Le comunicazioni del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni in vista del vertice UE del 19-20 marzo tra sicurezza internazionale, energia e diplomazia
Mercoledì 11 marzo 2026 la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha riferito al Parlamento con le comunicazioni in vista del Consiglio europeo del 19 e 20 marzo, affrontando soprattutto la crisi in Medio Oriente e le sue implicazioni geopolitiche, economiche e di sicurezza per l’Europa e per l’Italia.
Nel suo intervento il premier ha sottolineato con chiarezza la posizione del governo italiano di fronte alle tensioni internazionali, affermando: “Noi non siamo in guerra e non vogliamo entrare in guerra”, ribadendo l’impegno dell’Italia per la stabilità internazionale e per una soluzione diplomatica delle crisi.
Le comunicazioni hanno toccato diversi temi centrali del prossimo Consiglio europeo, tra cui la situazione in Medio Oriente, la sicurezza energetica, la competitività economica dell’Unione europea, la difesa comune e la gestione dei flussi migratori.
La crisi in Medio Oriente e il ruolo dell’Italia
Uno dei punti principali dell’intervento della Presidente del Consiglio ha riguardato la situazione in Medio Oriente, definita una delle crisi geopolitiche più complesse degli ultimi decenni.
Meloni ha spiegato che l’Italia non prende parte alle operazioni militari condotte da altri Paesi nella regione, pur mantenendo un forte impegno diplomatico e politico per favorire la stabilità nell’area. La premier ha ricordato che l’Italia ha lavorato in coordinamento con diversi partner europei, tra cui Francia, Germania e Regno Unito, per valutare gli sviluppi della crisi e coordinare le risposte nazionali.
Secondo il governo italiano, una prospettiva di pace richiede un impegno diplomatico costante e un dialogo con i partner regionali, anche se il ritorno a una piena diplomazia resta difficile finché proseguono attacchi e tensioni militari.
Sicurezza internazionale e minaccia nucleare
Nel suo intervento Meloni ha affrontato anche il tema della sicurezza globale e del rischio legato alla proliferazione nucleare. Il premier ha affermato che l’Europa non può permettersi che regimi ostili acquisiscano armi nucleari e capacità missilistiche avanzate, poiché ciò rappresenterebbe una minaccia diretta alla sicurezza del continente europeo.
In questo contesto ha ricordato come il sistema internazionale stia attraversando una fase di forte instabilità, segnata dal progressivo indebolimento del diritto internazionale e dalla moltiplicazione di interventi unilaterali sulla scena globale.
Energia, economia e possibili effetti della crisi
Un altro punto centrale delle comunicazioni riguarda le conseguenze economiche delle tensioni internazionali, in particolare sul mercato energetico. Il governo sta monitorando con attenzione l’andamento dei prezzi dell’energia e dei carburanti, anche alla luce delle tensioni nello Stretto di Hormuz, uno dei principali passaggi strategici per il commercio mondiale di petrolio.
Meloni ha spiegato che l’esecutivo sta valutando eventuali misure per contenere gli effetti sui cittadini e sulle imprese, tra cui la possibile attivazione del meccanismo delle accise mobili sui carburanti qualora i prezzi dovessero aumentare in modo significativo e stabile.
Parallelamente il governo italiano intende promuovere in sede europea interventi per ridurre i costi energetici e rafforzare la competitività economica dell’Unione.
Difesa europea e sicurezza del continente
Durante le comunicazioni il Presidente del Consiglio ha sottolineato anche la necessità di rafforzare la capacità di difesa dell’Europa. Secondo Meloni l’Unione europea deve sviluppare la propria sicurezza “a 360 gradi”, senza trascurare né il fianco orientale né quello meridionale del continente.
Il premier ha evidenziato come le nuove tensioni internazionali dimostrino l’importanza di una maggiore cooperazione tra gli Stati membri in materia di difesa e sicurezza.
Un Consiglio europeo decisivo
Il vertice del Consiglio europeo del 19 e 20 marzo sarà quindi un appuntamento importante per affrontare diverse questioni strategiche per il futuro dell’Unione europea.
Tra i principali temi all’ordine del giorno vi saranno:
- la gestione delle crisi internazionali
- la competitività economica dell’Europa
- la sicurezza energetica
- le politiche migratorie
- la difesa comune europea
Per l’Italia, ha spiegato Meloni, la priorità è contribuire a rafforzare il ruolo dell’Europa in un contesto internazionale sempre più instabile.
L’appello alla responsabilità politica
Concludendo il suo intervento, il Presidente del Consiglio ha invitato le forze politiche a mantenere un confronto serio e responsabile su temi così delicati. La crisi internazionale, ha osservato, richiede decisioni ponderate e non slogan o contrapposizioni ideologiche.
In un mondo segnato da tensioni geopolitiche, instabilità economica e nuove sfide strategiche, l’obiettivo dell’Italia resta quello di contribuire alla stabilità internazionale e alla difesa degli interessi europei, evitando al tempo stesso qualsiasi escalation militare.