Distinzione tra giornalisti e influencer, correttezza dell’informazione giudiziaria e formazione professionale al centro del confronto
Prosegue e si rafforza la collaborazione istituzionale tra Agcom – Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni e Ordine dei giornalisti sui temi centrali dell’informazione, della deontologia e delle trasformazioni del sistema mediatico digitale. È quanto emerso dall’incontro svoltosi mercoledì 29 gennaio 2026 presso la sede romana dell’Agcom, alla presenza del presidente Giacomo Lasorella e dei vertici nazionali dell’Ordine, guidati dal presidente Carlo Bartoli, con il vicepresidente Francesco Caroprese.
L’incontro si inserisce in un contesto segnato da profondi mutamenti nel modo di produrre e consumare informazione, determinati anche dall’intelligenza artificiale, e in cui il confine tra attività giornalistica, comunicazione commerciale e produzione di contenuti digitali appare sempre più esposto a fraintendimenti e sovrapposizioni.
Distinzione tra giornalisti e influencer
Uno dei punti centrali del confronto ha riguardato la netta distinzione tra i giornalisti iscritti all’Ordine – pubblicisti o professionisti – e gli influencer digitali, alla luce delle recenti Linee guida e del Codice di condotta per gli influencer adottati dall’Agcom. Nel corso dell’incontro è stato ribadito che i giornalisti, in quanto soggetti a specifici obblighi deontologici, non possono svolgere attività pubblicitarie o promozionali, a differenza degli influencer, la cui attività rientra in un diverso perimetro normativo e professionale, e non può quindi essere considerata giornalismo.
La distinzione non è soltanto formale, ma sostanziale: riguarda la credibilità dell’informazione, la tutela del pubblico e il rispetto dei principi di verità, indipendenza, trasparenza e responsabilità che caratterizzano il giornalismo professionale, anche quando esercitato sulle piattaforme digitali.
Il Comitato per la corretta trattazione dei processi in Tv
Altro tema affrontato è stato il rilancio delle attività del Comitato per la corretta trattazione dei processi in televisione, organismo nato per promuovere un racconto equilibrato e rispettoso delle vicende giudiziarie. Il riferimento è ai recenti casi di cronaca che hanno riacceso il dibattito sul rischio di spettacolarizzazione dei processi, sulla presunzione di innocenza e sull’impatto mediatico su persone coinvolte in vicende drammatiche.
La ripresa delle attività di moderazione del Comitato mira a riaffermare un principio fondamentale: l’informazione giudiziaria deve coniugare diritto di cronaca e tutela dei diritti, evitando derive emotive o narrative che possano alterare la percezione pubblica della giustizia.
Formazione e aggiornamento professionale
Nel corso dell’incontro è stata inoltre prospettata la possibilità di attività formative congiunte rivolte ai giornalisti, in un quadro normativo in continua evoluzione. Le trasformazioni introdotte dalla normativa europea e nazionale in materia di servizi digitali, piattaforme, intelligenza artificiale e responsabilità editoriale rendono sempre più necessario un aggiornamento professionale strutturato.
La collaborazione tra Agcom e Ordine dei giornalisti, in questo ambito, viene indicata come uno strumento strategico per accompagnare la professione giornalistica in una fase di transizione complessa, preservandone il ruolo pubblico e la funzione democratica.
Un dialogo istituzionale nel segno dell’etica e della qualità dell’informazione
L’incontro del 29 gennaio conferma la volontà condivisa di mantenere aperto e costante il dialogo istituzionale sui temi dell’informazione, in un contesto segnato dalla crescente centralità dei media digitali e dei social network. Distinzione dei ruoli, correttezza narrativa, formazione continua e responsabilità professionale emergono come assi portanti di una strategia comune.
In un ecosistema comunicativo sempre più frammentato, la collaborazione tra autorità di garanzia e organismi professionali rappresenta un presidio essenziale per tutelare la qualità dell’informazione e il diritto dei cittadini a un’informazione corretta, verificata e rispettosa delle persone.
Fonte e immagine : cortesia CNOG – Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti.