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Artigianato e piccole imprese, Meloni : crescita, credito e giovani al centro delle nuove misure

presidente Giorgia Meloni assemblea Confartigianato

All’Assemblea di Confartigianato del 28 ottobre, il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha annunciato interventi sulla qualifica artigiana e richiamato gli strumenti per investimenti, formazione e ricambio generazionale

Attenzione anche all’innovazione e ai costi dell’energia

Il lavoro artigiano come risorsa economica, patrimonio di competenze e presenza sociale nei territori. È questa la prospettiva al centro dell’intervento del Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, all’Assemblea di Confartigianato, svoltasi il 28 ottobre 2026 all’Auditorium della Conciliazione di Roma.

Rivolgendosi al Presidente Marco Granelli, ai rappresentanti dell’associazione e agli imprenditori, Meloni ha collegato il sostegno alle imprese artigiane alla possibilità di investire, creare occupazione e trasmettere i mestieri alle nuove generazioni.

Il discorso ha intrecciato il riconoscimento del ruolo delle botteghe con l’annuncio di interventi normativi, presentati in vista del Consiglio dei Ministri previsto nella stessa giornata. Una distinzione importante: le anticipazioni illustrate all’Assemblea richiedono di essere lette alla luce dei testi approvati e dei successivi passaggi necessari alla loro applicazione.

Le botteghe artigiane come presidi delle comunità

Nel ragionamento del Presidente del Consiglio, il valore dell’artigianato supera la dimensione strettamente produttiva. Un laboratorio che continua a lavorare in un piccolo Comune o in una periferia mantiene competenze, relazioni e opportunità sul territorio. Meloni ha definito gli artigiani «beni culturali viventi», richiamando il legame tra esperienza professionale, creatività e identità dei luoghi.

È una prospettiva che invita a considerare il lavoro artigiano anche attraverso ciò che rende possibile nella vita quotidiana: servizi di prossimità, cura dei prodotti, riparazione, formazione sul campo e continuità delle attività locali. La qualità del Made in Italy, nel discorso del Presidente, trova proprio in questo intreccio tra sapere e capacità produttiva una delle sue basi fondamentali.

Crescere mantenendo la qualifica artigiana

Tra gli annunci principali figura la revisione della legge quadro sull’artigianato dell’8 agosto 1985, che Meloni ha indicato come oggetto di un provvedimento destinato all’esame del Consiglio dei Ministri. Gli obiettivi illustrati comprendono la riduzione degli adempimenti e una maggiore flessibilità nell’organizzazione delle sedi produttive, amministrative e gestionali, salvaguardando la qualifica artigiana.

Il Presidente ha inoltre richiamato un criterio relativo alla struttura dell’impresa: mantenere centrale il ruolo di chi partecipa direttamente al lavoro rispetto a quello di chi apporta soltanto capitale.

Un ulteriore intervento, annunciato nell’ambito della legge di bilancio, riguarda la possibilità per un’impresa artigiana da almeno sette anni di conservare la qualifica anche aumentando i collaboratori. La finalità dichiarata è consentire la crescita senza perdere la specificità produttiva. Requisiti e condizioni operative andranno verificati nei testi normativi.

Qualità, regole e tutela dei consumatori

Meloni ha richiamato anche gli interventi contro la concorrenza sleale e l’uso improprio delle denominazioni legate all’artigianato. Nel suo intervento ha ricordato la norma che riserva l’impiego delle parole “artigianato” e “artigianale” alle imprese regolarmente iscritte all’albo e che realizzano direttamente i beni e i servizi qualificati in questo modo.

Il tema riguarda sia il riconoscimento delle competenze sia la possibilità per il consumatore di compiere una scelta informata. Il Presidente ha inoltre riferito che, dal 2023, sono state chiuse d’ufficio oltre 30 mila attività nell’ambito del contrasto alle imprese cosiddette “apri e chiudi”, presentando questo lavoro come parte della tutela delle aziende che rispettano gli obblighi fiscali e le regole del mercato.

Credito e investimenti: il ruolo di Artigiancassa

L’accesso al credito è stato indicato come uno degli ostacoli alla crescita delle piccole imprese. Meloni ha valorizzato il rilancio di Artigiancassa, descrivendo un modello che coinvolge Mediocredito Centrale, confederazioni dell’artigianato e Confidi, con il contributo della rete territoriale degli Artigiancassa Point.

Ha inoltre ricordato l’istituzione presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy di un fondo con una dotazione iniziale di 50 milioni di euro, destinato a programmi di investimento e progetti qualificati di sviluppo aziendale.

Nel discorso trova spazio anche l’accordo tra Artigiancassa e SACE per accompagnare le imprese nei percorsi di internazionalizzazione. L’obiettivo politico indicato è collegare le opportunità sui mercati esteri alla disponibilità di strumenti concretamente utilizzabili dalle realtà produttive più piccole.

Giovani e maestri artigiani, la trasmissione delle competenze

Il ricambio generazionale costituisce uno dei passaggi centrali dell’intervento. La continuità dei mestieri dipende dalla possibilità di avvicinare i giovani alle imprese e di rendere attrattivi i percorsi tecnici e professionali.

Meloni ha contestato la rappresentazione di questa formazione come scelta secondaria, sostenendo la pari dignità delle competenze pratiche qualificate e degli altri percorsi di studio. Ha ricordato il Liceo del Made in Italy, la filiera formativa del 4+2 e gli ITS Academy, presentandoli come strumenti per collegare istruzione e fabbisogni produttivi.

Il Presidente ha inoltre ricordato il meccanismo che associa il passaggio al part-time dei maestri artigiani prossimi alla pensione all’assunzione a tempo indeterminato di un giovane under 35, con uno sgravio contributivo fino a 3 mila euro annui. La trasmissione delle competenze viene così collegata alla creazione di nuove opportunità occupazionali.

Innovazione ed energia per la competitività

La digitalizzazione è stata affrontata come parte dello sviluppo dell’impresa artigiana. Meloni ha richiamato Transizione 5.0, Nuova Sabatini e gli strumenti destinati agli investimenti tecnologici, comprendendo intelligenza artificiale, cloud, analisi dei dati e cybersicurezza.

Secondo le cifre illustrate nel suo intervento, Transizione 5.0 dispone di quasi 10 miliardi di euro e ha raccolto oltre 27 mila progetti, che mobilitano circa 8 miliardi. Accanto all’innovazione resta il problema dei costi energetici. Il Presidente ha indicato la diversificazione degli approvvigionamenti e gli interventi sulle bollette tra le priorità dell’azione di Governo, ricordando anche le difficoltà dell’autotrasporto.

Il futuro dei mestieri passa dalle persone

Nell’anno dell’ottantesimo anniversario di Confartigianato, Meloni ha concluso richiamando l’immagine del maestro che affida gli strumenti a un giovane e lo invita a provare. È un’immagine che restituisce la dimensione umana del lavoro artigiano: le competenze si sviluppano attraverso esercizio, attenzione e responsabilità condivise.

Credito, regole e innovazione trovano il loro significato concreto nella possibilità di sostenere questo percorso. La continuità delle imprese dipende anche dalla capacità di offrire a chi apprende un mestiere condizioni nelle quali costruire il proprio futuro professionale.

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