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Papa Leone XIV al Quarticciolo : fede che trasfigura il cammino umano

Papa Leone XIV non chiusi passato speranza

Il Pontefice invita la comunità a vivere il viaggio di Abramo e a essere luce di speranza nella periferia romana

Il 1 marzo 2026, nella II Domenica di Quaresima, Leone XIV ha presieduto la Santa Messa e ha pronunciato l’omelia nel corso della sua visita pastorale alla Parrocchia dell’Ascensione di Nostro Signore Gesù Cristo, nella periferia est di Roma, al Quarticciolo.

La celebrazione, attesa da una comunità vivace ma provata dalle difficoltà sociali del territorio, si è svolta nel contesto quaresimale — un tempo di riflessione, conversione e di profondo senso di cammino spirituale. Il Pontefice ha posto al centro dell’omelia due figure bibliche emblematiche: Abramo e Gesù nella Trasfigurazione, offrendo una guida per leggere la vita umana come «viaggio di fede e di amore» che non teme di lasciare le sicurezze per scoprire la promessa nascosta nel campo della propria esistenza.

Il “viaggio” della fede come esperienza di fiducia

Nel passo evangelico proposto dalla liturgia domenicale, Abramo è chiamato da Dio a lasciare la propria terra. Il Papa ha invitato i presenti a riconoscersi in questa esperienza, non come fuga dall’insicurezza, ma come abbandono fiduciale alla Parola che chiama e sorprende. Nell’omelia, ha ricordato che molte volte nella vita tendiamo a cercare il controllo di ogni cosa, perdendo così la possibilità di scoprire il “tesoro” che Dio ha nascosto per noi.

La Trasfigurazione di Gesù, poi, è stata presentata come paradigma di speranza: la luce sfolgorante sul monte indica che il percorso di fede non è un’illusione, ma la promessa di un mondo nuovo da raggiungere, nonostante la fatica, l’opposizione e le proprie resistenze interiori.

Una comunità chiamata a essere “luce del mondo”

Papa Leone XIV ha spronato la comunità parrocchiale a tradurre in gesti concreti questa luce interiore. La vita e le attività della parrocchia, ha sottolineato, non sono semplici impegni sociali: esse rappresentano «un servizio alla luce, un servizio alla gioia» — soprattutto in un quartiere caratterizzato da fragilità sociali, dove ogni gesto di cura e di accoglienza diventa testimonianza della speranza cristiana.

La terra del Quarticciolo, come narrano anche cronache giornalistiche, è segnata da dinamiche difficili: marginalità, disagi sociali, criminalità e sfide quotidiane. Il Pontefice, nella sua visita, ha voluto portare un messaggio chiaro: non abbandonarsi allo scoraggiamento, ma rendere percepibile la luce del Vangelo nelle pieghe della vita cittadina e familiare.

Comunità, speranza, responsabilità

Nel cuore dell’omelia, il Papa ha anche valorizzato l’esperienza della comunità, con i giovani, le famiglie e i vari gruppi parrocchiali, come dimensione essenziale per costruire fraternità e solidarietà. Ha incoraggiato l’impegno dei giovani coinvolti nel percorso magis — un invito a non accontentarsi di una fede tiepida, ma a vivere con coraggio e autenticità, all’insegna di quel “di più” che caratterizza una vita pienamente radicata in Cristo.

La visita pastorale al Quarticciolo si inserisce nel più ampio cammino quaresimale delle comunità romane, nelle quali il Papa sta incontrando le diverse realtà parrocchiali per accompagnare la Chiesa locale verso la Pasqua, con un annuncio che unisce speranza, impegno sociale e responsabilità cristiana.

Risvolto umano e simbolico della visita

Al di là dell’omelia, l’incontro con la comunità — tra giovani, anziani, operatori pastorali e famiglie — ha voluto sottolineare che la fede non è un’astrazione, ma una realtà che trasforma le relazioni umane e la vita quotidiana. La Chiesa, nelle parole del Santo Padre, è chiamata a essere luogo di accoglienza e di testimonianza, particolarmente vicina a chi vive in contesti segnati dalla fragilità.

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