Meloni : cooperazione, legalità e sviluppo i pilastri per fermare i trafficanti di esseri umani
La Conferenza internazionale dell’Alleanza Globale: un appuntamento centrale per la governance delle migrazioni
Il 10 dicembre 2025, la Presidente del Consiglio dei Ministri Giorgia Meloni è intervenuta in videocollegamento alla Conferenza internazionale dell’Alleanza Globale per il contrasto al traffico di migranti, in corso a Bruxelles.
Nel suo messaggio introduttivo, Meloni ha espresso rammarico per non poter essere presente fisicamente, ma ha ribadito la volontà dell’Italia di contribuire attivamente ai lavori della seconda edizione dell’iniziativa, che punta a unire gli sforzi internazionali contro le reti criminali che sfruttano la migrazione irregolare.
Un ringraziamento particolare è stato rivolto al Commissario Brunner e alla Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, anche alla luce del nuovo annuncio politico presentato all’apertura dei lavori.
Governare i flussi migratori : l’alternativa alla migrazione illegale
Meloni ha ribadito un principio cardine della politica italiana ed europea:
esiste un’alternativa concreta alla migrazione illegale e al traffico di esseri umani.
Questa alternativa è costruita su tre pilastri: legalità, cooperazione internazionale e interventi di sviluppo nei Paesi di origine e transito.
Secondo la Presidente, agire alla radice del fenomeno significa:
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sottrarre spazio alle organizzazioni criminali
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offrire ai potenziali migranti vie legali, sicure e dignitose
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migliorare le condizioni socio-economiche dei Paesi coinvolti
È un approccio che Meloni definisce coerente con la strategia italiana degli ultimi anni, fondato sulla dimensione esterna delle politiche migratorie.
Il Piano Mattei diventa strategia europea e internazionale
Uno dei passaggi centrali del videomessaggio è dedicato al Piano Mattei per l’Africa, che da proposta italiana è diventata una piattaforma europea strutturata, grazie alla cooperazione con il programma Global Gatewaydell’Unione europea.
La collaborazione Italia–UE ha già generato:
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oltre 1,2 miliardi di euro in progetti e investimenti
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iniziative per sviluppo economico, infrastrutture, formazione e stabilizzazione
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modelli replicabili in tutto il continente africano
Meloni ha ricordato anche il ruolo del Processo di Roma per la Migrazione e lo Sviluppo, diventato un punto di riferimento internazionale, in particolare per il coordinamento dei rimpatri volontari assistiti.
Il modello Albania e il nuovo quadro normativo europeo
Tra le innovazioni più significative illustrate dalla Presidente figura il Protocollo Italia–Albania, che permette di:
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processare le richieste di asilo
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attuare le procedure di rimpatrio
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mantenere giurisdizione europea anche in territorio extra-UE
Questo accordo, che ha attirato grande attenzione nel continente, è stato definito da Meloni un vero apripista europeo.
A conferma di ciò, la Presidente ha ricordato i recenti accordi dei Ministri dell’Interno dell’UE su:
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Paesi terzi sicuri
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lista europea dei Paesi di origine sicuri
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il nuovo Regolamento “rimpatri”, che introduce i return hubs nei Paesi terzi
Secondo Meloni, si tratta di scelte in grado di garantire procedure più rapide, certe e efficaci, rafforzando allo stesso tempo il deterrente contro il traffico di esseri umani.
Verso una revisione delle Convenzioni internazionali
Un altro tema forte dell’intervento riguarda la necessità di valutare la capacità delle Convenzioni internazionali di rispondere alle nuove sfide della migrazione irregolare.
Questa riflessione, promossa da Italia e Danimarca, ha portato alla sottoscrizione di una dichiarazione politica di 27 Nazioni, formalizzata presso il Comitato dei Ministri a Strasburgo.
Meloni ha sottolineato che non si tratta di indebolire i principi umanitari, ma di adattare gli strumenti giuridici a un fenomeno in profonda evoluzione.
Obiettivi raggiunti : drastico calo degli arrivi illegali e meno vittime nel Mediterraneo
L’intervento contiene anche un bilancio dei risultati ottenuti in questi anni:
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flussi illegali verso l’Europa in forte riduzione
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diminuzione significativa di morti e dispersi nel Mediterraneo
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crescita dei programmi di formazione e migrazione legale
Secondo Meloni, questi dati dimostrano che la cooperazione multilaterale sta funzionando e che la strada intrapresa è corretta.
Prevenzione, contrasto e alternative : i tre pilastri dell’Alleanza Globale
La Presidente ha invitato i partner a rinnovare l’impegno dell’Alleanza Globale nei suoi tre assi fondamentali:
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Prevenzione → agire nei Paesi di origine e transito, offrendo opportunità e informazione.
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Contrasto → qualificare la cooperazione operativa, investigativa e giudiziaria contro i trafficanti.
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Alternative legali → rafforzare canali sicuri di migrazione, formazione e mobilità.
Un’attenzione particolare è stata dedicata al contrasto economico ai trafficanti, colpendo:
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i flussi finanziari
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la redditività delle reti criminali
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le infrastrutture operative
In questo quadro, il presidente Meloni ha salutato positivamente il rafforzamento del mandato di Europol e il nuovo regime sanzionatorio europeo contro i trafficanti.
Una nuova forma di schiavitù : la dimensione etica della lotta ai trafficanti
Meloni ha concluso definendo il traffico di esseri umani come una nuova e inaccettabile forma di schiavitù. La bussola dell’azione italiana — e dell’intera Alleanza — deve essere la difesa della dignità umana, principio che, secondo la Presidente, accomuna tutti i partner internazionali.
Il videocollegamento alla Conferenza internazionale di Bruxelles rappresenta un momento chiave nella strategia italiana ed europea contro il traffico di migranti.
L’intervento della Presidente Meloni ribadisce che solo con una cooperazione ampia, strumenti innovativi e investimenti strutturali sarà possibile:
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fermare le reti criminali
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ridurre la migrazione irregolare
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garantire vie legali, sicure e dignitose
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tutelare la vita e la dignità di ogni persona