Dopo lo scontro tra due treni a Urda, vicino Toledo, si indaga sulle cause. Leone XIV esprime cordoglio e incoraggia i soccorritori, Meloni assicura la vicinanza dell’Italia alla Spagna
Il dolore per le vittime, l’attesa delle famiglie e gli interrogativi sulla sicurezza ferroviaria segnano le ore successive al disastro avvenuto mercoledì 28 ottobre 2026 a Urda, nella provincia spagnola di Toledo. Sulla linea ad alta velocità Madrid-Siviglia, un treno AVE di Renfe ha tamponato un convoglio Iryo fermo sullo stesso binario.
Secondo l’aggiornamento della sera del 29 ottobre, il bilancio provvisorio è di almeno 69 morti, con numerosi feriti. Proseguono le operazioni di identificazione delle vittime e l’assistenza alle persone coinvolte, mentre le indagini devono chiarire la sequenza degli eventi che ha preceduto la collisione.
Alla Spagna sono arrivati i messaggi di solidarietà delle istituzioni italiane e di Papa Leone XIV, che attraverso un telegramma ha espresso cordoglio per i defunti, vicinanza ai familiari e sostegno a quanti sono impegnati nei soccorsi.
Il telegramma di Leone XIV : preghiera e vicinanza alle famiglie
Il telegramma, datato 29 ottobre e indirizzato all’arcivescovo di Toledo, monsignor Francisco Cerro Chaves, è stato inviato a nome del Santo Padre dal cardinale segretario di Stato Pietro Parolin.
Leone XIV si dichiara profondamente addolorato per la notizia dell’incidente e offre preghiere di suffragio per il riposo eterno dei defunti. Ai familiari delle persone morte fa giungere il proprio cordoglio, accompagnato da parole di consolazione e di premura per i feriti.
Il testo ricorda le «numerosas víctimas y heridos», le numerose vittime e i feriti, ed esprime l’augurio di una pronta guarigione per chi sta affrontando le conseguenze dello scontro.
Un passaggio è dedicato alle squadre di emergenza: il Papa incoraggia i soccorritori a perseverare nelle attività di salvataggio e assistenza. Il telegramma si conclude con la benedizione apostolica, impartita come «signo de esperanza en el Señor Resucitado», segno di speranza nel Signore risorto.
La vicinanza della Chiesa abbraccia così le diverse persone colpite dalla tragedia: chi ha perso un familiare, chi è ricoverato, chi attende notizie e chi continua a prestare aiuto.
Meloni: il Governo italiano vicino alla Spagna
Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha espresso la solidarietà dell’Italia con una dichiarazione diffusa il 28 ottobre. «Il Governo italiano è vicino alla Spagna e al popolo spagnolo», ha affermato, rivolgendo il pensiero ai familiari delle vittime, ai feriti e a quanti continuano a lavorare nelle operazioni di soccorso.
Il messaggio del Governo italiano e il telegramma di Leone XIV richiamano la necessità di accompagnare le persone colpite anche oltre la prima emergenza. Accanto all’assistenza sanitaria e al sostegno alle famiglie, resta il compito di accertare con rigore quanto accaduto: chiarire le cause e le responsabilità è parte del rispetto dovuto alle vittime e della tutela di chi ogni giorno viaggia in treno.
La notizia del tragico incidente che ha coinvolto un elicottero italiano di EUFOR in Bosnia-Erzegovina è motivo di profondo dolore.
Il mio pensiero va alle vittime, alle loro famiglie e a tutti coloro che, impegnati nella missione per la pace e la stabilità della regione, stanno vivendo ore di angoscia. A loro va la mia più sincera vicinanza e quella del Governo italiano.— Giorgia Meloni (@GiorgiaMeloni) October 29, 2026
La dinamica dello scontro e il guasto iniziale
Le ricostruzioni preliminari indicano che l’incidente è stato preceduto da un problema informatico al sistema di controllo ferroviario LZB, lungo un tratto di circa 63 chilometri.
Il guasto avrebbe inizialmente provocato l’arresto automatico dei convogli presenti nella zona. In questa prima fase, dunque, il sistema avrebbe reagito fermando la circolazione.
L’attenzione degli investigatori si concentra su quanto avvenuto successivamente. Il centro di controllo di Adif, il gestore dell’infrastruttura ferroviaria, avrebbe autorizzato il treno AVE a riprendere la marcia, mentre il convoglio Iryo si trovava ancora fermo più avanti sul medesimo binario.
La sequenza delle comunicazioni, gli ordini impartiti e le informazioni disponibili agli operatori saranno determinanti per ricostruire il percorso che ha condotto alla collisione.
Le possibili cause: gli interrogativi sulla ripartenza
Il ministro dei Trasporti spagnolo, Óscar Puente, ha richiamato il possibile ruolo di un errore nella gestione della circolazione dopo il guasto. Secondo la sua ricostruzione, il problema tecnico aveva inizialmente attivato il blocco dei treni; la criticità decisiva sarebbe emersa al momento dell’autorizzazione alla ripartenza.
Puente ha definito inspiegabile il via libera alla marcia in condizioni normali, indicando che avrebbe dovuto essere applicata la procedura di marcia a vista: un avanzamento prudente, a una velocità tale da consentire l’arresto davanti a un ostacolo o a un altro convoglio.
Si tratta di elementi ancora sottoposti ad accertamento. Le indagini dovranno stabilire quali istruzioni siano state effettivamente trasmesse, come siano state eseguite e quali protezioni fossero operative.
L’ipotesi di una concatenazione tra guasto tecnico e decisioni operative resta quindi al centro delle verifiche, ma non costituisce ancora una conclusione definitiva sulle cause o sulle responsabilità.
Le indagini e l’assistenza agli italiani coinvolti
L’autorità giudiziaria ha disposto la conservazione delle prove e l’acquisizione delle scatole nere dei convogli. Gli accertamenti riguarderanno anche le registrazioni delle comunicazioni e i dati del centro di controllo, mentre l’indagine tecnica dovrà individuare eventuali raccomandazioni per prevenire incidenti analoghi.
Tra i passeggeri coinvolti figurano cittadini italiani. Negli aggiornamenti del 29 ottobre, una delle tre connazionali inizialmente considerate disperse aveva contattato il Consolato italiano a Madrid, comunicando di stare bene. Due italiane risultavano ancora disperse.
La Farnesina, l’Ambasciata e il Consolato seguono le verifiche con le autorità spagnole e assicurano assistenza alle famiglie. In questa fase, la mancanza di notizie richiede particolare cautela e non può essere equiparata alla conferma di un decesso.