Nel suo Angelus per la Solennità di Solennità di Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’Universo, Papa Leone XIV lancia un forte appello per i giovani, la pace e la tutela degli ultimi
Domenica 23 novembre 2025, in occasione della solennità di Solennità di Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’Universo, il pontefice Papa Leone XIV ha guidato l’Angelus dalla piazza di San Pietro, indirizzando un messaggio ricco di impegno pastorale, giovani, pace e speranza.
Nel corso della preghiera mariana, il Papa ha salutato in modo particolare i cori e le corali giunti da ogni parte del mondo, estendendo il suo saluto alle ACLI della Diocesi di Teramo-Atri e ai fedeli provenienti da varie diocesi ucraine.
Giovani e Regno di Cristo
Nel suo discorso, il Papa ha ricordato che la festa di Cristo Re assume un ulteriore significato in questo tempo: «in questa festa … prego perché ogni giovane scopra la bellezza e la gioia di seguire Lui, il Signore, e di dedicarsi al suo Regno di amore, di giustizia e di pace».
In coincidenza con la Giornata Mondiale della Gioventù, celebrata oggi in ogni diocesi, questa esortazione assume un rilievo particolare: viene sottolineata la corresponsabilità dei giovani nella missione della Chiesa, l’invito a farsi protagonisti non solo del futuro, ma già del presente. Il Papa richiama così l’attenzione sulla chiamata a seguire Cristo non come alternativa marginale, ma come progetto pieno di senso, dentro una dimensione comunitaria e solidale.
Appello per gli ostaggi e impegno per la pace
Nel corso dell’Angelus il Papa ha espresso profonda tristezza per le notizie riguardanti rapimenti di sacerdoti, fedeli e studenti in Nigeria e in Camerun. Ha rivolto un «accorato appello affinché vengano subito liberati gli ostaggi» e ha esortato «le Autorità competenti a prendere decisioni adeguate e tempestive per assicurarne il rilascio».
In questo passaggio emerge chiaramente la sensibilità del pontefice nei confronti delle situazioni di grave violazione della dignità umana e della libertà, e la consapevolezza che la preghiera non può rimanere parola se non si traduce in impegno concreto. Il richiamo alla pace, agli «ultimi» vittime di violenza e coercizione, diventa parte integrante del Regno di Cristo che la solennità celebra.
Prospettiva ecumenica e viaggio apostolico
Il Papa ha inoltre ricordato che si prepara a un viaggio apostolico in Turchia e Libano, nel corso del quale sarà celebrato il 1700° anniversario del Concilio di Nicea. In occasione di tale celebrazione è stata resa pubblica la Lettera apostolica «In unitate fidei», che approfondisce il tema dell’unità dei cristiani.
Questo riferimento non è casuale: nella solennità di Cristo Re, si racchiude anche una dimensione di unità e di comunione ecclesiale — non solo interna alla Chiesa cattolica, ma verso tutti coloro che credono in Cristo come Signore. Il Papa ricorda che la comunione è parte costitutiva del Regno che celebriamo e annunciato.
Messaggio finale e affidamento a Maria
Prima della recita dell’Angelus, il Papa ha invitato tutti a rivolgersi alla Vergine Maria, «affidando alla sua materna intercessione tutte queste intenzioni e la nostra preghiera per la pace». Il motivo mariano ripercorre la costante tradizione dell’Angelus, che nella preghiera quotidiana unisce il ricordare di Cristo con l’intercessione di Maria madre e “modello” di discepolato.
L’affidamento mariano sigilla il messaggio di speranza: in un tempo in cui i giovani chiedono senso, in cui tanti subiscono violenza e ingiustizia, la Chiesa ricorda che il Regno di Cristo è un Regno di misericordia, vicinanza e servizio.
L’Angelus del 23 novembre 2025, nella solennità di Cristo Re, propone una visione della Chiesa e del mondo in cui i giovani, la pace, la libera dignità delle persone e l’unità cristiana non sono opzionali, ma parte integrante del disegno di Dio. Il Papa Leone XIV, con parole semplici ma incisive, richiama la comunità dei fedeli a non rimanere spettatori ma attori nel Regno: predicare con la vita, prendersi cura degli ultimi, costruire la pace nel quotidiano.
In un contesto segnato da conflitti, rapimenti e divisioni, il messaggio appare tanto più urgente: il Regno di Cristo è già presente tra noi nella misura in cui viviamo l’amore, la giustizia, la pace. E l’Angelus invita ognuno ad assumersi la propria parte, nella corresponsabilità di una Chiesa che non si rassegna ma si impegna.