Perché i falsi follower di politici, infuencer e pagine non sono una sorpresa

Uno dei temi della settimana è la questione dei falsi follower – fino al 70% – e delle false interazioni sui profili dei politici.

Questione che in realtà non è una “sorpresa”, come scrivono alcuni mezzi di informazione. Così come non è una scoperta che possa essere falso anche il 70% dei follower dei politici: noti, meno noti o sconosciuti. E di qualsiasi orientamento o presunto tale. Parliamo invece di una prassi utilizzata da anni da star, starlette e aspiranti tali dello spettacolo. Da influencer che, come ovvio, “influiscono” in realtà molto meno di quanto sembrerebbe guardando i loro profili. Da aziende e giornali, che gonfiano in questo modo follower e soprattutto interazioni, e ovviamente visitatori e pagine visitate.

Se mai c’è da pensare quanto tale percentuale contribuisca alle interazioni. Che diventano false esse stesse, e che potrebbero quindi essere nella stragrande maggioranza dei casi non reali. Certo, come emerge leggendo sui media, il meccanismo è – o potrebbe essere ? – quello di utilizzare i falsi follower soprattutto nella fase iniziale di pubblicazione di un post o un articolo. Per renderli farli così visibili ai propri follower, fan e sostenitori reali, e farli diventare virali.

I falsi follower per alcuni sarebbero utilizzati solo, o soprattutto per rendere virali post e conversazioni.

Un meccanismo che potrebbe avere pure una ragione, considerando le difficoltà di interagire con i differenti algoritmi dei diversi social, e di arrivare a raggiungere spesso anche il proprio pubblico di riferimento. In realtà ci troviamo di fronte alla cima di un iceberg, che in parte si sta svelando. E alla necessità di capire quanto questo fenomeno sia diffuso e pervasivo. Una necessità per i cittadini – elettori, per capire quale sia il reale consenso di coloro che appoggiano e votano.

Una necessità anche per i giornalisti, e per chi come noi studia e critica l’informazione e la comunicazione. E ha bisogno di capire quanto l’uso falsato dei social falsi anche il peso e le percezioni sociali e culturali. Ma in realtà, come detto, lo sapevano già in molti. E ne avevamo già parlato. E una necessità anche per le aziende, che devono capire quanto e come investire su social e influencer, reali e non. Di questo però parleremo in prossimi articoli. Nel frattempo, suggeriamo di considerare con occhio critico i vari “fenomeni social”. E di cercare di capire quanto sia reale la base di follower e interazioni di personaggi e pagine social che seguite.

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