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Sicurezza energetica, il Presidente Meloni : più produzione nazionale per ridurre la dipendenza dall’estero

presidente Giorgia Meloni

Nel videomessaggio del 10 settembre, Giorgia Meloni illustra la strategia del Governo tra diversificazione delle forniture, rinnovabili, nucleare e aumento dell’estrazione di petrolio e gas

Una norma consentirà la nomina di commissari per accelerare permessi e concessioni

Rafforzare la sicurezza energetica italiana attraverso la diversificazione delle forniture, lo sviluppo delle energie rinnovabili, il ritorno al nucleare e l’aumento della produzione nazionale di petrolio e gas. È la strategia illustrata dal Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un videomessaggio diffuso giovedì 10 settembre 2026.

Il Presidente ha presentato le misure adottate negli ultimi anni e annunciato un nuovo intervento destinato ad accelerare il rilascio dei permessi e delle concessioni per la ricerca, l’esplorazione e l’estrazione degli idrocarburi sul territorio nazionale.

Il provvedimento licenziato dal Consiglio dei ministri consentirà allo Stato di nominare commissari incaricati di affiancare le Regioni nello sblocco delle procedure. L’obiettivo dichiarato è ridurre tempi amministrativi che, secondo il Governo, possono protrarsi per decenni, ostacolando lo sfruttamento delle risorse energetiche disponibili in Italia.

Diversificare le fonti e ridurre la dipendenza

Nel videomessaggio, il Presidente Meloni ha ricordato il lavoro svolto per diversificare le fonti di approvvigionamento e stringere nuovi accordi con i Paesi produttori. Una strategia maturata dopo le crisi internazionali che hanno mostrato quanto la dipendenza da un numero limitato di fornitori possa esporre l’Italia a improvvisi aumenti dei prezzi e difficoltà nella disponibilità di energia.

Il Governo intende rafforzare il ruolo dell’Italia come centro energetico del Mediterraneo, sfruttando la sua posizione geografica e le infrastrutture di collegamento con l’Africa, il Medio Oriente e gli altri Paesi europei. In questa prospettiva, il territorio italiano dovrebbe diventare non soltanto un punto di arrivo dell’energia, ma anche una piattaforma per il suo trasferimento verso il resto del continente.

La sicurezza energetica non riguarda solamente la disponibilità fisica di gas, petrolio ed elettricità. Comprende anche la stabilità dei prezzi, la capacità delle infrastrutture di resistere alle crisi, la diversificazione tecnologica e la possibilità di evitare che tensioni geopolitiche o decisioni assunte all’estero compromettano il funzionamento delle imprese e la vita quotidiana delle famiglie.

Ventotto gigawatt di rinnovabili in più

Il Presidente ha rivendicato anche i risultati conseguiti nel settore delle energie rinnovabili. Secondo i dati citati nel videomessaggio, durante l’azione dell’attuale Governo sarebbero stati installati circa 28 gigawatt aggiuntivi di capacità produttiva, un risultato indicato come tre volte superiore a quello ottenuto nel periodo precedente preso come riferimento.

L’aumento della produzione da fonti solari ed eoliche rappresenta una componente essenziale della transizione energetica. Le rinnovabili permettono di ridurre il consumo di combustibili fossili e le emissioni, ma la loro crescita deve essere accompagnata dal potenziamento delle reti, dallo sviluppo dei sistemi di accumulo e da una programmazione capace di compensare l’intermittenza della produzione.

Sole e vento, infatti, non garantiscono una disponibilità costante. La trasformazione del sistema energetico richiede quindi investimenti coordinati in infrastrutture, stoccaggio, efficienza e tecnologie capaci di mantenere stabile la rete elettrica. La sicurezza energetica e la sostenibilità ambientale non dovrebbero essere considerate obiettivi alternativi, ma dimensioni da integrare in una strategia di lungo periodo.

Gli interventi contro il caro energia

Meloni ha ricordato che il Governo ha stanziato oltre 60 miliardi di euro per proteggere cittadini e imprese dagli effetti del caro energia. Tra gli interventi richiamati figurano il potenziamento e l’estensione del bonus sociale a milioni di famiglie, gli aiuti alle attività produttive e le misure per contenere il peso delle bollette.

Il Presidente ha inoltre annunciato una nuova proroga del taglio delle accise, finalizzata a tenere sotto controllo il prezzo di benzina e gasolio, in attesa di ulteriori provvedimenti previsti per la settimana successiva.

Gli aiuti pubblici possono attenuare le conseguenze immediate delle crisi, ma non eliminano le cause strutturali della vulnerabilità energetica. Per questo il Governo intende passare dagli interventi emergenziali a soluzioni capaci di incidere stabilmente sull’offerta, sulla produzione e sulle infrastrutture.

Rimane necessario valutare nel tempo la sostenibilità delle risorse impiegate e la loro capacità di raggiungere le persone e le imprese più esposte. Il costo dell’energia incide infatti in modo diverso sulle famiglie, a seconda del reddito, delle condizioni dell’abitazione e delle possibilità economiche di investire nell’efficienza energetica.

Il ritorno del nucleare

Un altro elemento della strategia governativa è la riapertura della strada al nucleare. Il Presidente ha ribadito la volontà di proseguire su questo percorso, che dovrebbe riguardare le tecnologie di nuova generazione e inserirsi in una programmazione energetica di lungo periodo.

Il nucleare potrebbe offrire una produzione elettrica continua e con basse emissioni operative di anidride carbonica, ma comporta questioni complesse: costi e tempi di realizzazione degli impianti, gestione delle scorie, sicurezza, individuazione dei siti e accettazione da parte delle comunità.

Non può quindi rappresentare una risposta immediata ai prezzi attuali dell’energia. Costituisce piuttosto una scelta strategica destinata a produrre eventuali effetti nel medio e lungo periodo. Per questo richiede trasparenza, valutazioni scientifiche rigorose e un confronto pubblico basato sui dati, evitando sia entusiasmi semplicistici sia opposizioni puramente ideologiche.

Accelerare l’estrazione di petrolio e gas

La novità più rilevante annunciata nel videomessaggio riguarda l’aumento della produzione nazionale di idrocarburi. Il Governo considera poco razionale acquistare interamente dall’estero risorse energetiche presenti anche nel sottosuolo italiano.

La norma approvata dal Consiglio dei ministri prevede la possibilità di nominare commissari per aiutare le Regioni a ridurre i tempi necessari al rilascio di permessi e concessioni. Secondo il Presidente Meloni, una maggiore produzione nazionale dovrebbe diminuire la dipendenza dall’estero, contribuire al contenimento dei costi e generare royalties, occupazione e benefici economici per i territori coinvolti.

Questi risultati, tuttavia, dovranno essere verificati sulla base delle quantità effettivamente estraibili, dei tempi necessari per avviare la produzione e dell’andamento dei mercati internazionali. L’aumento dell’offerta nazionale non determina automaticamente una riduzione proporzionale delle bollette, perché i prezzi dell’energia dipendono anche dalle quotazioni internazionali, dai meccanismi di mercato, dalla fiscalità e dai costi delle reti.

Sarà inoltre necessario conciliare la semplificazione amministrativa con la tutela dell’ambiente, la sicurezza degli impianti e il coinvolgimento delle comunità locali. Accelerare le procedure non dovrebbe significare indebolire i controlli, ma renderli più chiari, coordinati ed efficienti.

Tra interesse nazionale e transizione energetica

Rivolgendosi a quanti hanno già annunciato opposizioni, il Presidente ha assicurato che il Governo porterà avanti il progetto, considerandolo una scelta a difesa dell’interesse nazionale.

Il rafforzamento dell’autonomia energetica è certamente una questione strategica. Gli eventi degli ultimi anni hanno mostrato che dipendere eccessivamente dall’estero può rendere un Paese vulnerabile. Allo stesso tempo, la sicurezza del futuro non può essere separata dalla transizione verso un sistema meno dipendente dai combustibili fossili e più rispettoso dell’ambiente.

La sfida consiste nel tenere insieme esigenze differenti: garantire energia accessibile alle famiglie, sostenere la competitività delle imprese, proteggere i territori e ridurre le emissioni. Nessuna singola fonte può risolvere da sola il problema.

La strategia presentata dal Presidente Meloni punta su un insieme diversificato di strumenti. La sua efficacia dipenderà dalla capacità di trasformare gli annunci in risultati verificabili, mantenendo un equilibrio tra rapidità delle decisioni, sostenibilità ambientale, sicurezza degli approvvigionamenti e tutela dell’interesse collettivo.

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