni attuali ma condividono somiglianze con i parenti marini.

A questo punto iniziale nell’evoluzione dell’aracnide, devono essersi verificati cambiamenti fisiologici concomitanti con la transizione da marina a terrestre ma, notevolmente, i cambiamenti strutturali nei sistemi circolatorio o respiratorio sembrano trascurabili. Poiché non vi è alcuna prova inequivocabile che questo primo scorpione fosse terrestre, questa prova suggerisce che gli scorpioni ancestrali erano probabilmente in grado di incursioni sulla terra, un comportamento simile a quello dei granchi di ferro di cavallo esistenti. Link Nature Scientific Reports.

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