Giornale Online Direttore Paolo Centofanti

Canale Fede e Ragione

Papa Leone XIV a Lampedusa : contro la globalizzazione dell’indifferenza necessaria una cultura della riconciliazione

Papa Leone XIV migranti barca Lampedusa

Lampedusa, Papa Leone XIV rilancia il messaggio di Francesco : dal Mediterraneo un patrimonio immateriale di fede, solidarietà e aiuto all’umanità.

Un messaggio che invita a trasformare la sofferenza delle vittime in speranza e a costruire isole di pace capaci di diventare ponti tra le nazioni.

Venerdì 12 settembre 2025, in occasione della presentazione della candidatura del progetto “Gesti dell’accoglienza” alla lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell’UNESCO, Papa Leone XIV ha inviato un videomessaggio ai cittadini di Lampedusa e Linosa. Le sue parole, dense di significato, hanno richiamato la memoria del primo viaggio di Papa Francesco nel 2013, quando la piccola isola siciliana divenne simbolo dell’accoglienza e della denuncia della “globalizzazione dell’indifferenza”.

Oggi, Leone XIV riprende quel filo e lo rilancia in modo nuovo: accanto all’indifferenza, che isola e divide, egli individua una nuova minaccia, la “globalizzazione dell’impotenza”. Di fronte alle ingiustizie e alle tragedie del nostro tempo, si rischia di cedere al senso di impotenza, come se nulla potesse cambiare. Ma il Papa ha proposto un’alternativa: costruire insieme una vera “cultura della riconciliazione”.

Il soffio dello Spirito e la testimonianza di Lampedusa

Il Santo Padre ha aperto il suo messaggio con il saluto “O’scià!”, tipico della comunità lampedusana, che richiama il soffio, il respiro, e quindi lo Spirito. Ha ricordato che il soffio di Dio anima le comunità cristiane e dona loro forza nei momenti di prova.

Lampedusa, “porta d’Europa”, ha dimostrato negli ultimi decenni un impegno straordinario nell’accoglienza di migranti e rifugiati. Secondo Leone XIV, questa accoglienza costituisce un patrimonio immateriale ma concreto, fatto di gesti di carità, di sostegno e di umanità che meritano di essere riconosciuti e tutelati.

Il Papa ha espresso un ringraziamento corale a volontari, associazioni, sacerdoti, medici, amministratori e forze di sicurezza, che con dedizione hanno reso visibile “il volto umano” della solidarietà cristiana. Molti di coloro che hanno ricevuto accoglienza sull’isola, ha sottolineato, sono oggi operatori di pace e giustizia, perché “il bene è contagioso”.

Dal mare della speranza al rischio della stanchezza

Con parole di incoraggiamento, Leone XIV ha riconosciuto le fatiche e la stanchezza che possono sopraggiungere col tempo. Le gocce nel mare, ha detto, non sono mai inutili: sono parte di un bene molto più grande.

Ha ricordato che, come i semi piantati nella terra, anche le vittime che hanno perso la vita nel Mediterraneo parlano ancora oggi ai nostri cuori e generano un appello a costruire un mondo più giusto. Le loro voci, unite a quelle di tanti sopravvissuti, invitano a non cedere alla rassegnazione e al disincanto.

La globalizzazione dell’impotenza e la menzogna della storia

Un passaggio centrale del videomessaggio riguarda la denuncia della “globalizzazione dell’impotenza”. Se la globalizzazione dell’indifferenza significava chiudere gli occhi davanti alla sofferenza altrui, quella dell’impotenza rischia di bloccare le coscienze nella convinzione che nulla possa cambiare.

Il Papa ha smascherato questa illusione: “La storia è devastata dai prepotenti, ma è salvata dagli umili, dai giusti, dai martiri, nei quali il bene risplende e l’autentica umanità resiste e si rinnova”. Non è dunque vero che la storia sia solo scritta dai vincitori: i semi di giustizia e misericordia continuano a fiorire anche nei momenti più bui.

La proposta: una cultura della riconciliazione

Dopo aver richiamato la “cultura dell’incontro” proposta da Papa Francesco, Leone XIV ha invitato a un passo ulteriore: opporre alla globalizzazione dell’impotenza una vera “cultura della riconciliazione”.

Riconciliarsi, ha spiegato, significa saper guarire le ferite, perdonare il male fatto o non fatto, superare paure e pregiudizi che dividono comunità e popoli. Il male può trasmettersi di generazione in generazione, ma anche il bene è trasmissibile e più forte, se lo si rimette in circolo con gesti concreti.

La cultura della riconciliazione implica delicatezza, pazienza, capacità di immedesimarsi nel dolore altrui e di riconoscere sogni e speranze comuni. “Non esistono nemici: esistono solo fratelli e sorelle”, ha ribadito il Papa. Per questo servono non solo gesti personali, ma anche politiche di riconciliazione, capaci di costruire ponti laddove la storia ha eretto muri.

Dalle isole di pace ai ponti tra i popoli

Il videomessaggio si è concluso con un invito forte: andare avanti insieme sulla strada dell’incontro e della riconciliazione. Così si moltiplicheranno “isole di pace”, che diventeranno piloni per costruire ponti duraturi tra i popoli.

Invocando l’intercessione di Maria Stella del Mare, Leone XIV ha benedetto la comunità di Lampedusa e tutti coloro che si impegnano per un futuro di pace. Concludendo con l’affettuoso saluto “O’scià!”, ha rinnovato il legame profondo tra fede, umanità e speranza.

Venerdì 12 settembre 2025, in occasione della presentazione della candidatura del progetto “Gesti dell’accoglienza” alla lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell’UNESCO, Papa Leone XIV ha inviato un videomessaggio ai cittadini di Lampedusa e Linosa. Le sue parole, dense di significato, hanno richiamato la memoria del primo viaggio di Papa Francesco nel 2013, quando la piccola isola siciliana divenne simbolo dell’accoglienza e della denuncia della “globalizzazione dell’indifferenza”.

Oggi, Leone XIV riprende quel filo e lo rilancia in chiave nuova: accanto all’indifferenza, che isola e divide, egli individua una nuova minaccia, la “globalizzazione dell’impotenza”. Di fronte alle ingiustizie e alle tragedie del nostro tempo, si rischia di cedere al senso di impotenza, come se nulla potesse cambiare. Ma il Papa ha proposto un’alternativa: costruire insieme una vera “cultura della riconciliazione”.

Un messaggio universale

Le parole di Papa Leone XIV non sono solo un incoraggiamento alla comunità di Lampedusa, ma un messaggio universale. In un tempo segnato da crisi, guerre e migrazioni, la Chiesa propone una via alternativa: dalla globalizzazione dell’indifferenza e dell’impotenza alla cultura dell’incontro e della riconciliazione.

Il progetto “Gesti dell’accoglienza” candidato all’UNESCO diventa così simbolo e testimonianza di una fede che si incarna nella carità concreta. Un patrimonio immateriale, ma reale, che richiama tutti a riscoprire la forza del soffio dello Spirito, capace di trasformare il mondo.

Comments

comments