Nella Messa alle Canarie il forte richiamo di Papa Leone XIV alla solidarietà, all’ascolto e alla responsabilità verso i migranti
LAS PALMAS DE GRAN CANARIA – Un invito a non lasciarsi accecare dalla ricchezza, dal benessere e dall’indifferenza. È questo uno dei messaggi più significativi lanciati da Papa Leone XIV durante la Santa Messa celebrata allo Stadio di Gran Canaria, nell’ambito del suo viaggio apostolico in Spagna.
La tappa nelle Isole Canarie assume un valore particolare all’interno del pellegrinaggio del Pontefice. Questo arcipelago rappresenta infatti una delle principali porte d’ingresso verso l’Europa per migliaia di migranti provenienti dall’Africa, molti dei quali affrontano viaggi drammatici attraverso l’Atlantico nella speranza di trovare sicurezza e un futuro migliore.
Nel corso della celebrazione, Papa Leone XIV ha richiamato i fedeli alla necessità di guardare oltre i propri interessi e di riconoscere il volto di Cristo nelle persone più fragili, in coloro che soffrono, nei poveri e negli esclusi.
La tentazione dell’indifferenza
L’omelia del Santo Padre ha affrontato il rischio che il benessere materiale possa generare una forma di cecità spirituale e morale. Quando la ricchezza diventa autosufficienza, ha ricordato il Pontefice, l’uomo rischia di perdere la capacità di ascoltare, comprendere e condividere il dolore degli altri.
La fede cristiana, invece, invita continuamente a uscire da sé stessi per incontrare il prossimo, soprattutto quando è ferito, emarginato o dimenticato. In questo senso, Leone XIV ha sottolineato come il Vangelo non possa essere separato dalla compassione concreta e dall’attenzione verso chi vive situazioni di difficoltà.
Il dramma delle migrazioni
La giornata del Papa a Gran Canaria è stata fortemente segnata dal tema migratorio. Prima della Messa, infatti, il Pontefice aveva incontrato le realtà impegnate nell’accoglienza dei migranti presso il porto di Arguineguín, luogo divenuto simbolo delle rotte atlantiche verso l’Europa.
Nel suo messaggio, Leone XIV ha richiamato la responsabilità condivisa delle nazioni di origine, di transito e di destinazione, invitando tutti a promuovere percorsi di pace, sviluppo, tutela dei diritti umani e integrazione.
L’appello del Papa non si limita alle istituzioni politiche, ma coinvolge anche le comunità cristiane, chiamate a testimoniare il Vangelo attraverso la vicinanza concreta alle persone più vulnerabili.
Una Chiesa che incontra i margini della società
La visita alle Canarie conferma uno dei tratti distintivi del pontificato di Leone XIV: l’attenzione verso le periferie geografiche ed esistenziali. Le isole spagnole sono oggi uno dei luoghi in cui si intrecciano questioni sociali, economiche e umanitarie di grande rilevanza. Portare qui la presenza del Successore di Pietro significa accendere i riflettori su una realtà spesso dimenticata, ma che interpella profondamente la coscienza dell’Europa.
Non è un caso che il programma della visita abbia privilegiato incontri con migranti, operatori dell’accoglienza, sacerdoti, religiosi e realtà impegnate nel servizio sociale.
Il Vangelo della fraternità
Nel cuore del messaggio di Leone XIV emerge una convinzione fondamentale: la fraternità non è un ideale astratto, ma una scelta concreta che si manifesta nell’ascolto, nella condivisione e nella capacità di costruire comunità aperte e solidali.
Di fronte alle paure, alle divisioni e alle tensioni che attraversano il mondo contemporaneo, il Papa invita a riscoprire la centralità della persona umana e il valore dell’incontro.
La celebrazione di Gran Canaria si inserisce così nel più ampio percorso del viaggio apostolico in Spagna, caratterizzato da continui richiami alla dignità umana, alla solidarietà e alla responsabilità collettiva.
Un messaggio che dalle Canarie si rivolge non soltanto ai cattolici, ma a tutta la società: nessuna prosperità è autentica se lascia indietro chi soffre, e nessuna comunità può dirsi veramente umana se smette di vedere il volto dell’altro.
Immagine elaborata con Intelligenza Artificiale.