Una ricerca scientifica mostra come i polpi utilizzino in modo differenziato i loro otto arti, rivelando comportamenti complessi e nuove prospettive anche per la robotica.
I polpi sono tra le creature marine più affascinanti e misteriose. Conosciuti per la loro intelligenza, la capacità di mimetizzarsi e di risolvere problemi complessi, ora si scopre che utilizzano i loro otto bracci in modo ancora più sofisticato di quanto si pensasse. Una recente ricerca pubblicata su Scientific Reports ha rivelato che, pur potendo usare ciascun braccio per qualunque compito, i polpi tendono a preferire determinate appendici per azioni specifiche. Questo comportamento, finora documentato solo in animali come primati, roditori e alcuni pesci, getta nuova luce sull’evoluzione della coordinazione motoria e apre scenari interessanti per lo sviluppo della robotica bio-ispirata.
Una raccolta di filmati di polpi selvatici tratti dallo studio, che mostra un’ampia varietà di comportamenti e azioni descritti nell’articolo. Credit: Chelsea Bennice e Roger Hanlon.
Anatomia di un braccio di polpo
Ogni braccio di polpo è un piccolo capolavoro biologico. È costituito da quattro principali gruppi muscolari — trasversali, longitudinali, obliqui e circolari — che gli consentono di deformarsi in molteplici modi. Questa struttura rende possibile un’ampia gamma di movimenti: allungarsi, arricciarsi, flettersi, torcersi.
La presenza di un sistema nervoso decentralizzato, con gangli nervosi distribuiti lungo ciascun braccio, conferisce a ogni appendice una sorta di “autonomia” funzionale, permettendo al polpo di compiere azioni complesse senza dover sempre ricorrere al cervello centrale.
Lo studio: osservazioni in natura
La ricerca è stata condotta da Chelsea Bennice e colleghi, che hanno analizzato 25 video di un minuto ciascuno, registrati tra il 2007 e il 2015 nell’Oceano Atlantico e nel Mar dei Caraibi. I protagonisti erano polpi comuni (Octopus vulgaris) e specie strettamente correlate come Octopus insularis e Octopus americanus.
Gli studiosi hanno documentato quindici diversi comportamenti (come il camminare o l’esplorare l’ambiente) e dodici differenti azioni degli arti (ad esempio l’arricciamento), analizzando anche le quattro possibili deformazioni muscolari.
Braccia anteriori e posteriori: funzioni diverse
I risultati hanno mostrato che i polpi sono in grado di compiere tutte le azioni con tutti gli otto bracci. Tuttavia, emerge una preferenza significativa:
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le braccia anteriori vengono utilizzate più spesso (64%) rispetto a quelle posteriori (36%);
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le braccia davanti servono principalmente per esplorare l’ambiente circostante, toccare oggetti, individuare prede;
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le braccia posteriori invece hanno un ruolo più legato alla locomozione e al sostegno del corpo.
Due movimenti in particolare sono stati osservati con maggior frequenza nelle braccia posteriori:
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il roll, in cui il braccio si muove sotto il corpo del polpo come un nastro trasportatore, facilitando lo spostamento lungo il fondale;
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lo stilt, quando il braccio viene esteso verticalmente verso il basso per sollevare il corpo, quasi come se l’animale camminasse su trampoli.
Intelligenza motoria comparata
Il fatto che i polpi usino specifici arti per compiti specifici è una scoperta importante. Un simile comportamento, definito specializzazione motoria, era stato documentato finora solo in mammiferi e altri vertebrati complessi.
Questo dato conferma ancora una volta l’elevato grado di intelligenza e adattabilità dei polpi, che da anni affascinano biologi e neuroscienziati per le loro capacità cognitive, la memoria e perfino forme di apprendimento osservate in laboratorio.
Applicazioni in robotica
Lo studio non ha solo valore zoologico. I ricercatori sottolineano che la comprensione della coordinazione dei bracci dei polpi può essere applicata al campo della robotica morbida, che si ispira ai movimenti flessibili degli invertebrati.
Bracci robotici capaci di deformarsi in molte direzioni e di compiere azioni specializzate potrebbero trovare applicazione nella chirurgia minimamente invasiva, nell’esplorazione sottomarina e in contesti industriali dove servono precisione e adattabilità.
Un laboratorio vivente di evoluzione
I polpi rappresentano un caso unico nella storia naturale: invertebrati dotati di un sistema nervoso complesso e di comportamenti paragonabili, per sofisticazione, a quelli dei vertebrati. La loro organizzazione motoria, così ben documentata in questo studio, rafforza l’idea che l’evoluzione possa generare soluzioni simili anche in rami lontani dell’albero della vita.
Lo studio di Chelsea Bennice e colleghi mostra che i polpi non sono soltanto animali ingegnosi e adattabili, ma veri maestri di coordinazione motoria. Ogni braccio può svolgere qualunque funzione, ma alcuni sono preferiti per esplorare, altri per muoversi. È un esempio sorprendente di efficienza biologica che ci ricorda quanto la natura possa ispirare la tecnologia.
Dalle profondità marine alle applicazioni ingegneristiche, il polpo si conferma un protagonista affascinante e insostituibile del nostro pianeta.
Braccia o Bracci ?
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Braccia: è la forma più comune per indicare le appendici degli esseri umani e, per estensione, anche degli animali. È percepita come più “naturale” e quotidiana.
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Bracci: è utilizzato in senso più tecnico o specifico, soprattutto in zoologia, anatomia e botanica. Ad esempio, si parla dei bracci del polpo, dei bracci di una stella marina o dei bracci di una croce.
Fonte articolo Scientific Reports: Octopus arm flexibility facilitates complex behaviors in diverse natural environments.
Immagine: Un esemplare selvatico di Octopus americanus al largo della costa della Florida meridionale. Credit Chelsea Bennice.