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Lavoro, le imprese cercano quasi 117mila diplomati ITS Academy : il 57,3% è difficile da reperire

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Nel 2025 le imprese hanno programmato 116.986 ingressi per diplomati ITS Academy : oltre la metà della domanda proviene dai servizi, seguiti da industria e costruzioni. Ma emerge un problema rilevante: il 57,3% delle professionalità con questa formazione risulta difficile da reperire

Un nuovo segnale del divario tra competenze disponibili e necessità del mercato del lavoro.

Il mercato del lavoro italiano presenta un paradosso sempre più evidente: mentre molte persone incontrano difficoltà nella ricerca di un’occupazione, le imprese segnalano di non riuscire a trovare una parte consistente delle professionalità di cui hanno bisogno.

Un esempio particolarmente significativo arriva dagli ITS Academy, i percorsi di istruzione tecnologica superiore post-diploma strettamente collegati al sistema produttivo.

Secondo il Sistema Informativo Excelsior 2025, realizzato da Unioncamere in collaborazione con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, le imprese hanno dichiarato 116.986 entrate programmate nel 2025 per le quali è richiesto un diploma ITS Academy.

È importante precisare la natura del dato. Non significa che nel corso dell’anno siano state effettivamente assunte 116.986 persone provenienti dagli ITS Academy. Excelsior rileva infatti i programmi occupazionali delle imprese: siamo quindi di fronte a entrate programmate, cioè alla domanda espressa dal sistema produttivo. Ed è proprio confrontando questa domanda con la disponibilità delle competenze richieste che emerge il dato probabilmente più significativo: il 57,3% dei diplomati ITS Academy ricercati dalle imprese risulta di difficile reperimento.

ITS Academy e Lavoro Excelsior 2025

Quasi 117mila ingressi programmati

Il dato complessivo mostra innanzitutto quanto la formazione tecnologica superiore sia diventata importante per il sistema produttivo italiano. La domanda non riguarda esclusivamente l’industria. Al contrario, il 54% delle entrate programmate interessa il settore dei servizi, con circa 63mila ingressi.

Il 30% riguarda l’industria, con circa 35mila entrate, mentre le costruzioni rappresentano il 13,5%, con circa 16mila. Una quota più contenuta interessa infine il settore primario. Questa distribuzione è importante anche per comprendere correttamente che cosa siano oggi gli ITS Academy. Parlarne esclusivamente come percorsi destinati alla formazione di tecnici industriali sarebbe infatti riduttivo.

La formazione ITS interessa professionalità molto diverse e attraversa manifattura, digitale, comunicazione, turismo, servizi alle imprese, energia, logistica e numerosi altri comparti.

Dai media all’informatica, fino alla manifattura

Tra i servizi, secondo Excelsior, il maggior numero di ingressi riguarda proprio i servizi dei media e della comunicazione, con circa 10.300 entrate programmate. Seguono molto da vicino i servizi informatici e delle telecomunicazioni, con circa 10.200 ingressi.

Alloggio, ristorazione e servizi turistici rappresentano altre 8.700 entrate, mentre i servizi avanzati di supporto alle imprese arrivano a circa 6.400 e il commercio all’ingrosso a circa 6.100. La situazione cambia naturalmente osservando il settore industriale. Qui la domanda più consistente riguarda la fabbricazione di macchinari, attrezzature e mezzi di trasporto, con circa 11.400 ingressi. Seguono le industrie metallurgiche e dei prodotti in metallo con circa 8.300 entrate programmate.

Alimentare, elettronica, apparecchiature medicali, tessile, abbigliamento e calzature completano un quadro nel quale le competenze specialistiche sono richieste tanto nei settori industriali tradizionali quanto in quelli maggiormente interessati dalla trasformazione tecnologica.

Il 57,3% è difficile da reperire

È però il dato sulla difficoltà di reperimento a rappresentare il vero campanello d’allarme. Secondo Excelsior, il 57,3% delle entrate programmate per persone con diploma ITS Academy presenta difficoltà di reperimento, contro una media generale del 47%. Unioncamere ha sintetizzato il fenomeno parlando di profili “introvabili”. La stessa indagine mostra, tuttavia, che il problema non riguarda esclusivamente gli ITS Academy.

Nel 2025 le imprese hanno programmato circa 670mila contratti per laureati, e anche in questo caso la difficoltà di reperimento raggiunge il 50,9%. Per i diplomati quinquennali il problema interessa il 47,4% della domanda, mentre per la formazione professionale siamo intorno al 47%. Il fenomeno va quindi inserito in una questione molto più ampia: il difficile incontro tra domanda e offerta di competenze nel mercato del lavoro italiano.

Titolo di studio e profilo professionale non sono la stessa cosa

È importante anche evitare un possibile equivoco. Un diploma ITS Academy rappresenta un titolo di istruzione terziaria professionalizzante, mentre il profilo professionale indica il tipo di attività, ruolo e competenze richieste per svolgere un determinato lavoro.

Le due cose sono collegate, ma non coincidono. Una determinata professione tecnica può, a seconda delle caratteristiche del ruolo e dell’organizzazione aziendale, essere svolta da persone provenienti da percorsi formativi differenti. Possono esserci diplomati ITS, laureati o lavoratori che abbiano acquisito competenze specialistiche attraverso altri percorsi formativi e professionali.

Allo stesso modo, non tutte le professionalità associate alla formazione ITS devono essere genericamente ricondotte alla figura tradizionale del “tecnico industriale”.

Per questo il dato dei 116.986 ingressi non rappresenta il numero complessivo dei profili tecnici richiesti in Italia, che costituiscono una categoria molto più ampia. Indica specificamente la domanda delle imprese associata al livello formativo ITS Academy. È una distinzione importante anche per comprendere correttamente le dinamiche del mercato del lavoro.

I tecnici specializzati sono comunque tra i più difficili da trovare

All’interno del quadro ITS, tuttavia, proprio alcune figure tecnico-industriali raggiungono livelli particolarmente elevati di difficoltà di reperimento. Il rapporto ITS Academy e lavoro 2025 segnala percentuali superiori al 70% per alcune professionalità, tra cui tecnici della gestione dei cantieri edili, attrezzisti di macchine utensili, elettricisti nelle costruzioni civili e disegnatori industriali.

La carenza interessa quindi professionalità essenziali per costruzioni, industria e manifattura. Ma anche il digitale presenta problemi analoghi. Lo sviluppo tecnologico sta aumentando la necessità di persone capaci non soltanto di utilizzare strumenti digitali, ma di integrarli nei processi produttivi e organizzativi.

È significativo che Excelsior consideri ormai le competenze digitali un requisito particolarmente importante proprio per i livelli di istruzione più elevati, compresi laureati e diplomati ITS Academy.

Perché le imprese non trovano le professionalità che cercano ?

La difficoltà di reperimento non può essere spiegata attraverso una sola causa. In alcuni casi il numero dei candidati disponibili è insufficiente. In altri esiste una distanza tra le competenze possedute e quelle richieste dall’impresa. Possono inoltre incidere la distribuzione territoriale delle professionalità, la mobilità, l’esperienza richiesta e le caratteristiche specifiche della posizione.

Ma il mismatch deve essere analizzato anche dal punto di vista dell’offerta delle imprese. Retribuzione, stabilità contrattuale, condizioni di lavoro, possibilità di crescita professionale e conciliazione tra vita e lavoro possono incidere sulla capacità di attrarre candidati.

Dire che un profilo è “introvabile”, quindi, non significa automaticamente che nel Paese non esistano persone capaci di svolgere quel lavoro. Significa che l’incontro tra domanda dell’impresa e disponibilità dei lavoratori non avviene nelle condizioni richieste.mEd è una distinzione importante quando si analizzano questi dati.

ITS Academy e rapporto con le imprese

Gli ITS Academy cercano di ridurre proprio la distanza tra formazione e lavoro. I percorsi vengono sviluppati attraverso una forte collaborazione con il sistema produttivo e almeno il 35% della durata dei corsi è dedicato a stage aziendali.

Secondo il rapporto Excelsior dedicato agli ITS Academy, le imprese partecipano alla definizione delle competenze necessarie e dei programmi formativi, mentre una quota rilevante dei docenti proviene direttamente dal mondo del lavoro.

I risultati occupazionali mostrano l’efficacia di questo modello: i dati INDIRE richiamati dalla pubblicazione Excelsior indicano che l’84% dei diplomati ITS Academy trova lavoro entro un anno dal diploma e, tra gli occupati, il 93% svolge un’attività coerente con il percorso di studi. Il problema sembra quindi essere anche quantitativo: la domanda potenziale delle imprese è molto elevata rispetto alle dimensioni ancora relativamente contenute del sistema ITS.

Non solo competenze tecniche

La trasformazione digitale sta inoltre modificando il significato stesso di professionalità. Le imprese non cercano più soltanto persone capaci di utilizzare una determinata macchina o uno specifico software. Accanto alle conoscenze specialistiche acquistano importanza problem solving, autonomia, capacità di lavorare in gruppo, flessibilità e capacità di adattamento.

A queste si aggiungono competenze digitali e green, ormai sempre più trasversali ai diversi settori. Il tecnico altamente specializzato del futuro dovrà quindi possedere conoscenze specifiche, ma anche essere capace di continuare ad apprendere. Una tecnologia acquisita oggi potrebbe essere superata tra pochi anni. La vera competenza diventa anche la capacità di aggiornare continuamente le proprie competenze.

L’intelligenza artificiale cambia ancora il lavoro

L’intelligenza artificiale rende questa trasformazione ancora più evidente. Alcune attività potranno essere automatizzate, altre saranno profondamente modificate e nuove professioni nasceranno dall’integrazione tra competenze umane e sistemi intelligenti.

Questo non elimina necessariamente la necessità di professionalità specializzate. In molti casi può aumentarne il valore. Qualcuno dovrà progettare, utilizzare, verificare, integrare e controllare le nuove tecnologie nei processi produttivi e nei servizi.

La domanda fondamentale diventa quindi: quali competenze permetteranno alle persone di lavorare insieme alle tecnologie invece di subirne semplicemente gli effetti ? Formazione tecnologica superiore e università possono fornire risposte differenti e complementari. Non si tratta di stabilire quale percorso sia migliore in assoluto, ma di costruire un sistema capace di valorizzare competenze e aspirazioni diverse.

Formare persone, non soltanto lavoratori

Avvicinare formazione e mercato del lavoro è indispensabile, ma occorre evitare di ridurre l’istruzione alla preparazione immediata per una posizione lavorativa. La formazione riguarda innanzitutto la persona. Deve fornire competenze professionali, ma anche autonomia, capacità critica, cultura, responsabilità e strumenti per affrontare cambiamenti che oggi non possiamo prevedere completamente.

È particolarmente importante nell’era dell’intelligenza artificiale. Formare qualcuno esclusivamente per rispondere alla necessità professionale di oggi potrebbe significare prepararlo per un lavoro destinato a essere profondamente diverso tra dieci anni. L’obiettivo dovrebbe essere invece fornire alle persone gli strumenti per continuare ad apprendere e costruire il proprio percorso professionale durante l’intero arco della vita.

Un’opportunità e un campanello d’allarme

I 116.986 ingressi programmati per diplomati ITS Academy nel 2025 rappresentano quindi contemporaneamente un’opportunità e un segnale da non sottovalutare. L’opportunità riguarda soprattutto i giovani: esistono percorsi formativi strettamente collegati al mondo produttivo e professionalità per le quali la domanda delle imprese è significativa.

Il campanello d’allarme è rappresentato da quel 57,3% di difficoltà di reperimento. Ma la risposta non può consistere soltanto nel chiedere alla scuola e ai giovani di adeguarsi alle necessità delle aziende. Serve un dialogo più profondo tra formazione, imprese, istituzioni e lavoratori, capace di considerare contemporaneamente competenze richieste, qualità del lavoro, condizioni contrattuali, orientamento e trasformazione tecnologica.

Perché dietro ogni “profilo professionale” che un’impresa cerca c’è sempre una persona. E la vera sfida non consiste soltanto nel trovare lavoratori per le professioni che mancano, ma nel creare le condizioni affinché competenze, aspirazioni delle persone e opportunità di lavoro possano realmente incontrarsi.

Link Il lavoro dopo gli studi 2025 – Excelsior

Link UnionCamere: ITS Academy e lavoro 2025.

Immagine elaborata con Intelligenza Artificiale.

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