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Papa Leone all’Angelus : realizzare la pace con umiltà, giustizia e solidarietà

Papa Leone all'Angelus : realizzare la pace con umilta, giustizia e solidarieta

Nell’Angelus del 31 agosto 2025 Papa Leone XIV richiama all’umiltà evangelica, chiede il cessate il fuoco in Ucraina, prega per migranti e vittime della violenza e invita alla cura del creato.

Città del Vaticano, domenica 31 agosto 2025 – Davanti a migliaia di fedeli riuniti in Piazza San Pietro, Papa Leone XIV ha guidato la preghiera dell’Angelus, proponendo una riflessione profonda sul Vangelo della domenica e collegandola a temi di attualità internazionale. Al centro del suo messaggio, il valore dell’umiltà come vera forma di libertà, il rifiuto della logica delle armi, la vicinanza alle vittime di guerre e tragedie migratorie, e l’impegno condiviso per la custodia del creato.

L’umiltà come libertà dal sé

Meditando sul passo evangelico di Lc 14,1.7-14, il Pontefice ha sottolineato come Gesù, invitato a pranzo dai farisei, colga l’occasione per insegnare che la vita non deve trasformarsi in una competizione per i primi posti. «L’umiltà – ha affermato – è la forma compiuta della libertà. Essa è libertà da sé stessi». Non si tratta di sminuire il proprio valore, ma di riconoscere di essere preziosi agli occhi di Dio. Solo chi accoglie questa consapevolezza può vivere la dignità autentica che non ha bisogno di strategie né di esibizionismi.

Il Papa ha quindi invitato la Chiesa a essere «palestra di umiltà», una casa dove non occorre conquistare i posti e dove Gesù continua a educare i credenti alla sua libertà interiore.

La pace e l’appello per l’Ucraina

Dopo la recita della preghiera mariana, il pensiero del Pontefice si è rivolto nuovamente alla guerra in Ucraina. Con voce accorata, ha espresso vicinanza alle famiglie colpite dai bombardamenti, anche su Kyiv, e ha chiesto «un cessate il fuoco immediato» e «un impegno serio nel dialogo». «È tempo – ha detto – che i responsabili rinuncino alla logica delle armi e imbocchino la via del negoziato, con il sostegno della comunità internazionale».

Le sue parole si inseriscono in una linea di continuità con gli appelli già lanciati nei mesi scorsi e ribadiscono la necessità di un approccio multilaterale, fondato sulla giustizia e sulla fraternità.

La violenza nelle scuole e la pandemia delle armi

Un pensiero speciale è stato dedicato anche alle vittime della sparatoria in una scuola del Minnesota, durante una celebrazione liturgica. Il Papa ha allargato il suo sguardo a «tutti i bambini uccisi e feriti ogni giorno nel mondo», denunciando quella che ha definito «pandemia di armi, grandi e piccole, che infetta il nostro mondo». Un richiamo forte a interrompere la spirale della violenza, evocando la profezia di Isaia: «Forgeranno le loro spade in vomeri».

Il naufragio in Mauritania e la tragedia dei migranti

Papa Leone non ha dimenticato la drammatica notizia del naufragio di un’imbarcazione al largo della Mauritania, costato la vita a oltre cinquanta persone e con un centinaio di dispersi. «Questa tragedia mortale si ripete ogni giorno ovunque nel mondo», ha detto, invitando a una riflessione sulle responsabilità politiche e sociali. Ha richiamato le parole del Vangelo: «Ero straniero e mi avete accolto» (Mt 25,35), indicando la via di una solidarietà concreta verso chi fugge da guerre, fame e povertà.

Cura del creato: seminare pace e speranza

Alla vigilia della Giornata mondiale di preghiera per la cura del creato (1° settembre), il Papa ha richiamato il tema scelto quest’anno: “Semi di pace e di speranza”. Ha ricordato che tale giornata, istituita dieci anni fa da Papa Francesco, si prolunga fino al 4 ottobre, festa di san Francesco d’Assisi, come “Tempo del Creato”.

L’invito è stato a rinnovare un impegno comune per custodire la “casa comune”, evitando di distruggere il dono del creato e prendendo ispirazione dal Cantico delle creature di san Francesco, che compie 800 anni.

Maria, Madre del Buon Consiglio, guida nell’umiltà

Papa Leone XIV ha concluso l’Angelus affidando alla Vergine Maria la Chiesa e tutti i credenti, affinché diventino costruttori di pace, uomini e donne liberi e umili. «Maria, di questa casa è veramente la Madre» – ha ricordato – sottolineando come il suo “sì” sia modello di apertura fiduciosa al progetto di Dio.

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