Nel videomessaggio del 3 giugno 2026 il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni rivendica due risultati ottenuti in sede europea: maggiore flessibilità di bilancio per contrastare il caro energia e il nuovo Regolamento sui rimpatri dei migranti irregolari
L’Italia ottiene dall’Europa maggiore flessibilità di bilancio per affrontare la crisi energetica e vede riconosciuta, secondo il Governo, la validità di alcune delle soluzioni proposte in materia migratoria. Sono questi i temi al centro del videomessaggio diffuso mercoledì 3 giugno 2026 dal Presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
Nel suo intervento, il premier ha sottolineato come la Commissione europea abbia accolto la richiesta italiana di consentire margini di spesa aggiuntivi per sostenere famiglie e imprese colpite dall’aumento dei costi dell’energia. Una decisione che, secondo Meloni, rappresenta un importante riconoscimento della posizione sostenuta dall’Italia nelle sedi europee.
Quattordici miliardi contro il caro energia
Il Presidente del Consiglio ha spiegato che la nuova flessibilità consentirà all’Italia di destinare circa 14 miliardi di euro nell’arco dei prossimi tre anni a misure di sostegno contro il caro energia. Le risorse saranno indirizzate in particolare verso le famiglie più vulnerabili e le imprese energivore, maggiormente esposte agli effetti dell’aumento dei prezzi.
Meloni ha ricordato di aver scritto personalmente alla Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, per evidenziare la necessità di estendere la flessibilità di bilancio non soltanto alle spese per la sicurezza e la difesa, ma anche agli interventi destinati a fronteggiare l’emergenza energetica.
Secondo il premier, la decisione della Commissione rappresenta un risultato che molti osservatori ritenevano difficilmente raggiungibile e dimostra la capacità dell’Italia di far valere le proprie ragioni all’interno dell’Unione europea.
Soluzioni utili per l’intera Europa
Nel videomessaggio, Meloni ha sottolineato come l’obiettivo del Governo non sia stato soltanto quello di tutelare gli interessi nazionali, ma anche di proporre soluzioni considerate utili per l’intero contesto europeo.
La crisi energetica continua infatti a rappresentare una delle principali sfide economiche per molti Paesi dell’Unione, soprattutto in una fase caratterizzata da instabilità internazionale, tensioni geopolitiche e necessità di garantire competitività al sistema produttivo.
Per il Governo italiano, l’apertura della Commissione europea costituisce dunque un segnale significativo della volontà di adottare strumenti più flessibili per sostenere cittadini e imprese.
Il nuovo Regolamento europeo sui rimpatri
Il secondo tema affrontato dal Presidente del Consiglio riguarda l’accordo raggiunto in Europa sul nuovo Regolamento rimpatri. Meloni ha definito l’intesa un passaggio storico, sostenendo che il nuovo quadro normativo consentirà procedure più rapide ed efficaci per il rimpatrio di coloro che non possiedono i requisiti per permanere nel territorio dell’Unione europea.
Tra gli elementi evidenziati dal premier vi è la possibilità di istituire centri di rimpatrio in Paesi terzi, una soluzione che il Governo italiano considera coerente con il percorso avviato attraverso il protocollo stipulato con l’Albania.
Secondo Meloni, si tratta di uno strumento innovativo che inizialmente aveva incontrato forti resistenze politiche ma che oggi viene preso in considerazione a livello europeo come possibile risposta alla gestione dei flussi migratori irregolari.
Difesa dei confini e cooperazione europea
Nel suo intervento, il Presidente del Consiglio ha ribadito la linea del Governo in materia migratoria, fondata sul contrasto all’immigrazione irregolare, sulla riduzione degli sbarchi e sul rafforzamento delle procedure di rimpatrio.
Meloni ha sostenuto che le scelte adottate dall’Italia negli ultimi anni abbiano contribuito a orientare il dibattito europeo verso soluzioni più incisive nella gestione delle frontiere esterne dell’Unione.
Da qui l’affermazione che sintetizza il messaggio politico del videomessaggio: «L’Italia ha indicato la strada, e oggi l’Europa la sta percorrendo».
Una dichiarazione con cui il premier rivendica il ruolo svolto dal Governo italiano nel promuovere, a livello europeo, misure ritenute necessarie sia per affrontare la crisi energetica sia per rafforzare le politiche migratorie dell’Unione.