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eBay risarcisce con 55,7 milioni di dollari due giornalisti vittime di una campagna di intimidazione

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Dopo anni di vicende giudiziarie, si chiude con un maxi accordo la causa civile nata dalla campagna di intimidazione contro due giornalisti statunitensi

Una vicenda che richiama il valore del diritto di cronaca e della tutela della persona anche nell’era delle grandi piattaforme digitali

La libertà di stampa rappresenta uno dei pilastri di ogni società democratica. Per questo la vicenda che ha visto coinvolti il colosso dell’e-commerce eBay e i giornalisti statunitensi David e Ina Steiner continua a suscitare attenzione ben oltre i confini degli Stati Uniti. A distanza di sette anni dai fatti, la causa civile si è conclusa con un accordo complessivo da 55,7 milioni di dollari, destinato a chiudere una delle pagine più controverse della storia recente del rapporto tra grandi aziende tecnologiche e informazione indipendente.

I coniugi Steiner sono gli editori di EcommerceBytes, una testata specializzata nel commercio elettronico che negli anni aveva pubblicato articoli critici sulle politiche commerciali di eBay. Secondo quanto emerso dalle indagini e dai successivi procedimenti giudiziari, alcuni dipendenti ed ex dirigenti dell’azienda avrebbero organizzato nel 2019 una sistematica campagna di molestie e intimidazioni nei confronti della coppia.

Una campagna di intimidazione senza precedenti

Le azioni contestate hanno assunto forme particolarmente gravi. Oltre a messaggi minacciosi e attività di cyberstalking, gli autori avrebbero inviato ai giornalisti oggetti inquietanti, tra cui insetti vivi, una maschera raffigurante un maiale insanguinato e una corona funebre, arrivando persino a sorvegliare la loro abitazione.

Una serie di comportamenti che ha profondamente colpito l’opinione pubblica e che ha dato origine a procedimenti penali nei confronti di diversi ex dipendenti della società. Nel corso degli anni, sette persone coinvolte nella vicenda si sono dichiarate colpevoli o sono state condannate per i reati contestati. Parallelamente, anche eBay ha affrontato le conseguenze della vicenda, accettando nel 2024 di versare una sanzione penale alle autorità statunitensi.

L’accordo che chiude la causa civile

L’intesa raggiunta nel luglio 2026 non costituisce una nuova condanna giudiziaria, ma un accordo transattivo tra le parti volto a chiudere definitivamente il contenzioso civile.

L’importo complessivo, pari a 55,7 milioni di dollari, comprende il risarcimento riconosciuto ai coniugi Steiner e contributi versati anche da alcuni ex dirigenti dell’azienda. Una parte delle somme sarà inoltre destinata a iniziative benefiche e a progetti a sostegno della libertà di stampa.

Per i giornalisti coinvolti, la conclusione della causa rappresenta soprattutto il riconoscimento delle sofferenze subite in seguito a una campagna che aveva trasformato la loro vita quotidiana in un clima di paura e costante pressione.

Il diritto di critica non può essere intimidito

La vicenda offre l’occasione per riflettere sul ruolo dell’informazione in una società democratica. Il diritto di critica, anche quando risulta scomodo per aziende, istituzioni o soggetti economicamente forti, costituisce uno degli strumenti fondamentali attraverso i quali la stampa svolge la propria funzione di controllo e di servizio nei confronti dei cittadini.

Quando il dissenso viene contrastato attraverso intimidazioni, minacce o campagne persecutorie, non viene colpita soltanto la persona del giornalista, ma anche il diritto dell’intera collettività a essere informata.

In questo senso il caso Steiner assume un valore che va oltre il singolo episodio e richiama l’importanza di tutelare chi esercita la professione giornalistica con indipendenza e responsabilità.

La responsabilità delle grandi imprese digitali

L’evoluzione tecnologica ha accresciuto enormemente il peso economico e sociale delle grandi piattaforme digitali. A questa crescita corrisponde una responsabilità sempre maggiore nei confronti della società.

La reputazione di un’impresa non può essere difesa attraverso comportamenti incompatibili con i principi dello Stato di diritto. Al contrario, proprio le aziende che operano su scala globale sono chiamate a promuovere una cultura fondata sul rispetto della persona, della legalità e della libertà di espressione.

Il caso eBay dimostra come eventuali comportamenti illeciti posti in essere da dirigenti o dipendenti possano produrre conseguenze profonde non soltanto sul piano economico, ma anche sulla credibilità e sulla fiducia costruite negli anni.

Difendere la dignità della persona e la libertà dell’informazione

La vicenda richiama infine un principio fondamentale: ogni persona ha diritto a svolgere il proprio lavoro senza subire intimidazioni, persecuzioni o ritorsioni. Per i giornalisti questo significa poter esercitare il diritto di cronaca e di critica con indipendenza, nel rispetto della verità dei fatti e delle regole deontologiche.

La conclusione del contenzioso tra eBay e i coniugi Steiner chiude una lunga vicenda giudiziaria, ma lascia un messaggio che conserva tutta la sua attualità: la libertà di stampa non rappresenta un privilegio della categoria giornalistica, bensì una garanzia essenziale per la democrazia e per la tutela dei diritti fondamentali di tutti i cittadini.

Immagine elaborata con IA.

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