29.500 firme per una legge contro il mobbing: storie personali e proposte

La scorsa settimana – come avevamo già scritto su Fede e Ragione – abbiamo lanciato una petizione per sostenere la necessità di approvare una Legge contro il mobbing, e misure a sostegno dei lavoratori che ne sono vittime.

Legge e sostegno di cui ovviamente beneficeranno pure le loro famiglie, colpite pesantemente da quella che in Italia sembra essere una prassi frequente, oltre che una vera piaga sociale. Questa sera la petizione, lanciata mercoledì 9 ottobre 2019 sulla piattaforma Change.org, è già arrivata ad oltre 29.200 firme, grazie a tutti coloro che stanno contribuendo. Firmandola e condividendola sui social o tramite il passa parola. Alcuni anche sostenendola economicamente, in modo spontaneo, a renderla più visibile su Change.org.

La petizione è ovviamente parte di un progetto più globale. L’obiettivo attuale è arrivare almeno all’approvazione del progetto di Legge attualmente in discussione in Parlamento. E sensibilizzare cittadini e società su un problema grave e pervasivo di cui poco parlano i mezzi di informazione. Mentre in realtà in Italia il mobbing è probabilmente più grave, diffuso e pervasivo di quanto accada in altri paesi europei. Dove spesso sono inoltre già previsti mezzi legislativi e giuridici per evitarlo, contenerlo, sanzionarlo.

La ragione del successo di questa petizione risiede probabilmente proprio in questo, oltre che nella sensibilità sociale degli italiani. Troppe persone sono o sono state vittime di mobbing nel nostro paese. E hanno avuto enormi difficoltà nell’ottenere giustizia, in situazioni in cui i colleghi raramente sono disposti a testimoniare. Quando non sono, almeno alcuni, una parte fondamentale del problema.

Un progetto di iniziativa popolare se l’attuale proposta di Legge non fosse approvata.

Sembra essere questa l’unica soluzione nel caso la proposta di Legge attualmente in fase di dibattimento in Parlamento non fosse approvata. Vedi su Fede e Ragione Mobbing: il testo della proposta di Legge. Sarebbe inoltre un modo per far sentire la voce dei cittadini, in particolare dei mobbizzati e delle loro famiglie. E per contribuire a rendere il nostro paese più civile e attivo nella lotta contro ogni forma di discriminazione.

Stiamo quindi lavorando per poter arrivare a proporre un collettivo Progetto di Legge d’iniziativa popolare. Legge che avrebbe ovviamente criteri più comprensivi, e sanzioni più severe e articolate di quanto attualmente ipotizzato nel ddl.

Storie di mobbing e dell’effetto sulle proprie vite.

Molte persone hanno già espresso la volontà di raccontare ciò che gli accade giornalmente, o gli è accaduto quando erano mobbizzate. Fino ad una eventuale transazione per uscire dall’azienda o ente per cui lavoravano. Quando purtroppo non si è trattato di licenziamenti o dimissioni forzate. Storie di mobbing che racconteremo e pubblicheremo su Fede e Ragione e sui social. Decontestualizzandole e rendendole anonime quando e come eventualmente necessario dal punto di vista legale. O per tutelare comunque dal punto di vista umano chi è o è stato vittima di questo odioso reato.

Chiunque volesse contribuire, o dare voce alle proprie vicende, può farlo dalla pagina Facebook della petizione, oppure scrivendo a pcentofanti@gmail.com o a questo profilo Facebook. Paolo Centofanti, direttore Fede e Ragione, direttore SRM – Science and Religion in Media.

Comments

comments