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Città che sprofondano, il rischio silenzioso in tutto il mondo

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Uno studio globale misura l’abbassamento del suolo in 465 città del mondo . Dati satellitari e prevenzione aiutano a proteggere persone, edifici e infrastrutture

Uno studio su 465 città ricostruisce l’abbassamento del suolo: un fenomeno che può danneggiare edifici e infrastrutture e aggravare le inondazioni. Comprenderlo significa proteggere le persone e orientare le scelte sul territorio.

Il terreno sul quale sorgono le città può sembrare immobile. Eppure, sotto strade, abitazioni e reti di servizi, si verificano trasformazioni lente che diventano riconoscibili attraverso misure ripetute nel tempo. Una di queste è la subsidenza, l’abbassamento del suolo: un fenomeno spesso poco visibile nella vita quotidiana, ma capace di incidere sulla sicurezza e sul funzionamento degli ambienti urbani.

Uno studio pubblicato il 12 ottobre 2026 su Nature Cities ha analizzato con una metodologia comune 465 città con oltre un milione di abitanti, utilizzando osservazioni radar satellitari raccolte tra il 2014 e il 2023. Il lavoro offre una base per confrontare territori diversi e individuare le aree che richiedono maggiore attenzione. Le situazioni più critiche si concentrano nel Sud-est asiatico, nell’Asia centro-occidentale e in Nord America, ma il fenomeno emerge anche in regioni finora meno studiate. Nature Cities

Che cosa significa quando una città si abbassa

La subsidenza può dipendere da processi naturali e dalle attività umane. Tra le cause vi sono la compattazione dei sedimenti, il prelievo di acqua sotterranea, il drenaggio di terreni organici e le attività estrattive. Per comprendere una situazione locale occorre quindi conoscere la struttura del sottosuolo e la storia del suo utilizzo.

Un meccanismo importante riguarda le falde acquifere. Quando il pompaggio riduce la pressione dell’acqua presente nei pori dei sedimenti, aumenta il carico sostenuto dalla loro struttura solida. In determinate condizioni, soprattutto in presenza di argille e limi, i materiali si compattano e la superficie si abbassa. Parte di questa deformazione può essere permanente: il ritorno dell’acqua non restituisce necessariamente al terreno il volume precedente. U.S. Geological Survey

I numeri vanno letti alla scala giusta

I risultati mostrano differenze molto ampie anche all’interno della stessa città. In alcune porzioni di Città del Messico lo studio ha rilevato abbassamenti di circa 217 millimetri all’anno, mentre il valore mediano cittadino era di circa 8 millimetri. A Medan, in Indonesia, la mediana raggiungeva circa 33 millimetri annui.

Questa distinzione è essenziale: il dato più elevato registrato in un quartiere non descrive automaticamente l’intera metropoli. Anche una misura complessiva relativamente contenuta può nascondere aree circoscritte che richiedono interventi. Gli autori segnalano inoltre limiti legati ai confini delle aree analizzate e una maggiore incertezza dove sono scarsi i riferimenti di misura a terra. Nature Portfolio

Perché conta l’abbassamento diseguale

Il rischio dipende anche da quanto il movimento varia tra punti vicini. Quando porzioni dello stesso terreno si abbassano a velocità differenti, edifici e infrastrutture possono subire deformazioni e sollecitazioni.

Le conseguenze possono interessare fondazioni, strade, ferrovie, ponti e condutture. Sono particolarmente sensibili le opere che trasportano acqua: una variazione delle pendenze può compromettere il funzionamento di canali e sistemi di drenaggio. L’abbassamento può inoltre modificare il percorso delle acque e favorirne l’accumulo nelle zone depresse. U.S. Geological Survey

Anche Roma richiede attenzione, senza generalizzazioni

Il riferimento a Roma va interpretato distinguendo i singoli settori del territorio. Una ricerca sulle città metropolitane italiane, pubblicata nel 2025 e basata su osservazioni del periodo 2018–2022, ha individuato nell’area metropolitana romana circa 3,8 chilometri quadrati di terreni con velocità di abbassamento superiori a 10 millimetri annui.

Il dato riguarda aree specifiche entro un territorio molto esteso: non significa che tutta Roma si abbassi a quella velocità. Sottolinea, invece, l’utilità di mappe dettagliate, capaci di collegare i movimenti osservati alla presenza di abitazioni, infrastrutture e attività umane. pmc.ncbi.nlm.nih.gov

I satelliti aiutano a riconoscere i cambiamenti

L’interferometria radar satellitare, indicata con la sigla InSAR, confronta osservazioni successive per ricostruire gli spostamenti del terreno. Consente così di seguire deformazioni distribuite su superfici estese, difficili da riconoscere attraverso la sola osservazione diretta.

Le misure costituiscono però un punto di partenza. Per capire le cause e scegliere gli interventi servono anche informazioni geologiche, controlli delle falde e verifiche locali. Il monitoraggio acquista valore pubblico quando aiuta a decidere dove concentrare manutenzione, indagini e prevenzione. U.S. Geological Survey

Prevenire significa prendersi cura delle città

La ricerca globale rileva anche rallentamenti della subsidenza in molte città dell’Asia orientale e sud-orientale, mentre altre aree continuano a mostrare accelerazioni. Il fenomeno ha dunque evoluzioni diverse, che richiedono osservazioni continuative e risposte adeguate ai singoli territori. Nature Cities

Sul piano delle scelte pubbliche, ciò significa collegare gestione dell’acqua, pianificazione urbanistica e manutenzione delle infrastrutture. Significa anche comunicare con precisione: una mappa di deformazione non equivale, da sola, a una previsione di crollo, ma offre informazioni da valutare insieme alle caratteristiche degli edifici e del sottosuolo.

Proteggere una città richiede attenzione anche a ciò che cambia lentamente. Conoscere il terreno sul quale si vive è parte della responsabilità verso chi lo abita oggi e verso le generazioni che erediteranno case, servizi e risorse idriche.

Lo studio originale su Nature Cities.

Lo studio sulle città metropolitane italiane.

Immagine elaborata con IA, a cura Fede e Ragione.

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