Sindone di Torino: il pellegrinaggio dei giovani

Sindone: pubblichiamo l’intervento di Monsignor Cesare Nosiglia alla conferenza stampa per il pellegrinaggio dei giovani

Nosiglia, vescovo di Torino, con don Luca Ramello – Pastorale giovanile – e don Roberto Gottardo – Commissione Sindone – ha illustrato oggi il programma di eventi per l’iniziativa. Ragazzi e ragazze delle diocesi di Piemonte e Valle d’Aosta si recheranno a Torino. Dove la sera del 10 agosto potranno osservare il Sacro Telo nella Cattedrale di Torino. Per il pellegrinaggio è stata infatti organizzata una Ostensione speciale della Sindone. Nella conferenza stampa Nosiglia ha anche spiegato che il Sacro Telo “non è oggetto di fede, ma aiuta la fede”. E che attualmente “non c’è nessun’altra ostensione solenne e pubblica in vista”.

Sul pellegrinaggio dei giovani delle Diocesi del Piemonte alla Sindone. Oggi è il 25 luglio: la liturgia ci invita a ricordare san Giacomo fratello del Signore. È il santo che ha mosso e continua a muovere l’Europa intera verso la sua tomba, a Compostella. E dunque, nel segno del Cammino di Santiago, è il giorno giusto per parlare del pellegrinaggio che i giovani delle Chiese del Piemonte si preparano a compiere, nei primi giorni di agosto, per raggiungere a Roma tutti i giovani d’Italia e incontrarsi con papa Francesco.

I giovani arriveranno, come ci dirà don Luca, da tutti gli angoli del Piemonte e della Valle d’Aosta. E convergeranno su Torino per sfilare tutti insieme davanti alla Sindone. La Chiesa italiana ha chiesto, infatti, di scegliere un «segno», una icona che caratterizzi il pellegrinaggio dei giovani di ogni regione. Ed è naturale che per le nostre due regioni quel segno sia la Sindone. Ma c’è di più. La CEI ha anche deciso di offrire a tutti i giovani che parteciperanno all’incontro con il Papa un cofanetto che contiene una tela che riproduce esattamente la Sindone, accompagnata da un libretto di spiegazione del sacro Lino e del significato che esso assume: la Sindone ci richiama l’amore più grande che Gesù ha avuto verso di noi offrendo la sua stessa vita.

I segni evidenti del suo corpo flagellato e coronato di spine, trafitto dalla lancia del centurione ci rivelano il grande mistero della morte del Figlio di Dio e sostengono la fede nella sua risurrezione. Giovanni il discepolo amato che corre al sepolcro il giorno della Pasqua, insieme a Pietro, vede il sepolcro vuoto e i teli le bende per terra e il sudario piegato in un luogo a parte dice il Vangelo e “ vide e credette.” Così noi oggi vedendo la Sindone siamo invitati a credere che quel corpo martoriato è risorto. L’Amore che ci rivela non può morire per sempre perché il Padre lo farà risorgere.

La sindone specchio del Vangelo

I milioni e milioni di fedeli che in tutto il mondo contemplano la Sindone o in una ostensione o in centinaia di copie autenticate richieste da molti vescovi per la loro Chiesa – il mio recente viaggio a Malta me lo ha confermato … . La Sindone ha fatto il pellegrinaggio nelle parrocchie dell’isola riscuotendo ovunque una accoglienza straordinaria dalla gente – hanno sempre continuato a considerare la Sindone “lo specchio del Vangelo” come disse papa San Giovanni Paolo II. E niente ha mai scalfito questa certezza.

La Sindone ha dunque un grande valore e suscita stupore e meraviglia sul piano spirituale e pastorale e nessuno potrà mai negarlo o svalutarlo al cuore e agli occhi dei fedeli. Non è oggetto di fede, ma aiuta la fede a contemplare e vedere concretamente quanto Gesù il Figlio di Dio ha sofferto per noi e l’umanità intera, ad accoglierlo nel mistero della sua morte e risurrezione. 

Papa Benedetto ha chiamato la Sindone icona del sabato santo, il giorno del silenzio in cui la Chiesa attende con gioia la risurrezione. Papa Francesco ha scritto nel messaggio che ci ha inviato per l’ostensione televisiva. “Contemplando quel volto non siamo noi che lo guardiamo ma è lui che guarda noi e ci invita a considerare quanto ha sofferto per la nostra salvezza ma anche quanto tale sofferenza è preludio della pasqua di Risurrezione e dunque fonte di vita e di speranza per tutti” .

Quando vedevo durante l’ostensione famiglie, adulti, giovani e ragazzi ma anche autorità e personalità, commuoversi davanti al sacro telo mi dicevo: guarda quali sentimenti profondi e sinceri suscita la contemplazione della Sindone nelle persone, dalle più semplici alle più ricche di cultura e di responsabilità istituzionale e sociale.

Una Ostensione eccezionale appositamente per i giovani pellegrini

Questa prossima venerazione straordinaria non è affatto abituale, è davvero un evento eccezionale: ma ci è parso – e la Santa Sede ha concordato pienamente con noi – che valesse la pena organizzare, anche in piena estate, questo momento conclusivo del pellegrinaggio subalpino. Per marcare in modo forte l’esperienza di preghiera e di comunità che i nostri giovani sperimentano in questa circostanza. C’è un altro aspetto non secondario. Questa è una delle prime, e più importanti, esperienze di Chiesa a dimensione regionale. Le nostre diocesi sono abituate a lavorare insieme in tutti i settori ma non è capitato molto spesso, fino ad ora, che ci fossero occasioni per iniziative comuni di grande respiro.

Il pellegrinaggio dei giovani è dunque anche, in più di un senso, un «cammino di Chiesa» che riguarda tutti i territori subalpini. Purtroppo non possiamo aprire il pellegrinaggio a molte altre persone sia per motivi organizzativi, e soprattutto perché si è scelto di individuare questa categoria, dei giovani in vista anche del Sinodo dei Vescovi che in autunno tratterà proprio il tema dei giovani. Ma, sempre per quanto riguarda la Sindone, questa Venerazione straordinaria è stata anche l’occasione per mettere a punto modalità di percorso e sistemi di illuminazione che torneranno utili quando si tratterà di promuovere altri momenti con la Sindone. Al momento comunque non c’è nessun’altra ostensione solenne e pubblica in vista.

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