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Covid, Ebola, dengue : epidemie e informazione, dire ciò che sappiamo senza nascondere ciò che ignoriamo

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Dal Covid a Ebola e dengue, informare sulle epidemie significa spiegare dati, rischi e limiti delle conoscenze

Il ruolo del giornalismo tra verifica delle fonti, deontologia e responsabilità verso i cittadini

Quando una malattia infettiva torna al centro delle notizie, le domande arrivano rapidamente: quanto è pericolosa? Come si trasmette? Quali persone sono maggiormente esposte? Le informazioni disponibili permettono di capire che cosa sta accadendo?

Dal Covid a Ebola e dengue, il pubblico incontra numeri, valutazioni del rischio e aggiornamenti scientifici che possono essere difficili da interpretare. Le tre infezioni hanno caratteristiche e modalità di trasmissione differenti: accostarle in una rassegna sanitaria richiede di rendere comprensibili queste differenze, evitando che la successione delle notizie suggerisca un unico scenario di emergenza.

In questo lavoro, l’incertezza occupa un posto centrale. Durante un’epidemia alcune informazioni sono consolidate, altre provvisorie, altre ancora mancano. Il giornalismo deve aiutare a riconoscere questi diversi livelli di conoscenza, offrendo ai cittadini gli elementi necessari per orientarsi.

Covid, Ebola e dengue : distinguere i rischi

Parlare genericamente di virus può nascondere differenze decisive. Per il Covid, l’informazione riguarda anche la circolazione respiratoria, l’impatto sulle persone vulnerabili e la capacità della sorveglianza di descrivere le infezioni. Nel caso di Ebola, sono essenziali il contesto geografico e le circostanze di esposizione. Per la dengue, conta distinguere i casi associati a viaggi da quelli acquisiti localmente, attraverso la trasmissione da parte di zanzare infette.

Queste differenze cambiano il significato delle notizie. La gravità di una malattia e la probabilità di contrarla sono dimensioni distinte: entrambe servono per comprendere il rischio. Un titolo può richiamare legittimamente l’attenzione su un problema sanitario. Il testo deve poi chiarire dove si verifica, chi riguarda e quali elementi sostengono la valutazione proposta.

Perché i dati epidemiologici vengono aggiornati

Un bollettino descrive quanto il sistema di sorveglianza è riuscito a rilevare e registrare entro una certa data. I numeri dipendono dalla diffusione dell’infezione, ma anche dalla disponibilità dei test, dai criteri diagnostici e dai tempi delle segnalazioni.

Alcune notifiche arrivano in ritardo. Un caso sospetto può essere successivamente confermato o escluso. Possono essere individuate duplicazioni oppure aggiunte informazioni inizialmente mancanti.

La revisione dei dati può quindi migliorare la ricostruzione del fenomeno. Per comprenderla, occorre conoscerne la ragione: un incremento dovuto al recupero di segnalazioni arretrate ha un significato diverso da un aumento dei contagi avvenuto negli ultimi giorni. Indicare la data di pubblicazione di un rapporto e il periodo cui si riferiscono i suoi dati è una parte essenziale dell’accuratezza giornalistica.

I numeri hanno bisogno di un contesto

Anche un numero corretto può diventare fuorviante quando viene presentato senza spiegazioni. Un aumento delle diagnosi può riflettere una maggiore circolazione dell’infezione, più controlli oppure entrambe le circostanze. Una diminuzione deve essere interpretata considerando eventuali cambiamenti nell’accesso ai test e nella raccolta delle informazioni.

Occorre inoltre distinguere i nuovi casi dal totale cumulativo, le infezioni dai ricoveri e la mortalità dalla letalità. Quest’ultima descrive la proporzione dei decessi tra i casi considerati; la sua interpretazione dipende anche da quali casi vengono identificati e dall’esito ancora sconosciuto di quelli in corso.

Il compito del giornalista è scegliere gli indicatori pertinenti e spiegarli con parole accessibili, senza attribuire a un singolo dato la capacità di descrivere l’intera situazione.

Quando cambia la valutazione scientifica

Una valutazione del rischio viene formulata sulla base delle conoscenze disponibili. Può essere aggiornata quando emergono informazioni sulla trasmissione, sulla diffusione geografica o sull’efficacia delle misure di controllo.

Il cambiamento richiede una spiegazione: quali evidenze sono emerse? Quanto sono solide? Che cosa modificano rispetto alla valutazione precedente? Questo passaggio permette al lettore di seguire il ragionamento. Se vengono comunicate soltanto le conclusioni, una successione di aggiornamenti può apparire come una serie di contraddizioni.

Riconoscere l’incertezza significa anche delimitarla. Si può conoscere bene una modalità di trasmissione e avere ancora informazioni incomplete sulla diffusione di un focolaio. Dire precisamente dove si trova il limite della conoscenza aiuta a evitare generalizzazioni.

I doveri deontologici dell’informazione sanitaria

La responsabilità dell’informazione trova un riferimento preciso nella deontologia professionale. L’articolo 26 del Codice deontologico delle giornaliste e dei giornalisti, in vigore dal 1° giugno 2025, richiede di verificare l’attendibilità e l’autorevolezza delle fonti, evitare timori o speranze infondate e correggere le notizie rivelatesi non veritiere.

A questi obblighi si affiancano i principi di accuratezza e completezza, la trasparenza sulle fonti e il dovere di rettificare tempestivamente gli errori. Nel racconto delle epidemie, spiegare il carattere provvisorio di un dato o i limiti di una ricerca contribuisce ad applicare questi principi. Anche titoli, immagini e contenuti social devono mantenere proporzione rispetto alle evidenze disponibili.

Vedi Articolo 26, lettera a), del Codice deontologico delle giornaliste e dei giornalisti, in vigore dal 1° giugno 2025. Il medesimo punto prevede inoltre la correzione delle notizie rivelatesi non veritiere. Link Testo ufficiale sul sito dell’Ordine dei giornalisti.

L’Organizzazione mondiale della sanità : comunicare anche ciò che resta incerto

Nella guida Comunicare l’incertezza nelle emergenze sanitarie – Communicating uncertainty in health emergencies – Guidance and tips, l’Organizzazione Mondiale per la Sanita – OMS Europa sottolinea l’importanza di distinguere ciò che è noto da ciò che rimane da chiarire. Spiegare che le conoscenze e le raccomandazioni possono cambiare con l’arrivo di nuove evidenze aiuta i cittadini a comprendere gli aggiornamenti. Per il giornalismo sanitario, questo orientamento richiama una responsabilità concreta: rendere comprensibili i limiti delle informazioni disponibili, senza trasformare ipotesi provvisorie in certezze.

Dare spazio al confronto, valutando le evidenze

Il dibattito scientifico merita di essere raccontato considerando le competenze degli interlocutori e la qualità degli studi. Un risultato preliminare, un’opinione individuale e una conclusione sostenuta da numerose ricerche hanno un peso differente.

La completezza richiede di rendere riconoscibili queste differenze. Presentare ogni posizione come ugualmente fondata può disorientare quanto omettere un’incertezza rilevante.

Allo stesso tempo, l’incertezza scientifica non giustifica qualsiasi errore. Ritardi evitabili, dati raccolti male, interessi non dichiarati e comunicazioni scorrette devono poter essere esaminati criticamente. Una correzione riguarda un’informazione sbagliata; un aggiornamento può invece derivare da nuove conoscenze. Il lettore deve poter distinguere le due circostanze.

La fiducia nasce dal rispetto dei cittadini

Dietro i bollettini ci sono persone malate, famiglie, operatori sanitari e comunità. Informare richiede rispetto della dignità e della riservatezza, evitando rappresentazioni che trasformino territori o gruppi sociali in bersagli di sospetto. La comunicazione deve inoltre aiutare a individuare fonti attendibili, servizi competenti e indicazioni aggiornate.

Dire ciò che sappiamo, chiarire ciò che resta da verificare e spiegare come procede la ricerca significa riconoscere ai cittadini la possibilità di comprendere. È in questa trasparenza che il giornalismo può costruire fiducia e svolgere il proprio servizio al bene comune.

Leggi sul tema gli articoli Fede e Ragione :

Immagine originale creata con IA, a cura Fede e Ragione.

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