Giornale Online Fede e Ragione. Direttore Paolo Centofanti

Etica e bioetica

Mobbing, solo una parola per chi cerca di sfruttare questo difficile momento: vergogna

Vergogna: è la sola parola che mi viene in mente quando leggo o vedo che mobbing e altre vessazioni non si fermano.

Vergogna: quando vedo, leggo, mi scrivono o mi informano in vari modi che gli stessi squallidi personaggi che tutto l’anno non rinunciano al proprio essere stalker mobber – nell’animo, non solo nei comportamenti – non si fermano nemmeno di fronte a questo dramma nazionale e globale. Non avendo minime remore etiche, non hanno alcuna intenzione di fermare i propri comportamenti illegittimi, vessatori, illegali. Non dico fermarsi a riflettere, attività intellettuale e umana ovviamente impossibile a chi fa mobbing, e vive solo di sé stesso.

Lo squallore degli sciacalli che approfittano di drammi e tragedie.

Sarebbe sufficiente, e doveroso, che almeno sospendessero tali comportamenti. Se non per etica e rispetto di persone, società e leggi, per la necessaria e opportuna solidarietà in momenti come questo. Invece, c’è chi nemmeno in questo frangente cosi drammatico, cerca di essere solidale con gli altri, o almeno di non sfruttarli, umiliarli e vessarli. Invece no: il caos, il dramma, la morte, per gli avvoltoi sono i momento opportuno per predare, saccheggiare, divorare.

Esseri umani etici e non: i predatori non “sopravvivono” nelle società civili.

Fortunatamente siamo per la maggior parte esseri umani, sociali, solidali e responsabili. E viviamo in un momento che non è favorevole ai predatori sociali, come gli stessi – per limitate capacità intellettuali e di visione – non riescono a capire. Anzi gli sciacalli sociali, che riescono a dimostrare il proprio peggio e a svelare i propri volti in queste tragedie, devono a mio avviso prepararsi a capire che la società civile uscirà più forte, e più determinata, e non più debole, da questa situazione.

E che le loro vittime – costrette da anni o decenni ad essere resilienti – parola che poco mi piace per varie ragioni – saranno probabilmente ad oggi occupate a risolvere i problemi propri e della società. E ad essere più solidali di quanto già non sono. Non saranno, invece, più arrendevoli. Anzi. Se mai potrebbero rimandare, per tali difficoltà attuali e per senso di responsabilità, ciò che dovrebbero fare: azioni legali, denunce penali e sociali.

Mentre l’attacco da parte dei loro mobber stalker in un momento simile, e il tentativo di prendere ancora più potere, le renderà solo più determinate a reagire. A “ripagare” gli sciacalli sociali di ciò che hanno fatto a loro e alla società. E quando gli stessi sciacalli si troveranno ad affrontare le proprie colpe in Tribunali, e davanti all’opinione pubblica, sarebbero ingenui e arroganti a pensare di essere giudicati – e sanzionati – con particolare indulgenza. Anzi.

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