Nelle conclusioni dell’incontro della Coalizione Europea contro le Droghe del 23 ottobre, il Sottosegretario Alfredo Mantovano richiama il valore della collaborazione fra servizi pubblici e comunità terapeutiche
Prevenzione, ricerca scientifica e reinserimento sociale al centro dell’intervento
Mettere al centro la persona, accompagnandola in un percorso che comprenda cura, relazioni, formazione e lavoro. È l’impostazione illustrata dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, nell’intervento conclusivo dell’incontro internazionale di alto livello sulla prevenzione e il recupero dalle dipendenze, tenutosi il 23 ottobre 2026 a San Patrignano.
L’appuntamento della Coalizione Europea contro le Droghe, ECAD, promosso da Italia e Francia, è stato aperto dal Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Al termine dei lavori è stata adottata la dichiarazione sulla prevenzione e il recupero dalle dipendenze, richiamata da Mantovano come Dichiarazione di Rimini.
Il Sottosegretario ha presentato ai rappresentanti delle delegazioni il sistema italiano di assistenza, sottolineando la complementarità fra servizi pubblici e privato sociale. Ha inoltre indicato nella collaborazione istituzionale e nel contributo della ricerca due condizioni essenziali per affrontare l’evoluzione delle dipendenze.
Servizi pubblici e comunità : una rete di competenze
Secondo i dati riportati da Mantovano, il sistema italiano comprende 587 Servizi pubblici per le Dipendenze, i SerD, con circa seimila specialisti fra medici, infermieri, assistenti sociali, educatori e psicologi. Nel 2025, ha riferito, questi servizi hanno assistito oltre 130.000 persone per problematiche legate all’uso di stupefacenti o di farmaci non prescritti.
A questa rete si affiancano, sempre secondo le cifre illustrate nell’intervento, 913 strutture terapeutiche, con una capacità ricettiva complessiva di circa 14.000 posti, gestite per oltre il 90% da organizzazioni del Terzo settore.
Mantovano ha descritto un modello nel quale i servizi pubblici svolgono funzioni di valutazione, presa in carico e definizione dei programmi terapeutici, mentre le comunità offrono percorsi caratterizzati da differenti sensibilità e competenze.
Alcune realtà hanno un’impostazione prevalentemente educativa; altre integrano maggiormente interventi psicologici, psicoterapeutici e sanitari. Per il Sottosegretario, questa pluralità rappresenta una risorsa per rispondere a bisogni diversi, attraverso una collaborazione capace di valorizzare il contributo di ciascuno.
Il recupero oltre la sola dimensione sanitaria
Il filo conduttore del discorso è stato il riconoscimento della persona nella sua interezza. Mantovano ha sostenuto la necessità di un approccio multidisciplinare, che consideri insieme condizioni psicologiche, familiari, relazionali, educative, sociali e lavorative.
In questo contesto ha avanzato la proposta di sostituire, nei futuri incontri della Coalizione, l’espressione «riduzione del danno» con «recupero della persona». Il Sottosegretario ha motivato la propria posizione indicando nell’uscita dalla dipendenza l’obiettivo dell’intervento.
Si tratta di una proposta di indirizzo politico e di linguaggio formulata durante le conclusioni: il suo richiamo non costituisce una valutazione clinica dei singoli trattamenti o delle diverse misure assistenziali.
Il punto sul quale Mantovano ha insistito è la fiducia nella possibilità di ricostruire la propria vita con un sostegno adeguato. Il reinserimento viene così descritto come un percorso che coinvolge l’autonomia personale, la qualità dei legami e la partecipazione alla comunità.
Percorsi terapeutici e alternative al carcere
Un passaggio dell’intervento ha riguardato le misure alternative alla detenzione. Mantovano ha richiamato la legge n. 140 del 2026, presentandola come un ampliamento delle possibilità di accesso a programmi terapeutici e socio-riabilitativi per persone con dipendenza condannate per reati connessi alla propria condizione.
Nella ricostruzione proposta dal Sottosegretario, l’intervento normativo rafforza la possibilità di svolgere questi percorsi nelle strutture dedicate, alle condizioni previste dalla legge.
Il significato attribuito alla misura è quello di affiancare alla risposta penale una prospettiva concreta di recupero. La comunità terapeutica viene indicata come luogo nel quale affrontare la dipendenza e costruire le condizioni per un ritorno alla vita sociale.
È una responsabilità che richiede programmi seri, competenze e continuità nell’accompagnamento. La possibilità di ricominciare acquista consistenza quando si traduce in opportunità accessibili e in un lavoro condiviso fra istituzioni e operatori.
Prevenzione fondata sulla ricerca
Mantovano ha attribuito un ruolo centrale alle evidenze scientifiche, richiamando gli accordi con diversi atenei italiani per le analisi tossicologiche sul territorio e le indagini statistiche sulla diffusione delle sostanze.
Questi strumenti, ha spiegato, devono contribuire a offrire un quadro aggiornato del fenomeno e a orientare le scelte pubbliche. La conoscenza delle trasformazioni nei consumi e delle sostanze presenti sul mercato viene quindi collegata alla capacità di intervenire tempestivamente.
Il Sottosegretario ha ricordato anche il coordinamento contro la diffusione del fentanyl e degli oppioidi sintetici, presentandolo come esempio della collaborazione fra soggetti diversi.
La prevenzione, in questa prospettiva, richiede informazioni attendibili e una comunicazione capace di raggiungere soprattutto i giovani, senza banalizzare i rischi e senza perdere il contatto con le loro esperienze.
Cannabis e confronto europeo
Nel discorso ha trovato spazio anche il tema della commercializzazione delle infiorescenze di cannabis. Mantovano ha difeso le scelte adottate dal Governo italiano nel 2025 e ha espresso preoccupazione per alcune iniziative normative europee in negoziato.
Il Sottosegretario ha chiesto attenzione affinché le filiere della canapa per finalità industriali non vengano utilizzate per favorire impieghi impropri o illeciti. Ha collegato questa posizione alla tutela dei minori e alla necessità, sostenuta nel suo intervento, di evitare messaggi che possano essere interpretati come una generale legittimazione del consumo.
Il valore di ogni percorso di ripresa
Nella conclusione, Mantovano ha ricordato le parole pronunciate dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della Giornata internazionale contro la droga del 26 giugno: anche aiutare una sola persona a uscire dalla dipendenza darebbe valore all’impegno compiuto.
Questo riferimento riporta l’attenzione alla responsabilità verso ciascuna vita. Dietro i numeri dei servizi, delle strutture e delle persone assistite ci sono storie differenti, che chiedono ascolto e risposte adeguate.
Il recupero diventa così un criterio con cui valutare la concretezza delle politiche: la loro capacità di sostenere una persona nel tempo, consentirle di ricostruire relazioni e offrirle opportunità di formazione, lavoro e partecipazione.