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News 2020, News febbraio 2020

Viaggi e coronavirus: una intervista a passeggeri della Costa Smeralda

Viaggi e coronavirus: uno dei settori economici maggiormente colpiti da questa emergenza sanitaria internazionale è purtroppo il turismo.

Una risorsa economica importante per il nostro e altri paesi, che rischia un tracollo mondiale. In particolare, per le proprie specificità, sta soffrendo il settore delle crociere, il cui mercato mondiale – State of the Cruise Industry Outlook – vale più di 150 miliardi di dollari, e vede occupate circa 1,2 milioni di persone. L’OMS, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, come accennato nel titolo ha dichiarato l’emergenza sanitaria internazionale.

E agli operatori turistici stanno arrivando numerosi annullamenti di viaggi e crociere già pagati, e disdette di prenotazioni. Mentre operatori e grandi compagnie internazionali stanno cancellando crociere e viaggi in arrivo dalla Cina, o che avrebbero dovuto prevederla come meta o tappa intermedia. Mentre i passeggeri a costretti a bordo della Costa Smeralda, hanno probabilmente pagato le conseguenze di una situazione in evoluzione, in cui un test clinico può purtroppo fare la differenza tra una banale influenza e una epidemia a bordo.

Il caso della Costa Smeralda: l’intervista a un’italiana che era a bordo.

Abbiamo intervistato una turista italiana, tra i circa 6000 rimasti bloccati sulla Costa Smeralda per due casi sospetti di coronavirus, Marilena Bertolotti, che si trovava a bordo con suo marito Marco Angiolini. I test effettuati su due cittadini di Macao che si temeva fossero stati contagiati, si sono fortunatamente rivelati negativi. Gli sbarchi delle persone a bordo sono cominciati ieri a Civitavecchia, e si sono conclusi oggi nel porto di Savona. I passeggeri che dovevano arrivare a La Spezia sono dovuti rientrare in pullman, e hanno ricevuto 75 euro di credito da Costa Crociere. Allo stesso modo, i passeggeri della successiva crociera che avrebbero dovuto imbarcarsi a La Spezia, sono stati portati in pullman al porto di Civitavecchia, dove sono saliti a bordo della Costa Smeralda.

Quella che si è verificata questa settimana è stata la prima e finora la sola emergenza di questo tipo in Italia, da quando c’è stato il primo alert per il coronavirus. L’intervista che pubblichiamo oggi ci aiuta a capire come i turisti e il personale di bordo hanno vissuto e interagito con questa emergenza.

Avete saputo subito che potevano esservi delle persone a bordo affette da coronavirus ?

Sapevamo che era successo qualcosa, e abbiamo cercato di saperne di più, perché le informazioni inizialmente erano davvero scarse. La mattina di ieri, prima di aprire i portelloni per gli sbarchi, il personal di bordo ci ha avvisato che stavano facendo dei controlli sanitari e che sarebbero durati circa mezz’ora. Questo intorno alle otto del mattino. Successivamente hanno fatto altri due annunci di questo tipo, fino alle ore 12 circa. A quel punto il comandante ci ha rassicurato tutti, spiegando che anche per un semplice raffreddore, con l’emergenza sanitaria attuale, era meglio effettuare degli accertamenti, e che avremmo dovuto avere pazienza.

Dopo l’annuncio del comandante della Costa Smeralda, che indicazioni avete avuto ?

Subito dopo hanno aperto tutti i ristoranti, obbligando persone con un disinfettante sanitario prima di entrare nei saloni. Poi intorno alle tre del pomeriggio hanno chiamato tutti gli ospiti con i bagagli con etichetta rossa, e successivamente con etichetta bianca. Da questo punto in poi c’è stata però mancanza di ulteriori informazioni. Tutti noi a bordo ricevevamo telefonate da parenti e amici allarmati dalla situazione, però non sapevamo sul momento cosa rispondere.

Avete riscontrato errori o inesattezze sulla situazione a bordo in ciò che veniva pubblicato sui mezzi di informazione e sui social ?

Forse in quella fase eravate più informati voi all’esterno di ciò che stava accadendo. In realtà noi a bordo abbiamo pure visto sulla rete web e sui social alcune notizie discordanti, e in alcuni casi del tutto errate. Ad esempio non era vero ciò che scrivevano in alcuni gruppi Facebook, ovvero che alcune persone fossero state fatte sbarcare. Questa era una certezza. Inoltre intorno alle ore 20.00, mentre qualche telegiornale già annunciava che l’allarme era rientrato, il comandante ancora ci chiedeva di avere pazienza, e che si aspettavano i risultati degli esami clinici.

Quando avete saputo che non c’erano rischi di coronavirus o di altre gravi patologie infettive, e come avete reagito ?

Alle 21.30 circa: finalmente il comandante ha parlato nell’interfono, dicendoci che era stato un falso allarme, e che gli sbarchi sarebbero avvenuti il mattino successivo dalle ore 7.30. È arrivato poi altro annuncio per i passeggeri che dovevano sbarcare a La Spezia. Sono stati avvisati che purtroppo la tappa sarebbe saltata, e che li avrebbero portati con un pullman dalle ore 10.00 del mattino. E che la nave sarebbe ripartita per il porto di La Spezia. Quello è stato un momento liberatorio, e nel  ristorante c’è stato un lungo applauso.

Come hanno vissuto le persone a bordo l’annuncio del rischio di due casi di coronavirus tra i passeggeri ?

Sinceramente a bordo tra i passeggeri che come me non dovevano sbarcare non ho visto grande panico o allarmismo, abbiamo continuato le nostre attività aspettando pazientemente, come ci era stato detto dal personale di bordo. Io per esempio sono andata regolarmente alla Spa, dove la situazione era molto tranquilla. Non posso dire lo stesso per le persone che sarebbero dovute sbarcare il giorno stesso, però passando nei vari saloni della nave non ho visto o sentito persone particolarmente preoccupate o agitate.

Sulla nave qualche passeggero anche orientale si è anche munito di mascherina antivirus, però erano davvero pochi con tale precauzione. Da passeggeri, probabilmente c’era paura pure perché a bordo vi erano molte persone provenienti dall’asia, molti presumibilmente cinesi. Molti turisti hanno espresso forti perplessità perché il giorno della partenza – il 25 gennaio 2020 – quando già la situazione globale non era rassicurante, sono stati imbarcati così tanti cittadini provenienti da paese a rischio. Inoltre per quanto ne sappiamo non erano state prese precauzioni, tranne chiedere ai passeggeri se nei giorni precedenti avessero avuto episodi febbrili .

Come è stata invece la vostra esperienza personale, e come vedete i vostri prossimi eventuali viaggi ?

Purtroppo le comunicazioni non sono state molto chiare: avevamo intuito che fosse successo qualcosa, però i dubbi erano tanti, e il tempo trascorso tra le varie comunicazioni piuttosto lungo. In alcuni momenti avevamo più informazioni dall’esterno che a bordo sulla nostra situazione, e non lo trovo accettabile. Per la situazione – bloccati a bordo e con il rischio di una infezione diffusa – Io da ieri non vedevo l’ora di sbarcare, e sono davvero felice che oggi siamo tornati a casa. Sinceramente per un po’ eviterei viaggi di qualsiasi tipo, non solo crociere, considerando tutte le notizie e gli aggiornamenti che stanno arrivando. Una situazione che mi lascia molto perplessa, e mi rende insicura nel pensare futuri viaggi.

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