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Giornalismo

Minacce ai giornalisti in aumento, i dati del Rapporto Ossigeno 2025

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Presentato a Roma il Rapporto 2025 di Ossigeno per l’Informazione : aumentano minacce, violenze e querele temerarie

Il CNOG richiama alla difesa della libertà di stampa.

Cresce in modo significativo il numero dei giornalisti minacciati in Italia. È quanto emerge dal Rapporto 2025 dell’Osservatorio Ossigeno per l’Informazione, presentato a Roma con il coinvolgimento dell’Ordine dei Giornalisti.

Secondo quanto riportato anche dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, il fenomeno delle intimidazioni nei confronti dei cronisti continua a rappresentare una criticità strutturale per il sistema informativo italiano, con un aumento delle aggressioni violente e delle azioni legali strumentali.

I dati del Rapporto Ossigeno 2025

Il Rapporto evidenzia un dato particolarmente significativo: nel 2025 sono stati 759 i giornalisti minacciati, con un aumento del 47% rispetto all’anno precedente. Un incremento che conferma una tendenza preoccupante, già in atto da anni, e che colloca ancora una volta l’Italia tra i Paesi europei con il maggior numero di cronisti sotto pressione o sotto tutela.

Dal 2006, Ossigeno ha documentato oltre 8.300 casi di violazioni della libertà di stampa, segno di un fenomeno persistente e radicato. Le forme di intimidazione sono diverse: aggressioni fisiche, minacce dirette, danneggiamenti, querele temerarie – SLAPP, campagne intimidatorie collettive.

Particolarmente rilevante è l’aumento delle azioni legali strumentali, utilizzate per scoraggiare o condizionare il lavoro giornalistico.

Nuove forme di pressione

Il rapporto segnala anche un dato qualitativo: la percentuale di intimidazioni resta molto alta, intorno al 77%, con picchi ancora maggiori in alcune aree del Paese. Inoltre, emergono nuove forme di pressione, tra cui:

  • sorveglianza elettronica
  • tentativi di spionaggio illecito
  • intimidazioni rivolte a intere redazioni

Sono segnali che indicano un’evoluzione del fenomeno, sempre più complesso e difficile da contrastare.

Il ruolo dell’Ordine dei Giornalisti

Di fronte a questa situazione, il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti ha ribadito la necessità di mantenere alta l’attenzione sul tema della libertà di stampa. L’Ordine ha espresso preoccupazione per l’aumento delle aggressioni e delle querele temerarie, sottolineando come tali fenomeni rappresentino una minaccia non solo per i singoli giornalisti, ma per il diritto dei cittadini a essere informati.

Non a caso, lo stesso Rapporto evidenzia come l’intervento dell’Ordine abbia contribuito a portare alla luce la gravità della situazione, lanciando un vero e proprio “allarme rosso” sull’escalation delle intimidazioni.

Libertà di informazione e democrazia

L’attività di Ossigeno per l’Informazione nasce proprio con l’obiettivo di monitorare e denunciare gli attacchi alla libertà di stampa, considerata un elemento essenziale per la vita democratica.

Come sottolineato dallo stesso osservatorio, le minacce ai giornalisti non colpiscono solo i singoli professionisti, ma incidono sulla qualità dell’informazione e sul diritto dei cittadini a conoscere fatti di interesse pubblico. In questo senso, il tema assume una rilevanza che va oltre la categoria professionale, coinvolgendo l’intero sistema democratico.

Una sfida ancora attuale

I dati del Rapporto 2025 indicano che la questione dei giornalisti minacciati resta una sfida attuale per l’Italia. Nonostante alcune iniziative istituzionali e l’attenzione crescente sul tema, il fenomeno continua a espandersi, assumendo forme sempre più articolate. La crescita delle intimidazioni, delle violenze e delle pressioni legali mostra come il lavoro giornalistico, soprattutto in alcuni contesti, sia esposto a rischi significativi.

Difendere l’informazione

Il Rapporto Ossigeno e il richiamo del CNOG convergono su un punto fondamentale: la libertà di informazione deve essere tutelata in modo concreto ed efficace. Difendere i giornalisti significa difendere il diritto dei cittadini a essere informati, e quindi la qualità della democrazia.

In un contesto segnato da tensioni sociali, polarizzazione e trasformazioni tecnologiche, il ruolo dell’informazione resta centrale. Ma proprio per questo, appare sempre più necessario garantire condizioni di sicurezza e indipendenza per chi svolge questo lavoro.

Fonte : Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti – CNOG.

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