La Corte dei Conti ha condannato l’ex primo cittadino Andrea Franceschi, il vice sindaco Enrico Pompanin e due segretari generali per condotta vessatoria e gestione personalistica, con danno erariale nei confronti del Comune di Cortina.
Sentenza della Corte dei Conti del Veneto.
L’ex sindaco di Cortina d’Ampezzo, Andrea Franceschi, è stato condannato dalla Corte dei Conti del Veneto a risarcire il Comune per un totale di quasi 300 mila euro a titolo di danno erariale. La condanna coinvolge anche l’allora vice sindaco Enrico Pompanin e due segretari generali, Agostino Battaglia e Luisa Musso, riconosciuti responsabili di scelte amministrative arbitrarie, mentre altri due funzionari sono stati assolti.
La vicenda di mobbing e il demansionamento
Secondo la Corte, la causa risale a una controversia civile tra il 2010 e il 2015, quando una dirigente comunale ha denunciato di essere stata emarginata, demansionata e privata delle mansioni svolte abitualmente. Esclusa da incarichi utili, è stata spostata ripetutamente, con limitate risorse e incapacità di esprimere le proprie competenze.
Il Tribunale del Lavoro di Belluno, tra il 2019 e il 2021, ha riconosciuto le ragioni della dipendente, condannando l’ente al pagamento di oltre 227 mila euro. Di conseguenza, la Procura regionale della Corte dei Conti ha aperto un fascicolo, ritenendo tali pagamenti danno erariale.
Gestione “sulla base del sentore personale” e abuso di potere
Nel rigettare la tesi della discrezionalità amministrativa, la Corte ha definito “macroscopicamente illegittimi” i comportamenti dei vertici comunali, e ha sottolineato il carattere personalistico della gestione:
“La valutazione e la gestione del personale avveniva sulla base del ‘sentore personale’ del Sindaco”, ha annotato la Corte, violando i principi di trasparenza e imparzialità nella pubblica amministrazione.
Franceschi è stato condannato a risarcire circa 180 mila euro, la quota di sua competenza sul risarcimento complessivo.
Un danno all’immagine e al funzionamento dell’ente pubblico
Secondo la Corte dei conti del Veneto, le azioni compiute dall’ex sindaco Andrea Franceschi non solo hanno leso la dignità del dirigente comunale, ma hanno anche compromesso l’efficienza amministrativa del Comune di Cortina. L’illegittimo svuotamento delle competenze dirigenziali, come evidenziato dai giudici contabili, ha causato “disfunzioni gestionali” e un danno all’interesse pubblico, oltre a esporre l’ente a ulteriori oneri economici e legali. Il pronunciamento evidenzia come la “gestione personalistica” non sia compatibile con la responsabilità istituzionale che comporta l’amministrazione pubblica.
Nessuna sospensione in attesa delle cause civili
Contrariamente alla richiesta di sospendere il procedimento contabile in attesa della conclusione dei processi civili, la Corte ha respinto la richiesta: il danno erariale è considerato già concreto, dato che il Comune ha effettivamente pagatola somma alla dirigente. Le testimonianze raccolte nei processi civili hanno permesso alla magistratura contabile di definire pienamente il danno.
Un precedente importante per la tutela del lavoro nella pubblica amministrazione
La sentenza assume rilievo anche sotto il profilo giurisprudenziale, rappresentando un precedente significativo nella lotta contro il mobbing e l’abuso di potere nella pubblica amministrazione. Il caso Franceschi dimostra che gli atti di vessazione sistematica non sono solo lesivi dei diritti individuali, ma possono tradursi anche in un danno economico per l’ente e, di conseguenza, per la collettività. Questo rafforza l’importanza di promuovere ambienti lavorativi fondati sul rispetto delle competenze e sulla trasparenza nei rapporti tra dirigenti e rappresentanti politici.
Conseguenze e prospettive future
L’ex sindaco ha ora la possibilità di presentare appello presso la Corte dei Conti di Roma. In caso di conferma, Cortina potrebbe recuperare l’importo risarcito, ma la vicenda solleva questioni rilevanti su etica amministrativa e responsabilità pubblica.
Sul piano politico, la sentenza manda un messaggio chiaro: anche le autorità locali possono essere ritenute personalmente responsabili delle loro scelte, se violano i diritti dei dipendenti e arrecano danno alle casse pubbliche.
Vedi e firma anche tu la petizione per una Legge contro mobbing e mobber e a sostegno delle vittime.