Nel videomessaggio del 18 marzo 2026 il Presidente Giorgia Meloni spiega le misure varate dal Governo : riduzione del costo di benzina, gasolio e GPL, aiuti ad autotrasporto e pesca e nuovi controlli sui rincari ingiustificati
Il Governo interviene sul caro carburanti con un nuovo pacchetto di misure emergenziali. Nel videomessaggio diffuso mercoledì 18 marzo 2026, il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha spiegato che l’aumento dei prezzi dei carburanti è legato alla crisi che sta coinvolgendo il Medio Oriente e ha ribadito la volontà dell’esecutivo di impedire speculazioni a danno di famiglie e imprese. Nello stesso giorno, il Consiglio dei Ministri n. 165 ha approvato un decreto-legge e un decreto interministeriale con misure temporanee sui prezzi petroliferi connessi alle crisi dei mercati internazionali.
Nel messaggio video, Giorgia Meloni ha rivendicato il lavoro già svolto dal Governo per assicurare trasparenza sui prezzi, anche attraverso il coinvolgimento della Guardia di Finanza e dell’Antitrust nei casi di aumenti anomali ai distributori. Secondo la Presidente del Consiglio, proprio questa attività di controllo avrebbe consentito finora di contenere in Italia gli aumenti, mantenendoli più bassi rispetto a quelli registrati in molti altri Paesi europei.
Cosa prevede il decreto carburanti
Il punto centrale del provvedimento riguarda la riduzione del prezzo dei carburanti. Come spiegato da Meloni e confermato dal comunicato del Consiglio dei Ministri, il decreto prevede per venti giorni, a partire da giovedì 19 marzo 2026, una riduzione della tassazione con un effetto stimato di circa 25 centesimi al litro per benzina e gasolio e di 12 centesimi al chilo per il GPL. Si tratta di una misura definita temporanea ed emergenziale, pensata per fronteggiare una fase di forte tensione sui mercati internazionali dell’energia.
Accanto al taglio dei prezzi alla pompa, il decreto contiene un sostegno specifico per alcune categorie produttive particolarmente esposte all’aumento del costo del carburante. Per il settore dell’autotrasporto viene riconosciuto un contributo straordinario sotto forma di credito d’imposta, parametrato alla maggiore spesa sostenuta nei mesi di marzo, aprile e maggio rispetto a febbraio 2026. Una misura analoga è prevista anche per il settore della pesca, con un credito d’imposta fino al 20% della spesa sostenuta per l’acquisto di carburante nello stesso periodo.
Il meccanismo anti-speculazioni
Uno degli aspetti più sottolineati da Meloni nel videomessaggio riguarda il contrasto alle speculazioni. Il Governo intende legare in modo più stringente il prezzo applicato ai consumatori all’effettiva variazione del prezzo del greggio sui mercati internazionali, così da evitare che le risorse pubbliche investite per calmierare il costo dei carburanti finiscano per avvantaggiare operatori speculativi.
Il comunicato del CdM chiarisce che questo obiettivo sarà perseguito anche attraverso un rafforzamento del monitoraggio da parte del Garante dei prezzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Per tre mesi le compagnie petrolifere dovranno comunicare e pubblicare i prezzi consigliati, che saranno sottoposti a sorveglianza, con sanzioni in caso di inadempimento. È previsto inoltre un sistema di controllo rafforzato lungo l’intera filiera per individuare anomalie e pratiche speculative, con eventuali segnalazioni alle autorità competenti.
Un intervento pensato per famiglie e imprese
Nel videomessaggio il Presidente del Consiglio ha insistito sul fatto che il pacchetto di misure ha un obiettivo immediato: fermare una possibile impennata dei prezzi legata alla crisi internazionale. Il messaggio politico rivolto ai cittadini è chiaro: il Governo continuerà a fare tutto ciò che è nelle sue possibilità per evitare che le conseguenze della crisi in Medio Oriente ricadano in modo pesante sulle famiglie e sulle imprese italiane.
Il riferimento all’autotrasporto è particolarmente significativo, perché un aumento del costo del gasolio rischia di trasferirsi sull’intera catena dei prezzi, incidendo anche sul costo dei beni di consumo. Da qui la scelta di riconoscere un credito d’imposta agli operatori del settore, con l’intento di contenere gli effetti indiretti del caro carburanti sull’economia quotidiana. Anche il sostegno alla pesca risponde alla stessa logica di tutela di comparti strategici e vulnerabili.
Il legame con la crisi internazionale
Sia nel videomessaggio sia nel comunicato ufficiale del CdM, il rincaro dei carburanti viene collegato alle tensioni internazionali e al conflitto in corso in Medio Oriente. Il decreto viene quindi presentato come uno strumento di risposta immediata a una crisi esterna che sta influenzando i mercati petroliferi globali. Il Governo ha anche precisato che eventuali ulteriori interventi saranno valutati all’esito del Consiglio europeo del 19 marzo 2026, segno che il quadro resta aperto e dipenderà anche dall’evoluzione del contesto internazionale.
Il videomessaggio di Giorgia Meloni e il Consiglio dei Ministri n. 165 segnano dunque un nuovo passaggio nella strategia del Governo contro il caro carburanti. Il decreto varato il 18 marzo 2026 punta su tre direttrici: ridurre temporaneamente il prezzo di benzina, gasolio e GPL, sostenere i settori più esposti e rafforzare gli strumenti anti-speculazioni. Resta ora da verificare, nei prossimi giorni, l’impatto concreto di queste misure sul mercato e sui distributori, ma il messaggio dell’esecutivo è netto: impedire che la crisi internazionale diventi un’occasione per rincari ingiustificati.