All’Angelus del 1° novembre 2026, il Papa Leone XIV ricorda che la santità è una chiamata rivolta a tutti
Dopo la preghiera mariana, l’auspicio di nuove iniziative di pace a partire dall’azione umanitaria a Oleshky e l’invito a pregare per i defunti dimenticati
La santità prende forma nelle scelte d’amore, nella ricerca della giustizia e nella capacità di costruire la pace. È il messaggio proposto da Papa Leone XIV all’Angelus di domenica 1° novembre 2026, nella solennità di Tutti i Santi.
Rivolgendosi ai fedeli riuniti in Piazza San Pietro, il Pontefice ha invitato a contemplare la comunità di uomini e donne che hanno seguito Gesù facendo della propria esistenza un dono a Dio e al prossimo. Una famiglia che comprende i santi riconosciuti dalla Chiesa e le innumerevoli persone la cui testimonianza è conosciuta da Dio.
Le Beatitudini nella vita quotidiana
Il riferimento evangelico della riflessione è il discorso delle Beatitudini. Leone XIV ha richiamato persone segnate dalla sofferenza ma sostenute dalla preghiera, miti davanti alla violenza, desiderose di giustizia e disponibili al perdono.
La loro forza si manifesta nella fede e nella carità, anche quando devono affrontare persecuzioni, offese e ingiustizie. Il ritratto delineato dal Papa lega così la santità alle condizioni concrete dell’esistenza.
Questa prospettiva invita a riconoscere il valore di comportamenti che possono apparire poco visibili: custodire la mitezza, rinunciare alla vendetta, mantenere un impegno giusto nelle difficoltà. Sono scelte nelle quali il Vangelo diventa esperienza vissuta e relazione con gli altri.
Il bene supera la logica del calcolo
Riprendendo l’immagine della moltitudine descritta nell’Apocalisse, il Pontefice ha osservato che l’impossibilità di contare i santi riguarda anche il bene diffuso dalle loro vite.
I gesti d’amore generano conseguenze che sfuggono alla misurazione immediata. Una parola di conforto, una riconciliazione o un aiuto offerto possono aprire possibilità delle quali non si conoscerà mai interamente la portata.
Nel discorso di Leone XIV, questa fecondità contrasta l’avidità e la prepotenza del male. La festa di Ognissanti diventa dunque un invito a riconoscere la presenza del bene anche quando la violenza sembra occupare tutto lo spazio dell’attenzione pubblica.
Una chiamata aperta a ogni persona
La varietà delle provenienze, delle culture e delle condizioni di vita dei santi esprime il carattere universale della loro vocazione. Ciascuno è interpellato nel luogo e nelle circostanze in cui vive.
È qui che il messaggio assume un particolare significato di speranza: Dio conosce anche le storie che rimangono nascoste e riconosce il bene che sfugge allo sguardo umano.
Il Papa ha affidato a Maria il cammino dei fedeli, chiedendo che possano perseverare nella costruzione della pace, tanto nelle grandi questioni quanto nei rapporti quotidiani. La responsabilità personale trova così spazio accanto all’impegno per le vicende del mondo.
Oleshky, dalla solidarietà umanitaria a nuove iniziative di pace
Dopo l’Angelus, Leone XIV ha ricordato l’azione umanitaria a favore dei civili di Oleshky, in Ucraina, auspicando che la collaborazione tra le parti rafforzi il dialogo e favorisca nuovi passi verso la pace. Il Pontefice ha rilanciato il messaggio anche su X, accompagnandolo con una preghiera per tutte le popolazioni colpite dalle guerre:
In questi giorni si è svolta l’azione umanitaria a favore della popolazione civile nella città di Oleshky. Auspico che la collaborazione tra le parti, che ha reso possibile questo doveroso gesto di umanità, faccia crescere la volontà di dialogo e porti a nuove iniziative concrete di pace. Affidiamo a Maria, Regina della pace e di tutti i Santi, quanti in ogni parte del mondo soffrono a causa delle guerre.
— Papa Leone XIV (@Pontifex_it) November 1, 2026
Il messaggio collega la risposta ai bisogni immediati dei civili alla possibilità di costruire un percorso di dialogo. La collaborazione che ha consentito l’intervento umanitario può diventare un punto di partenza per ulteriori passi, capaci di mettere al centro la vita e la dignità delle persone.
Il richiamo alla pace sviluppa così la riflessione sulle Beatitudini proposta prima della preghiera mariana: essere costruttori di pace richiede scelte concrete, soprattutto dove la guerra espone le popolazioni alla sofferenza e alla vulnerabilità. La preghiera a Maria estende infine lo sguardo da Oleshky a tutte le persone colpite dai conflitti.
Missione, povertà e speranza attraverso lo sport
Nei saluti, il Papa ha ricordato Pedro da Corpa e i quattro compagni francescani beatificati il giorno precedente a Savannah, negli Stati Uniti, invitando a pregare per i missionari del Vangelo.
Ha inoltre incoraggiato la Missione con i poveri, promossa dai Frati Minori a Roma dall’8 al 15 novembre, sottolineando la scelta di porre al centro le persone più fragili.
Uno spazio è stato dedicato anche ai Giochi Olimpici Giovanili di Dakar e alla Corsa dei Santi di Roma. Lo sport è stato richiamato per le opportunità educative e d’incontro che può offrire, favorendo la conoscenza reciproca e la partecipazione dei giovani.
La preghiera per chi nessuno ricorda
In vista della Commemorazione dei fedeli defunti, Leone XIV ha annunciato che il 2 novembre celebrerà la Messa nel Cimitero del Verano. L’invito conclusivo riguarda in particolare i defunti che nessuno ricorda. Nella comunione dei santi, la preghiera custodisce anche le esistenze prive di una memoria pubblica o di persone che ne mantengano vivo il ricordo.
La celebrazione di Ognissanti e la commemorazione dei defunti richiamano così un legame che attraversa le generazioni. La gratitudine per il bene ricevuto si accompagna alla responsabilità di continuare a generarlo, attraverso la fede, la cura delle persone e la ricerca della pace.
Immagine creata con IA, a cura Fede e Ragione.