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Lavoro

Mobbing, oltre 67 mila firme per una legge che protegga chi lavora

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La petizione per una Legge contro il mobbing, promossa da Fede e Ragione, rinnova la richiesta di contrastare le vessazioni professionali e sostenere le vittime

Al centro dignità, prevenzione e possibilità di segnalare gli abusi senza paura

Sono 67.256 le firme raccolte, secondo l’aggiornamento del 24 ottobre 2026, dalla petizione per una legge contro il mobbing e a sostegno delle vittime promossa da Fede e Ragione sulla piattaforma Change.org. Un’adesione che mantiene aperta una domanda di attenzione verso la dignità delle persone nei luoghi di lavoro.

L’iniziativa chiede un intervento legislativo specifico, sanzioni efficaci nei confronti dei responsabili e misure di sostegno per chi subisce condotte vessatorie. Una richiesta che riguarda la capacità di riconoscere tempestivamente gli abusi e di accompagnare le persone coinvolte, evitando che debbano affrontare da sole le conseguenze professionali ed economiche delle persecuzioni.

La dignità non può dipendere dalla posizione professionale

Il rispetto della persona deve attraversare ogni livello dell’organizzazione: dipendenti, dirigenti, collaboratori e professionisti. Nessun incarico rende accettabili umiliazioni, isolamento o comportamenti diretti a screditare sistematicamente qualcuno.

La qualità di un ambiente professionale si riconosce anche dalla possibilità di esprimere una difficoltà senza diventare, per questo, un problema da allontanare. Quando una persona segnala una situazione, l’organizzazione ha una responsabilità concreta: ascoltare, verificare e affrontare i fatti con serietà.

Questo richiede attenzione anche al linguaggio. Liquidare ogni disagio come fragilità individuale può impedire di comprendere ciò che accade. Allo stesso tempo, attribuire automaticamente a ogni contrasto il significato di una persecuzione rischia di confondere situazioni diverse e di ostacolare un accertamento rigoroso.

Prevenire gli abusi, verificare le responsabilità

Una cultura della prevenzione richiede procedure comprensibili, interlocutori riconoscibili e tempi adeguati per affrontare le segnalazioni. Chi denuncia un comportamento lesivo deve sapere a chi rivolgersi e come verranno esaminati gli elementi presentati.

La petizione e i suoi aggiornamenti richiamano proprio l’esigenza di strumenti accessibili, capaci di contrastare le vessazioni e proteggere chi segnala. Il sostegno alle vittime deve accompagnarsi alla verifica delle responsabilità e alla tutela delle persone coinvolte.

La credibilità di un sistema di ascolto dipende dalla sua coerenza. Se le segnalazioni rimangono senza risposta, oppure vengono affrontate soltanto quando il conflitto è ormai esploso, la fiducia nell’organizzazione si indebolisce. Intervenire presto significa creare le condizioni per comprendere i problemi prima che si aggravino.

Le tutele esistenti e la richiesta di rafforzarle

Chiedere una legge specifica contro il mobbing non significa sostenere che oggi manchi qualsiasi protezione. L’articolo 2087 del Codice civile impone al datore di lavoro di adottare le misure necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei lavoratori. È un riferimento fondamentale per la tutela delle condizioni di lavoro.

L’obiettivo dell’iniziativa è rafforzare la risposta alle condotte vessatorie e il sostegno alle persone che le subiscono. La richiesta politica e sociale riguarda anche la possibilità di rendere la tutela più comprensibile e concretamente accessibile.

La prevenzione merita, in questo quadro, uno spazio centrale: una protezione efficace deve aiutare a riconoscere e interrompere le situazioni lesive, oltre a intervenire sulle loro conseguenze.

Precarietà e paura di perdere il lavoro

Il tema riguarda anche chi vive nell’incertezza di un rinnovo, di un incarico o di una collaborazione. Sul piano sociale, la dipendenza economica da un rapporto professionale può rendere particolarmente difficile prendere posizione davanti a comportamenti ingiusti.

La precarietà non coincide con il mobbing e non dimostra, da sola, l’esistenza di condotte persecutorie. Invita però a interrogarsi sulla libertà effettiva delle persone: quanto è possibile segnalare un problema quando si teme di compromettere la continuità del proprio reddito?

Per questo il rispetto deve trovare spazio anche nei rapporti meno stabili. La correttezza delle relazioni professionali non dovrebbe dipendere dalla forza contrattuale di chi chiede ascolto.

La responsabilità dei colleghi e delle comunità professionali

Accanto alle procedure, conta il comportamento quotidiano delle persone. Un collega che ascolta con serietà, evita di alimentare voci e riferisce con precisione ciò che ha osservato può contribuire a rendere più trasparente una situazione difficile.

La solidarietà richiede equilibrio: sostenere una persona non significa formulare giudizi senza elementi. Significa riconoscerne la dignità, non partecipare alla sua emarginazione e favorire un esame corretto dei fatti.

Anche il silenzio merita una riflessione. In un ambiente professionale, l’abitudine a voltarsi dall’altra parte può rendere più difficile far emergere comportamenti lesivi. Costruire relazioni rispettose è una responsabilità condivisa, pur nella diversità dei ruoli.

Un impegno già portato all’attenzione delle istituzioni

Il percorso della petizione comprende anche il coinvolgimento delle istituzioni. Nel giugno 2026petizione mobbing dignita diritti lavoratori Fede e Ragione ha comunicato formalmente la petizione e i suoi obiettivi all’attenzione del Presidente della Repubblica, del Presidente del Consiglio e dei Ministri del Lavoro e della Giustizia. Leggi l’articolo Mobbing e salute mentale sul lavoro : comunicata alle istituzioni la petizione che ha superato 67 mila firme.

Le firme rappresentano un sostegno a questa domanda di intervento. Il loro valore è quello di una partecipazione civile che chiede ascolto e continuità nell’impegno.

Firmare per sostenere il rispetto sul lavoro

La dignità professionale si costruisce attraverso regole, responsabilità e comportamenti quotidiani. Riconoscere il lavoro significa anche garantire che una persona possa svolgerlo senza essere umiliata o lasciata sola davanti agli abusi.

La petizione continua a raccogliere adesioni per sostenere questa richiesta e mantenere l’attenzione sul tema. Link : Firma e condividi la petizione per una legge contro il mobbing e a sostegno delle vittime.

Immagine originale creata con Intelligenza Artificiale, a cura Fede e Ragione.

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