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Medicina e Salute

Italia e Francia insieme contro le dipendenze : prevenzione, cura e recupero al centro dell’incontro internazionale

presidente Giorgia Meloni presidente Francia Emmanuel Macron

Il 23 ottobre 2026 a San Patrignano ministri, istituzioni ed esperti internazionali si confronteranno sulle strategie contro droghe e dipendenze

Al centro prevenzione, cura, reinserimento sociale e tutela dei giovani

Italia e Francia rafforzano la collaborazione internazionale nella lotta alle droghe e alle dipendenze, puntando non soltanto sul contrasto ai traffici illeciti, ma anche sulla prevenzione, sulla cura delle persone e sulla possibilità concreta di recuperare una vita libera dalla dipendenza.

Il Governo italiano ha annunciato che il prossimo 23 ottobre 2026, presso la Comunità di San Patrignano, vicino Rimini, si svolgerà un Incontro Internazionale sulla Prevenzione e il Recupero dalle Dipendenze, promosso congiuntamente da Italia e Francia.

I due Paesi sono co-fondatori della European Coalition Against Drugs (ECAD), iniziativa alla quale aderiscono 35 Nazioni e che punta a rafforzare la cooperazione internazionale nelle politiche di contrasto alla diffusione delle sostanze stupefacenti e alle conseguenze sanitarie e sociali delle dipendenze.

Un confronto internazionale sulle migliori strategie

Secondo quanto comunicato da Palazzo Chigi, all’incontro parteciperanno ministri, autorità, rappresentanti di organizzazioni europee e internazionali ed esperti di alto profilo.

Uno degli obiettivi principali sarà la condivisione delle migliori pratiche sviluppate nei diversi Paesi, con particolare attenzione a quattro ambiti strettamente collegati: prevenzione, cura, recupero e reinserimento sociale.

Una prospettiva che considera quindi la dipendenza non soltanto come un problema di ordine pubblico o sanitario, ma come una condizione complessa che coinvolge la persona, la famiglia e l’intera comunità. Contrastare il narcotraffico rimane indispensabile, ma altrettanto importante è intervenire prima che la dipendenza si sviluppi e offrire percorsi concreti a chi cerca di uscirne.

Particolare attenzione sarà dedicata alle persone più vulnerabili e ai giovani, tra i soggetti maggiormente esposti alle conseguenze della diffusione delle sostanze e delle nuove forme di dipendenza.

La prevenzione comincia dai giovani

Il tema della prevenzione è stato più volte affrontato anche sulle pagine di Fede e Ragione. Nel maggio scorso abbiamo raccontato la seconda edizione del concorso nazionale “No alla droga, no ad ogni forma di dipendenza”, che ha coinvolto studenti, docenti e istituzioni in un percorso di sensibilizzazione rivolto alle nuove generazioni. No alla droga, no ad ogni forma di dipendenza: a Palazzo Chigi premiate le scuole vincitrici.

L’iniziativa, promossa dal Dipartimento delle politiche contro la droga e le altre dipendenze della Presidenza del Consiglio insieme al Ministero dell’Istruzione e del Merito e al Ministero della Salute, aveva posto l’attenzione non soltanto sulle sostanze stupefacenti, ma anche sulle dipendenze comportamentali e sulle nuove fragilità legate al mondo digitale.

Un’impostazione che conferma quanto la prevenzione debba iniziare dall’educazione. Informare i ragazzi sui rischi non significa semplicemente elencare divieti, ma aiutarli a sviluppare consapevolezza, capacità critica e libertà nelle proprie scelte.

Recuperare significa restituire dignità e speranza

La seconda dimensione centrale dell’incontro di San Patrignano riguarda il recupero. Anche questo è un tema sul quale Fede e Ragione è intervenuta più volte. In occasione della Giornata internazionale contro l’abuso e il traffico illecito di droga del 2025, avevamo riportato le parole del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni sulla necessità di restituire dignità e speranza alle persone che vivono una condizione di dipendenza. Vedi Meloni nella Giornata contro le droghe: insieme per restituire dignità e speranza.

Il principio è importante: chi cade nella dipendenza non deve essere considerato definitivamente perduto. Cura, accompagnamento e reinserimento possono consentire di ricostruire relazioni, autonomia personale e prospettive di vita.

Nello stesso periodo, Fede e Ragione aveva raccontato anche l’intervento di Papa Leone XIV, che aveva sottolineato come ogni dipendenza possa essere affrontata attraverso l’impegno congiunto delle persone, delle famiglie, delle comunità e delle istituzioni, richiamando contemporaneamente la responsabilità delle organizzazioni criminali che traggono profitto dalla fragilità e dalla sofferenza. Leggi Papa Leone XIV contro la droga: ogni dipendenza può essere vinta, insieme.

Già nel gennaio 2025, ricordando il centenario della nascita di don Pierino Gelmini, Fede e Ragione aveva inoltre approfondito il ruolo delle comunità terapeutiche e l’esperienza di chi ha dedicato la propria vita ad accompagnare persone tossicodipendenti lungo percorsi di recupero e reinserimento. Meloni: don Pierino Gelmini, esempio di speranza e lotta alla tossicodipendenza.

Sicurezza e recupero non sono obiettivi contrapposti

Il contrasto alle droghe presenta inevitabilmente anche una dimensione legata alla sicurezza. Il traffico di stupefacenti rappresenta infatti una delle principali fonti di finanziamento della criminalità organizzata e alimenta reti illegali che operano oltre i confini nazionali.

Ma sicurezza e recupero non devono essere considerate due strategie alternative. Colpire le organizzazioni che producono e distribuiscono sostanze e, contemporaneamente, aiutare chi è caduto nella dipendenza rispondono a due aspetti diversi dello stesso problema.

La prevenzione riduce il rischio che nuove persone entrino nel circuito della droga; il contrasto alle organizzazioni criminali interviene sull’offerta e sui traffici; la cura e il recupero permettono invece di offrire una nuova possibilità a chi vive già una condizione di dipendenza. È proprio questa visione integrata a rendere particolarmente significativo l’incontro internazionale promosso da Italia e Francia.

Una sfida che richiede cooperazione internazionale

La dimensione internazionale è ormai imprescindibile. Le droghe sintetiche, le nuove sostanze psicoattive, i traffici attraverso piattaforme digitali e reti criminali transnazionali rendono insufficiente una risposta limitata ai singoli Stati.

Italia e Francia hanno già assunto un ruolo centrale nella costruzione della Coalizione Europea contro le Droghe, che nel maggio 2026 ha tenuto la sua seconda riunione, dedicando attenzione anche alle droghe sintetiche e alle strategie di prevenzione e recupero.

L’appuntamento del 23 ottobre a San Patrignano rappresenta quindi un ulteriore passaggio di questo percorso: mettere in comune esperienze, risultati e modelli di intervento per costruire politiche più efficaci.

Dietro statistiche, sequestri e programmi sanitari rimane infatti una questione profondamente umana. Ogni dipendenza coinvolge una persona, spesso una famiglia e una comunità. Prevenire significa proteggere la libertà prima che venga compromessa; curare significa non abbandonare chi attraversa una situazione di fragilità; recuperare significa riconoscere che una persona può ricostruire la propria vita.

La cooperazione internazionale può diventare realmente efficace quando alla necessaria fermezza contro narcotraffico e criminalità riesce ad affiancare questa attenzione alla dignità della persona, soprattutto dei giovani e dei più vulnerabili.

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