Il cambiamento climatico sta lasciando un’impronta sempre più evidente sui ghiacciai di tutto il mondo, e anche il Perito Moreno in Argentina — a lungo considerato uno dei ghiacciai più stabili della Patagonia — mostra oggi un preoccupante segno di cedimento. Secondo un recente studio pubblicato su Communications Earth & Environment, negli ultimi anni il ritiro del ghiacciaio ha subito un’accelerazione sostanziale, con arretramenti che in alcune aree raggiungono gli 800 metri. Gli scienziati avvertono che, se il fenomeno dovesse continuare con questo ritmo, potremmo assistere al collasso e a un arretramento di diversi chilometri in tempi relativamente brevi.
Video composito che mostra varie parti di un volo di ricognizione sopra il Ghiacciaio Perito Moreno nell’aprile 2022. Credit: Moritz Koch.
Un gigante di ghiaccio sotto osservazione
Il ghiacciaio Perito Moreno si estende per circa 30 chilometri nella Patagonia argentina, alimentato dal Campo di Ghiaccio Patagonico Meridionale nelle Ande, e termina nel lago Argentino. Dichiarato Patrimonio dell’Umanità UNESCO nel 1981, rappresenta una delle mete turistiche più famose dell’Argentina, sia per la sua imponenza sia per la sua accessibilità. A differenza di molti altri ghiacciai della regione, che hanno mostrato un ritiro costante e significativo negli ultimi decenni, il Perito Moreno era stato fino a pochi anni fa un’eccezione: tra il 2000 e il 2019 aveva perso meno di 100 metri di fronte glaciale, mantenendo una stabilità sorprendente.
Questa caratteristica lo aveva reso un simbolo positivo in un contesto globale dominato da notizie di scioglimenti e arretramenti drammatici. Tuttavia, dal 2019 la situazione è cambiata radicalmente.
L’allarme degli scienziati: dati e ricerche recenti
Il team guidato da Moritz Koch ha condotto rilievi radar nel marzo 2022 grazie a due voli in elicottero, mappando lo spessore del ghiaccio e il fondale del lago oltre la fronte del ghiacciaio. I dati raccolti sono stati poi combinati con le osservazioni satellitari sul cambiamento dell’altezza e della velocità superficiale del ghiacciaio tra il 2000 e il 2024.
I risultati mostrano un quadro chiaro: dal 2019 al 2024 il tasso di assottigliamento del ghiaccio al fronte del ghiacciaio è aumentato di oltre sedici volte, passando da 0,34 metri l’anno a 5,5 metri l’anno in media. Non solo: alcune aree hanno registrato un arretramento superiore agli 800 metri.
Una fragile stabilità legata al fondale
Un elemento emerso dalle indagini è la presenza di una grande cresta sottomarina, una sorta di “gradino” del fondale del lago su cui il ghiacciaio era ancorato. Questo rilievo naturale potrebbe spiegare la stabilità relativa mantenuta fino al 2019. Tuttavia, l’aumento recente della velocità di scioglimento sta riducendo progressivamente lo spessore del ghiaccio, avvicinando il fronte glaciale al punto di distacco da questa cresta.
Se il ghiacciaio dovesse effettivamente “scivolare” oltre il rilievo, entrerebbe in una zona di maggiore profondità del lago, con conseguente aumento del distacco di iceberg (calving) e arretramenti ancora più rapidi. Gli studiosi sottolineano che, pur non essendo possibile stabilire una tempistica precisa, la prospettiva di un arretramento di diversi chilometri è concreta.
Un segnale globale del cambiamento climatico
Il destino del Perito Moreno si inserisce in un quadro più ampio di crisi glaciale. I ghiacciai della Patagonia, così come quelli alpini, himalayani e artici, stanno soffrendo un aumento senza precedenti delle temperature medie globali. La stabilità che fino a pochi anni fa sembrava contraddistinguere il Perito Moreno non appare più una garanzia: il cambiamento climatico sta colpendo anche i giganti di ghiaccio più resistenti.
Il ritiro dei ghiacciai ha conseguenze che vanno oltre la perdita di un patrimonio naturale e paesaggistico. Significa alterare l’equilibrio idrico di intere regioni, ridurre le riserve d’acqua dolce, contribuire all’innalzamento del livello dei mari e accelerare i rischi di instabilità climatica e ambientale.
Turismo, scienza e responsabilità comune
Il Perito Moreno non è solo un laboratorio naturale per la comunità scientifica, ma anche una delle attrazioni turistiche più importanti dell’Argentina. Ogni anno migliaia di visitatori si recano nel Parco Nazionale Los Glaciares per osservare il fronte di ghiaccio che, fino a poco tempo fa, si mostrava stabile e maestoso. Oggi, le immagini di arretramenti e crolli impressionanti assumono un valore simbolico, ricordando l’urgenza di agire contro il riscaldamento globale.
Il compito degli studiosi è monitorare con precisione l’evoluzione del ghiacciaio, ma la responsabilità collettiva riguarda tutti: governi, istituzioni e cittadini. Ridurre le emissioni di gas serra, accelerare la transizione energetica e adottare stili di vita sostenibili sono azioni necessarie per evitare che altri “giganti bianchi” facciano la stessa fine.
La storia del ghiacciaio Perito Moreno rappresenta un nuovo monito del nostro tempo. Un tempo in cui persino i simboli di resilienza naturale stanno cedendo di fronte a un riscaldamento globale che procede più velocemente del previsto. La speranza è che la consapevolezza di questa fragilità diventi un punto di svolta, spingendo l’umanità a proteggere non solo i ghiacciai della Patagonia, ma l’intero equilibrio del pianeta.
Immagine: Il fronte glaciale dell’estremità del ghiacciaio, visto dal punto più occidentale della Penisola di Magellano, ottobre 2024. Credit: Moritz Koch.
Fonte articolo Communications Earth and Environment: The state and fate of Glaciar Perito Moreno Patagonia.