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Italia – Germania, cuore industriale d’Europa : Meloni al Forum di Roma tra competitività, transizione realistica e nuovo asse strategico con Berlino

presidente Giorgia Meloni cancelliere Germania Merz

Dal rilancio dell’industria europea alla neutralità tecnologica, dalla riforma delle regole UE alla sicurezza e difesa : l’intervento del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni al Business Forum e al Vertice intergovernativo con il Cancelliere Merz

Il 23 gennaio 2026, a Roma, il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha partecipato al Forum imprenditoriale Italia-Germania e al Vertice intergovernativo bilaterale con il Cancelliere tedesco Friedrich Merz, segnando l’avvio di quella che la stessa premier ha definito «una stagione nuova» nei rapporti tra i due Paesi e, più in generale, nella visione strategica dell’Europa.

Il messaggio politico ed economico è stato chiaro: Italia e Germania, insieme, possono e devono tornare a essere il motore industriale e strategico del continente, assumendosi la responsabilità di guidare una revisione profonda delle politiche europee su competitività, transizione ecologica, sicurezza, commercio e autonomia strategica.

Un asse industriale che vale per l’Europa

Nel suo intervento, Meloni ha ricordato che la Germania è il primo partner commerciale dell’Italia e che l’interscambio ha superato nel 2024 i 150 miliardi di euro, con una rete di oltre 2.000 imprese italiane presenti stabilmente in Germania e catene del valore ormai integrate. Non una semplice relazione bilaterale, ma un vero ecosistema produttivo comune, che incide sulla forza complessiva dell’Unione europea nel confronto con Stati Uniti, Cina e nuove potenze industriali.

Il premier ha collocato questa cooperazione in una cornice geoeconomica più ampia: la crisi come momento di scelta, nel senso etimologico di krisis, tra declino industriale e rilancio strategico.

Transizione ecologica e neutralità tecnologica

Uno dei passaggi più rilevanti dell’intervento riguarda la critica a una transizione ecologica “ideologica”, ritenuta responsabile di aver indebolito la competitività senza garantire reali benefici ambientali. Da qui la convergenza con il Cancelliere Merz sul nuovo pacchetto automotive europeo, che supera l’obbligo del “tutto elettrico” al 2035 e introduce il principio di neutralità tecnologica.

Biocarburanti, carburanti sintetici, idrogeno e soluzioni ibride vengono indicati come strumenti per conciliare sostenibilità ambientale e tenuta industriale, in particolare per un settore – quello automobilistico – che rappresenta una colonna portante dell’economia europea.

Riformare l’Europa : meno ideologia, più pragmatismo

Meloni ha collocato il dialogo con Berlino in una strategia più ampia di riforma dell’Unione europea, fondata su alcuni assi chiave:

  • Semplificazione normativa e riduzione della burocrazia
  • Rafforzamento del mercato unico
  • Politica commerciale basata sulla reciprocità
  • Difesa delle filiere strategiche
  • Autonomia energetica e industriale

Il documento italo-tedesco che verrà condiviso con le istituzioni UE punta a rilanciare settori ad alto valore aggiunto: automotive, siderurgia, chimica, farmaceutica, infrastrutture, spazio e difesa.

Difesa, sicurezza e pilastro europeo della NATO

Il Vertice intergovernativo di Villa Doria Pamphilj ha rafforzato anche la dimensione strategica e militare della cooperazione. La firma dell’Accordo sulla cooperazione in materia di sicurezza, difesa e resilienza colloca Italia e Germania tra i promotori di un pilastro europeo dell’Alleanza Atlantica, complementare a quello nordamericano.

La visione proposta è quella di un’Europa capace di:

  • sviluppare una propria base industriale della difesa
  • ridurre dipendenze critiche
  • rafforzare le capacità tecnologiche in settori come spazio, cyber e cantieristica
  • parlare da pari a pari con gli alleati

Un messaggio politico

Sul piano comunicativo e simbolico, l’intervento di Meloni al Forum e al Vertice con Merz costruisce una narrazione precisa: l’Europa non deve rassegnarsi al ruolo di area regolatoria, ma tornare a essere potenza industriale, tecnologica e strategica.

Il richiamo al “coraggio della verità”, alla fine del discorso, sintetizza l’impianto dell’analisi: scegliere il realismo contro l’ideologia, la produzione contro la desertificazione industriale, la sovranità economica contro la dipendenza strutturale.

In questo quadro, l’asse Roma-Berlino viene presentato non solo come partnership bilaterale, ma come architrave di una possibile rifondazione pragmatica dell’Unione europea in un mondo sempre più segnato da competizione sistemica, instabilità e ridefinizione degli equilibri globali.

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