“Io sono la risurrezione e la vita” : Papa Leone XIV all’Angelus invita a credere nella vita eterna, al centro del messaggio cristiano nella V Domenica di Quaresima
Nell’Angelus di domenica 22 marzo 2026, Papa Leone XIV ha posto al centro della sua riflessione una delle affermazioni più profonde del Vangelo:
«Io sono la risurrezione e la vita».
Un passaggio che illumina il tempo quaresimale e prepara alla Settimana Santa, invitando i fedeli a riscoprire il significato autentico della fede cristiana: non solo speranza, ma certezza di vita che supera la morte.
“Chi crede in me vivrà”: il cuore del Vangelo
Commentando il brano evangelico della risurrezione di Lazzaro, il Papa ha ricordato le parole di Gesù rivolte a Marta: «Chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me non morirà in eterno».
Si tratta di un annuncio centrale della fede cristiana, che non si limita a una consolazione spirituale, ma afferma una verità decisiva: la vita non è destinata al nulla, ma trova compimento in Cristo. Il Papa ha sottolineato come questo segno evangelico parli della vittoria sulla morte e del dono della vita eterna, ricevuto nel Battesimo.
La Quaresima come cammino verso la Pasqua
Nel contesto dell’itinerario quaresimale, l’Angelus del 22 marzo assume un significato particolarmente intenso. Il Pontefice ha invitato a leggere gli eventi della Passione — ingresso a Gerusalemme, ultima Cena, croce e sepoltura — alla luce della risurrezione, per coglierne il senso più profondo: non una sconfitta, ma il compimento del disegno di salvezza.
La Quaresima diventa così un tempo di preparazione interiore, in cui il credente è chiamato a rinnovare la propria fede e a lasciarsi trasformare dalla grazia.
Cristo risorto, presenza viva nella storia
Un elemento centrale del messaggio del Papa è la presenza attuale di Cristo: non solo evento del passato, ma realtà viva che opera nel presente. Secondo Leone XIV, è proprio nel Cristo risorto, “vivente in noi per la grazia del Battesimo”, che gli eventi della Passione trovano il loro compimento e la loro efficacia salvifica.
Questa prospettiva invita a superare una visione puramente storica o simbolica della fede, per riconoscere una presenza concreta e trasformante.
Una speranza che cambia lo sguardo sulla vita
Il richiamo alla risurrezione non riguarda solo l’aldilà, ma il modo di vivere il presente. Credere in Cristo significa affrontare la sofferenza, il limite e la morte con uno sguardo nuovo, aperto alla speranza.
La fede cristiana, come emerge dalle parole del Papa, non elimina il dolore, ma lo attraversa, trasformandolo in un luogo di incontro con Dio e di crescita umana e spirituale.
Fede e ragione davanti al mistero della vita
In una prospettiva coerente con Fede e Ragione, il tema della risurrezione tocca anche una questione antropologica fondamentale: che cosa significa vivere? Le neuroscienze e le scienze contemporanee descrivono i processi della vita biologica, ma non esauriscono il mistero dell’esistenza.
L’annuncio cristiano introduce una dimensione ulteriore: la vita come relazione, dono e apertura all’eternità. La risurrezione, in questo senso, non è solo un evento teologico, ma una chiave interpretativa della condizione umana.
L’Angelus del 22 marzo 2026 offre un messaggio chiaro e potente: la fede cristiana è fondata sulla vittoria della vita sulla morte. Nel cammino verso la Pasqua, le parole di Papa Leone XIV invitano a riscoprire il cuore del Vangelo e a vivere con maggiore consapevolezza il tempo presente, illuminato dalla speranza della risurrezione.