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Giornalismo in Italia, tra aumento dell’età media, lavoro autonomo e precarietà

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Il rapporto AGCOM sul giornalismo in Italia, ripreso dall’Ordine dei giornalisti, fotografa una professione che cambia: età, divari retributivi e nuove competenze digitali e IA al centro delle sfide

Il giornalismo italiano cambia linguaggi, strumenti e modalità di lavoro, mentre affronta difficoltà economiche che interrogano il futuro della professione. Crescono il lavoro autonomo e le attività digitali, aumenta l’età dei giornalisti e si rafforza la richiesta di formazione sull’intelligenza artificiale e sulla verifica delle informazioni.

È il quadro delineato dalla quarta edizione dell’Osservatorio sul giornalismo di AGCOM, realizzata con il supporto della Fondazione Paolo Murialdi e ripresa dall’Ordine dei giornalisti. Una fotografia che invita a considerare insieme innovazione tecnologica, condizioni di lavoro e responsabilità verso i cittadini. Ordine Dei Giornalisti

Una professione che invecchia

Nel 2024 i giornalisti attivi in Italia erano 39.207, con un’età media intorno ai cinquant’anni. La quota degli ultrasessantenni è passata dall’8,5% del 2013 al 20,5%: un cambiamento che rende centrale il tema del ricambio generazionale.

Il rapporto si basa su un questionario diffuso nell’ultimo trimestre del 2025, con 1.771 risposte ricevute e 1.337 utilizzabili. I risultati sono stati riponderati con la collaborazione dell’ISTAT rispetto alla popolazione dei giornalisti attivi censita da INPGI e INPS. È quindi importante distinguere l’anno di pubblicazione, il 2026, dai periodi ai quali si riferiscono i dati.

L’esperienza dei professionisti più anziani rappresenta una risorsa. La questione è come affiancarle opportunità concrete per le nuove generazioni, consentendo la trasmissione delle competenze e l’ingresso di sensibilità diverse nelle redazioni. agcom.it

Lavoro autonomo, il nodo delle retribuzioni

Il lavoro autonomo raggiunge il 51,7% sia tra i giornalisti sia tra i comunicatori, secondo la distinzione adottata dall’Osservatorio. Diventa così la modalità occupazionale prevalente nei due gruppi.

AGCOM segnala inoltre una retribuzione media degli autonomi inferiore del 76% rispetto a quella dei dipendenti. Il divario va letto come confronto tra valori medi, senza attribuirlo automaticamente a ogni situazione individuale.

Sul settore pesa anche la contrazione dei ricavi dei quotidiani, scesi da 1,494 miliardi di euro nel 2021 a 1,059 miliardi nel 2025. Agcom

Questi elementi pongono una domanda che riguarda l’intera società: quali condizioni permettono a un giornalista di dedicare tempo alla ricerca, alle verifiche e all’approfondimento?

L’autonomia professionale può favorire specializzazione e iniziativa editoriale. Perché sia una possibilità sostenibile, deve però accompagnarsi a compensi adeguati e a rapporti di lavoro che riconoscano il valore delle competenze. La qualità dell’informazione richiede anche tempo di lavoro riconosciuto e remunerato.

Crescono newsletter, podcast e giornalismo sul web

Il 30% dei giornalisti svolge attività riconducibili al web journalism, un ambito che comprende newsletter e podcast. Tra gli under 40, inoltre, le fonti digitali superano per la prima volta quelle giornalistiche tradizionali. Ordine Dei Giornalisti

La trasformazione amplia le possibilità di raggiungere il pubblico e costruire percorsi di approfondimento. Una newsletter può mantenere un rapporto continuativo con i lettori; un podcast può offrire spazio al racconto e alle testimonianze.

Ogni formato conserva però gli stessi obblighi fondamentali: controllare le informazioni, distinguere i fatti dalle opinioni, contestualizzare e correggere gli errori. La disponibilità immediata di un contenuto online costituisce un punto di partenza per la verifica, non una garanzia della sua attendibilità.

Intelligenza artificiale e competenze digitali

L’IA generativa entra nelle pratiche professionali, soprattutto attraverso traduzioni, ricerca, editing e analisi dei dati. Il 30,8% dichiara di non utilizzare questi strumenti.

La diffusione delle tecnologie convive con un bisogno formativo significativo: soltanto il 16% raggiunge livelli di competenza digitale medio-alti o alti secondo l’indice adottato dall’Osservatorio. L’intelligenza artificiale figura tra gli argomenti sui quali viene richiesto maggiore aggiornamento. Agcom

Il dato suggerisce una distinzione essenziale: utilizzare frequentemente un’applicazione e comprenderne limiti, funzionamento e rischi sono capacità diverse. Per il giornalista, la formazione deve aiutare a valutare gli output, controllare le fonti e mantenere la responsabilità delle scelte editoriali.

Etica, sicurezza e diritto a essere informati

Oltre la metà dei giornalisti percepisce un indebolimento degli standard etici della professione. Il 16% riferisce di aver subito minacce o intimidazioni nei dodici mesi precedenti la rilevazione. Il primo dato esprime una valutazione degli intervistati; il secondo riguarda esperienze dichiarate. Ordine Dei Giornalisti

Il futuro del giornalismo dipende quindi da più fattori: innovazione, formazione, sostenibilità economica e protezione di chi informa. La dignità professionale interessa direttamente i lettori, perché contribuisce a rendere possibile un lavoro accurato e indipendente.

Investire nelle competenze e riconoscere il valore del lavoro giornalistico significa rafforzare la capacità dei cittadini di comprendere la realtà, confrontare posizioni e partecipare consapevolmente alla vita pubblica.

Leggi pure Giornalismo tra lavoro autonomo e intelligenza artificiale : la qualità passa dalla dignità professionale.

Fonti : 

Immagine originale creata con IA, a cura Fede e Ragione.

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