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Giornalismo

Unesco: la conferenza mondiale per la libertà di stampa e la tutela dei giornalisti

Sostegno alla libertà di stampa e difesa dei giornalisti minacciati: questi gli obiettivi della World Press Freedom Conference 2020.

Con il titolo Giornalismo senza paura o favori – Journalism without fear or favour, la conferenza si è svolta in Olanda il 9 e il 10 dicembre, ospitata dal ministro degli esteri Stef Blok. Più di 50 paesi hanno elaborato e firmato l’Hague Commitment to increase the Safety of Journalists, la dichiarazione che vuole aumentare la sicurezza dei giornalisti, e “indagare e perseguire in modo indipendente tutte le forme di attacchi ai giornalisti e ad altro personale dei media, sia online che offline”. In particolare, alle donne più vulnerabili anche per ragioni di disparità di genere.

La dichiarazione è l’esito della tavola rotonda digitale dei ministri indetta dal ministro degli esteri olandese Stef Blok. Come spiegano gli organizzatori, “è la prima volta che si tiene una riunione ministeriale alla Conferenza mondiale sulla libertà di stampa”.  Per Stef Blok: “Nessun giornalista dovrebbe temere intimidazioni, violenze o persecuzioni”, perché “i giornalisti sono l’ossigeno di una società libera, inclusiva e diversificata. ” I Paesi Bassi hanno anche stanziato 7 milioni di euro per promuovere la libertà di stampa e la sicurezza dei giornalisti in tutto il mondo.

Il Ministero degli Affari Esteri olandese collaborerà con l’UNESCO e l’Ufficio dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani – OHCHR. Esistono già dei rifugi temporanei per giornalisti e giornaliste minacciati, perseguitati o comunque  in grave pericolo, e per rifugiati costretti a fuggire dal loro paese a causa della propria attività a sostengo di diritti umani e civili.

Questo programma di aiuti, Shelter City, sarà incrementato, e vedrà sedici città olandesi offrire un rifugio temporaneo e sostengo, anche grazie e corsi di formazioni specifici. Il programma Shelter City è gestito da Justice and Peace Netherlands e finanziato dal Ministero degli Affari Esteri olandese. E nel 2021 l’UNESCO organizzerà percorsi formativi – finanziati dall’Olanda – della durata di tre giorni, destinati ad agenti di polizia di altre forze pubbliche incaricate di proteggere giornalisti e rifugiati che rientrano nelle situazioni citate. Tramite questi corsi l’UNESCO ha già addestrato 3.400 membri delle forze di sicurezza in oltre 17 paesi.

L’Olanda ha lavorato pure per lanciare in questa edizione della World Press Freedom Conference un forum per giudici, pubblici ministeri, avvocati, esperti legali e istituzioni, destinato a diventare un appuntamento fisso della conferenza. Con l’obiettivo di “confrontare esperienze pratiche sulla protezione della libertà di espressione e la sicurezza dei giornalisti”. Il forum è un’iniziativa congiunta di UNESCO, Free Press Unlimited e Asser Institute for International and European Law.

Sarà proprio l’Istituto Asser a formare, nel 2021 e nel 2022, magistrati e pubblici ministeri. Anche tale attività formativa sarà finanziata dal Ministero degli Affari Esteri dei Paesi Bassi. Link World Press Freedom Conference.

Vedi pure, su Fede e Ragione, l’articolo precedente:

Unesco: Giornalismo senza paura o favori.

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