Nel videomessaggio del 20 ottobre 2026, il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni presenta le misure approvate dal Consiglio dei ministri 193
Nuove sanzioni per le condotte violente, risarcimento dei danni, interventi sulla criminalità minorile e rafforzamento della sicurezza a Milano
Proteggere il diritto di manifestare e contrastare le violenze che colpiscono cittadini, attività economiche e forze dell’ordine. È la distinzione al centro del videomessaggio con cui il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha illustrato il decreto approvato il 20 ottobre dal Consiglio dei ministri n. 193, dedicato alla sicurezza pubblica e al contrasto della criminalità minorile.
Il messaggio prende avvio dagli episodi che hanno interessato Milano e altre città italiane nel fine settimana: saccheggi, danneggiamenti e aggressioni agli agenti. Meloni definisce queste scene inaccettabili e presenta le nuove disposizioni come un intervento per impedirne la ripetizione. Alla risposta contro i comportamenti violenti affianca il riconoscimento delle proteste pacifiche e delle difficoltà sociali che chiedono ascolto.
Partecipazione violenta alle manifestazioni: le sanzioni annunciate
Il primo punto riguarda l’introduzione del reato di partecipazione violenta a una manifestazione. Nella spiegazione offerta dal Presidente del Consiglio, la disposizione interessa chi, durante un corteo o una manifestazione, prende parte a un gruppo di almeno cinque persone e compie condotte pericolose, come il lancio di pietre, petardi o bastoni, mettendo a rischio la sicurezza delle persone.
Meloni indica pene fino a cinque anni di reclusione e fino a 20 mila euro di multa. Richiama inoltre un aumento delle sanzioni quando il responsabile agisce a volto coperto o provoca feriti, insieme a un inasprimento delle pene per le devastazioni commesse in gruppo.
Il Presidente colloca queste misure nel quadro degli interventi già adottati dal Governo. Tra gli strumenti precedenti cita anche il riconoscimento biometrico, con l’impiego dell’intelligenza artificiale, per identificare gli autori delle violenze. Nel messaggio, questo riferimento è distinto dalle novità approvate il 20 ottobre.
Risarcimento dei danni e coinvolgimento dei genitori
Il secondo capitolo riguarda le conseguenze economiche dei danneggiamenti. Meloni riassume l’obiettivo con il principio «chi rompe paga», estendendo il richiamo alla responsabilità dei genitori quando a provocare i danni sono minorenni.
Secondo quanto illustrato, per i beni pubblici è prevista un’ingiunzione di pagamento da parte del prefetto. Per i danni subiti da privati, il Presidente descrive invece la possibilità di ottenere dal giudice un decreto ingiuntivo immediatamente esecutivo, ferma restando la possibilità di opposizione.
Il messaggio insiste sulla condizione delle persone colpite. Dietro un negozio danneggiato ci sono investimenti, sacrifici familiari e posti di lavoro. Le conseguenze di un saccheggio possono protrarsi nel tempo, incidendo sull’attività di un commerciante, sul reddito dei dipendenti e sulla vita del quartiere.
Per gli aspetti applicativi delle procedure e delle responsabilità richiamate, il riferimento resta il testo normativo: il videomessaggio ne offre una presentazione politica e divulgativa.
Minorenni e rafforzamento della giustizia
Una parte significativa dell’intervento è dedicata ai ragazzi coinvolti nei disordini. Meloni illustra una modifica relativa alla capacità di intendere e di volere nella fascia tra i 14 e i 18 anni: nella presentazione del Governo, viene introdotta una presunzione di capacità, salvo prova contraria, attraverso una disposizione già contenuta in un provvedimento all’esame del Parlamento.
Il Presidente annuncia inoltre l’estensione ai minorenni dello strumento definito nel messaggio come fermo preventivo. A questi interventi si accompagna il rafforzamento della giustizia minorile, con più magistrati e maggiore disponibilità di posti negli istituti.
Per Milano viene indicato anche l’arrivo di altri 500 militari, fino alla fine del 2026, a supporto di polizia e carabinieri. L’obiettivo dichiarato è rafforzare la presenza sul territorio e la tutela della sicurezza.
I giovanissimi, i social e il rischio di emulazione
Nel ricostruire quanto accaduto, Meloni segnala il coinvolgimento di numerosi minorenni, descrivendo piccoli gruppi mobilitati attraverso i social e ragazzi intenti a riprendere le proprie azioni. Esprime quindi preoccupazione per la possibilità che quelle immagini diventino un modello da imitare.
Nel messaggio riferisce quasi 200 agenti feriti, 330 persone fermate e arrestate e danni che, secondo la stima di Confcommercio da lei richiamata, ammonterebbero a circa un milione di euro nella sola Milano. Cita inoltre il caso del più giovane tra i ragazzi identificati, che avrebbe appena undici anni.
La presenza di persone così giovani pone una responsabilità che coinvolge famiglie, scuola, istituzioni e comunità. Alla necessità di interrompere le condotte pericolose si affianca un lavoro educativo sul rispetto delle persone e sulla comprensione delle conseguenze delle proprie azioni. La ricerca di approvazione online rende particolarmente importante aiutare i ragazzi a riconoscere il valore del proprio futuro e quello della vita degli altri.
Disagio sociale e ascolto delle proteste pacifiche
Meloni riconosce le difficoltà di molti giovani: la ricerca di un lavoro, gli stipendi insufficienti e l’incertezza sulle prospettive future. Sostiene però che queste condizioni non possano diventare una giustificazione della violenza, anche perché le distruzioni aggravano le difficoltà delle persone comuni.
Parallelamente, distingue gli autori dei disordini da chi manifesta rispettando gli altri. Richiama agricoltori, autotrasportatori, lavoratori dell’ex Ilva e comunità che attraversano situazioni complesse, ribadendo la disponibilità del Governo al confronto.
Questa distinzione ha un rilievo concreto per la convivenza democratica. Le rivendicazioni devono poter trovare spazi di espressione e interlocutori istituzionali. La protezione di tali spazi richiede anche di impedire che le azioni violente compromettano la sicurezza dei partecipanti e oscurino le ragioni della protesta.
Legalità, responsabilità politica e garanzie
Nella parte conclusiva, il Presidente chiede a tutte le forze politiche una condanna delle violenze senza ambiguità. Critica inoltre la pubblicizzazione, da parte di rappresentanti istituzionali, di riferimenti per ottenere assistenza legale gratuita dopo le devastazioni di Milano.
Su questo passaggio è necessario mantenere distinti il giudizio politico e le garanzie della persona. La condanna di aggressioni e saccheggi può accompagnarsi al pieno rispetto del diritto di difesa e all’accertamento individuale delle responsabilità. La credibilità della risposta pubblica dipende anche dalla capacità di tenere insieme questi principi.
Il messaggio si conclude con l’impegno a proteggere chi manifesta pacificamente, chi lavora e chi desidera vivere in sicurezza. L’efficacia degli interventi andrà valutata nella loro applicazione: nella prevenzione delle violenze, nella tutela delle vittime e nella capacità di evitare che altri giovanissimi vengano coinvolti.
La sicurezza riguarda la possibilità di abitare e attraversare gli spazi comuni senza paura. Difenderla significa anche custodire le condizioni nelle quali il dissenso può esprimersi liberamente e le responsabilità possono essere accertate nel rispetto delle regole.