Il Consiglio dei ministri vara il nuovo Programma di azione per l’inclusione delle persone con disabilità : 7 aree di intervento e 66 linee operative per attuare la Convenzione ONU
Martedì 10 marzo 2026 il Consiglio dei ministri ha approvato il nuovo Programma di azione triennale per la promozione dei diritti e l’inclusione delle persone con disabilità, uno strumento strategico destinato a orientare le politiche nazionali nel campo della disabilità nei prossimi anni.
Il provvedimento, adottato su proposta del Ministro per le disabilità Alessandra Locatelli, rappresenta uno dei principali strumenti di attuazione della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità e sarà formalizzato attraverso un decreto del Presidente della Repubblica.
L’obiettivo dichiarato è segnare un cambio di paradigma nelle politiche pubbliche: superare una visione centrata sull’assistenza per promuovere invece partecipazione, autonomia e valorizzazione delle capacità delle persone con disabilità.
Dal modello assistenziale alla valorizzazione delle capacità
Il nuovo Piano triennale introduce un approccio che mira a riconoscere pienamente il valore sociale e umano delle persone con disabilità.
Il documento, articolato in 7 aree di intervento e 66 linee di azione, intende promuovere politiche integrate che riguardano diversi ambiti della vita sociale, tra cui:
- diritti e partecipazione
- inclusione sociale
- accessibilità e autonomia
- istruzione e formazione
- lavoro e vita indipendente.
L’impostazione del programma riflette l’evoluzione delle politiche internazionali sulla disabilità, che negli ultimi anni hanno progressivamente spostato l’attenzione dal sostegno assistenziale alla piena inclusione nella vita sociale, culturale ed economica.
In questa prospettiva, le persone con disabilità non vengono considerate solo destinatari di servizi, ma soggetti attivi della società, portatori di competenze, talenti e contributi importanti per la comunità.
Il ruolo dell’Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità
Il Piano è stato elaborato dall’Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità, organismo che riunisce rappresentanti delle istituzioni, del mondo associativo e della società civile.
Il lavoro di definizione del documento ha coinvolto diversi attori istituzionali e sociali, tra cui ministeri competenti, organizzazioni della società civile, associazioni delle persone con disabilità.
L’Osservatorio ha approvato il documento nella sua versione finale il 28 novembre 2025, al termine di un processo di confronto e consultazione volto a raccogliere proposte e contributi provenienti da diversi ambiti della società.
Questo metodo partecipativo rappresenta uno degli elementi centrali del Piano, che mira a costruire politiche pubbliche più efficaci e coerenti con le esigenze reali delle persone interessate.
L’informativa su EXPOAID 2026
Nel corso della riunione del Consiglio dei ministri, il Ministro Locatelli ha inoltre presentato un’informativa sull’evento EXPOAID 2026 “Io, persona di valore”, che si svolgerà a Rimini dal 25 al 27 giugno 2026.
La manifestazione rappresenta uno dei principali appuntamenti nazionali dedicati al tema della disabilità e dell’inclusione. L’evento riunirà persone con disabilità, famiglie, professionisti del settore, istituzioni, organizzazioni del Terzo settore.
L’iniziativa si propone di valorizzare esperienze, progetti e testimonianze che raccontano il percorso di trasformazione culturale in atto nel Paese, sottolineando il contributo delle associazioni e delle realtà sociali impegnate nel campo dell’inclusione.
Una sfida culturale e sociale
Il nuovo Piano di azione triennale si inserisce nel più ampio percorso di riforma delle politiche sulla disabilità che l’Italia sta portando avanti negli ultimi anni.
La promozione dei diritti e dell’inclusione non riguarda soltanto le politiche sociali, ma coinvolge la cultura civile del Paese, chiamata a riconoscere pienamente il valore e la dignità di ogni persona.
In questa prospettiva, l’inclusione delle persone con disabilità rappresenta non solo un obiettivo istituzionale, ma anche una sfida etica e sociale che interpella l’intera comunità.