Nel Giorno del Ricordo, Giorgia Meloni richiama l’Italia alla verità storica sulle foibe e sull’esodo giuliano-dalmata, contro ogni oblio e negazionismo
Il Giorno del Ricordo, celebrato ogni anno il 10 febbraio, richiama l’Italia a confrontarsi con una delle pagine più dolorose e a lungo rimosse della propria storia nazionale: le foibe e la tragedia dell’esodo giuliano-dalmata. Una memoria che per decenni è rimasta ai margini del discorso pubblico, segnata dal silenzio, dall’oblio e, in alcuni casi, dalla negazione.
Nel post pubblicato ieri sul suo profilo X, il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha ribadito con forza il significato civile e nazionale di questa ricorrenza, sottolineando come il ricordo non sia espressione di rancore, ma atto di giustizia e fondamento di una memoria condivisa capace di unire il Paese.

La cerimonia a Montecitorio
Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha partecipato questa mattina alla cerimonia celebrativa del Giorno del Ricordo presso l’Aula di Montecitorio, sede della Camera dei deputati. La presenza della Presidente del Consiglio ha confermato il valore istituzionale della ricorrenza e l’impegno delle istituzioni nel custodire una memoria storica che per troppo tempo è rimasta ai margini del dibattito pubblico.
La cerimonia si inserisce nel quadro delle iniziative promosse per onorare le vittime delle foibe e ricordare la tragedia dell’esodo giuliano-dalmata, riaffermando il principio secondo cui il ricordo non è strumento di divisione, ma fondamento di una memoria condivisa e di una coscienza nazionale più consapevole.
Le foibe e l’esodo : una ferita nella storia italiana
Tra il 1943 e il secondo dopoguerra, migliaia di italiani furono uccisi e gettati nelle foibe, mentre centinaia di migliaia di persone furono costrette ad abbandonare l’Istria, Fiume e la Dalmazia. L’esodo giuliano-dalmata non fu solo una migrazione forzata, ma una scelta dolorosa di identità, compiuta da chi preferì lasciare tutto piuttosto che rinunciare alla propria appartenenza nazionale.
Per lungo tempo, queste vicende sono rimaste escluse dalla narrazione pubblica, spesso per ragioni ideologiche o geopolitiche. Il riconoscimento istituzionale del Giorno del Ricordo, introdotto con la legge n. 92 del 30 marzo 2004, ha rappresentato un passaggio decisivo per restituire dignità alle vittime e alle loro famiglie.
Il post X di Giorgia Meloni : il ricordo come responsabilità nazionale
Nel suo intervento, il Presidente del Consiglio ha evidenziato come la Nazione non debba avere paura di guardare in faccia la verità storica, respingendo con decisione ogni tentativo negazionista o riduzionista. Il ricordo, ha sottolineato, non divide ma rafforza la comunità nazionale, perché consente di costruire una memoria comune fondata sui fatti e sulla giustizia.
Secondo Meloni, la storia delle foibe e dell’esodo non appartiene a una sola area geografica o a una minoranza, ma all’Italia intera. È una memoria che interpella ogni cittadino e che va trasmessa alle nuove generazioni come parte integrante dell’identità nazionale.
Oggi si celebra il Giorno del Ricordo.
Una giornata che chiama l’Italia a fare memoria di una pagina dolorosa della nostra storia, vittima per decenni di un’imperdonabile congiura del silenzio, dell’oblio e dell’indifferenza.
Ricordiamo i martiri delle foibe e la tragedia… pic.twitter.com/J5yLIgr4G5
— Giorgia Meloni (@GiorgiaMeloni) February 10, 2026
Il Treno del Ricordo e le iniziative del Governo
Anche quest’anno, il Governo promuove una pluralità di iniziative per mantenere viva la memoria storica. Tra queste, il “Treno del Ricordo”, che attraverserà l’Italia da Nord a Sud, ripercorrendo simbolicamente il viaggio compiuto dagli esuli giuliano-dalmati.
L’iniziativa intende offrire un’esperienza concreta di conoscenza e riflessione, soprattutto per i più giovani, mettendo in relazione luoghi, storie e testimonianze. Un modo per trasformare la memoria da semplice commemorazione a responsabilità attiva, capace di parlare al presente.
Memoria condivisa e futuro
Il Giorno del Ricordo non è solo un appuntamento commemorativo, ma un banco di prova per la maturità civile del Paese. Fare memoria significa riconoscere le sofferenze, rispettare la verità storica e impedire che il passato venga strumentalizzato o cancellato.
Come ha ricordato il Presidente del Consiglio, l’Italia ha ricevuto un testimone che non intende far cadere. Custodire questa memoria significa rafforzare la coscienza nazionale e tracciare una strada più consapevole per chi verrà dopo. Perché la storia delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata è, a pieno titolo, storia di tutti gli italiani.
Vedi pure l’articolo Giorno del Ricordo 2026 : memoria storica, responsabilità civile e riconciliazione
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