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Udienza generale : il Papa invita a meditare sul tradimento e a pentirsi e convertirsi

Papa Leone XIV tradimento

Nell’Udienza Generale del 13 agosto 2025, Papa Leone XIV ha riflettuto sul tradimento di Gesù e sulla necessità di riconoscere la propria fragilità come primo passo verso la conversione.

Città del Vaticano,  – Nella mattina di ieri, mercoledì 13 agosto 2025, Papa Leone XIV ha incontrato migliaia di pellegrini e fedeli giunti dall’Italia e da diversi Paesi del mondo per l’Udienza Generale. L’incontro si inserisce nel ciclo di catechesi giubilare “Gesù Cristo nostra speranza” e ha avuto come tema “Il tradimento. ‘Sono forse io?’ (Mc 14,19)”.

A causa del forte caldo, l’udienza si è svolta in più momenti e luoghi: all’interno dell’Aula Paolo VI, nel cortile del Petriano e nella Basilica Vaticana, permettendo così al Pontefice di salutare i fedeli presenti e quelli che seguivano l’evento dagli schermi.

 

Il tradimento nella cena pasquale: una lezione di verità e amore

Il Papa ha invitato i presenti a riflettere sulla scena evangelica in cui Gesù, durante l’Ultima Cena, annuncia che uno dei Dodici lo tradirà. Senza accusare direttamente, Cristo parla in modo che ciascun discepolo possa interrogarsi: «Cominciarono a rattristarsi e a dirgli, uno dopo l’altro: “Sono forse io?”».

Secondo Leone XIV, questa domanda non è un gesto di difesa, ma un atto di sincera consapevolezza della propria fragilità. Non si tratta del grido del colpevole, ma della voce di chi, pur volendo amare, sa di poter ferire. È il primo passo verso la conversione.

La tristezza come via di rinascita

Il Pontefice ha sottolineato come la reazione dei discepoli non sia stata di rabbia, bensì di tristezza. Questo dolore, se accolto, può diventare il punto di partenza per un cammino di rinnovamento spirituale.

Commentando le parole di Gesù – «Guai a quell’uomo… Meglio per lui se non fosse mai nato» – il Papa ha spiegato che non si tratta di una maledizione, ma di un grido di compassione. Dio, di fronte al male, non si vendica ma soffre, invitando l’uomo a non rinnegare l’amore che lo ha generato.

La fedeltà di Dio nonostante il tradimento

Leone XIV ha ricordato che nessuna amicizia è immune dal rischio di tradimento, ma Cristo continua a fidarsi e a condividere il pane anche con chi lo avrebbe abbandonato. La forza silenziosa di Dio, ha detto il Papa, è quella di non lasciare mai il tavolo dell’amore.

Da qui l’invito a interrogarsi personalmente: “Sono forse io?”, non per sentirsi accusati, ma per lasciare spazio alla verità e alla grazia. La salvezza nasce dalla consapevolezza dei propri limiti e dalla certezza che Dio non smette mai di amare.

Saluti e invito alla preghiera

Concludendo, il Papa ha rivolto un saluto particolare ai giovani, agli ammalati e agli sposi novelli, esortando tutti, in prossimità della Solennità dell’Assunzione, a rivolgere la preghiera alla Vergine Maria e a imitarne l’accoglienza della volontà di Dio.

Nei saluti informali, Papa Leone XIV ha ringraziato i pellegrini per la pazienza sotto il sole, ha invocato la benedizione di Dio e ha incoraggiato a mantenere viva la fede e la speranza giubilare.

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