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Diritti e inclusione

Tutela dei minori e disforia di genere : il Governo approva nuove regole per farmaci e diagnosi multidisciplinare

Palazzo Chigi Consiglio dei Ministri disforia di genere

Il ministro Roccella: scelte prudenti e non ideologiche. Il Consiglio dei Ministri del 4 agosto, ha approvato un disegno di legge per garantire appropriatezza terapeutica e tutela della salute dei minori con disforia di genere.

Il Consiglio dei Ministri n.138, riunitosi lunedì 4 agosto 2025 a Palazzo Chigi sotto la presidenza del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ha approvato un importante disegno di legge in materia di tutela dei minori e di disforia di genere, con particolare attenzione alla somministrazione di farmaci nei minori.

La proposta normativa, avanzata dal Ministro della Salute Orazio Schillaci e dal Ministro per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità Maria Eugenia Roccella, si inserisce in un contesto nazionale e internazionale in cui il tema è oggetto di un acceso dibattito scientifico, bioetico e sociale.

Verso una regolamentazione più rigorosa per la tutela dei minori

Il disegno di legge mira a garantire appropriatezza prescrittiva e un uso medico più rigoroso dei farmaci per la disforia di genere, come i bloccanti della pubertà e gli ormoni mascolinizzanti o femminilizzanti, che in alcuni casi sono stati utilizzati anche su pazienti adolescenti o preadolescenti.

Secondo quanto indicato dal Governo, alla base della norma vi sono le direttive dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), i recenti pareri del Comitato Nazionale per la Bioetica e l’assenza, allo stato attuale, di dati scientificamente consolidati sull’efficacia e la sicurezza dei trattamenti farmacologici nei minori in Italia.

L’importanza di una diagnosi multidisciplinare della eventuale disforia di genere

Il testo prevede che la somministrazione dei farmaci sia consentita solo dopo una diagnosi specifica da parte di un’équipe multidisciplinare, composta da medici, psicologi e, se necessario, psichiatri. Inoltre, sarà obbligatorio documentare gli esiti dei percorsi psicologici e psicoterapeutici effettuati prima dell’eventuale somministrazione dei farmaci.

Un elemento centrale del disegno di legge è la previsione di protocolli clinici ufficiali, che saranno elaborati dal Ministero della Salute, e il consenso informato, che dovrà essere espresso nei termini già previsti per i trattamenti sanitari sui minori.

In attesa dell’adozione dei protocolli definitivi, l’uso dei farmaci sarà subordinato all’autorizzazione del Comitato etico nazionale a valenza pediatrica, per garantire un ulteriore livello di tutela.

AIFA: istituito un registro nazionale di monitoraggio

Il provvedimento istituisce anche un registro nazionale per la prescrizione e la dispensazione dei farmaci legati alla disforia di genere, curato dall’AIFA, che dovrà essere aggiornato e trasmesso semestralmente al Ministero della Salute.

I dati raccolti riguarderanno:

  • la documentazione del percorso clinico e psicologico,

  • eventuali comorbilità,

  • il monitoraggio clinico dei pazienti,

  • il follow-up a lungo termine.

Tali informazioni saranno valutate da un tavolo tecnico di esperti e confluiranno in una relazione triennale al Parlamento, con l’obiettivo di garantire trasparenza e aggiornamento continuo.

Le parole di Maria Eugenia Roccella: “La disforia non si affronta con leggerezza”

Commentando l’approvazione del provvedimento, il Ministro Roccella ha dichiarato:

“La disforia di genere è una condizione delicata e complessa, che non può essere affrontata con leggerezza o con soluzioni affrettate. È nostro dovere garantire che ogni intervento sui minori sia basato su criteri scientifici, su una valutazione approfondita e, soprattutto, su un reale percorso di accompagnamento e ascolto”.

Roccella ha sottolineato l’importanza di tutelare i minori da possibili pressioni culturali, sociali o ideologiche, affinché ogni scelta sia realmente libera, consapevole e protetta da un sistema sanitario responsabile.

“Non si tratta di limitare la libertà di nessuno, ma di affermare un principio di responsabilità e prudenza”, ha aggiunto il Ministro.

Una norma che fa discutere, ma che punta a chiarezza e sicurezza

Il nuovo disegno di legge si inserisce in un quadro internazionale dove, negli ultimi anni, diversi Paesi – tra cui Svezia, Finlandia e Regno Unito – hanno avviato una revisione critica dei trattamenti farmacologici per la disforia di genere in età pediatrica, sospendendo o limitando la somministrazione di bloccanti della pubertà al di fuori di contesti sperimentali.

In Italia, la normativa proposta punta a colmare un vuoto normativo, offrendo criteri certi e tracciabili per affrontare un tema tanto delicato quanto divisivo, garantendo la tutela della salute psicofisica dei minori e rafforzando la fiducia nella medicina basata sull’evidenza.

Conclusione

La scelta del Governo di regolare in modo più stringente l’uso di farmaci per la disforia di genere nei minori rappresenta un passaggio rilevante nel dibattito bioetico e sanitario nazionale. L’approccio multidisciplinare, l’istituzione del registro AIFA e l’adozione futura di protocolli clinici dettagliati mostrano l’intento di un intervento non ideologico, ma orientato alla trasparenza, alla prudenza e alla protezione dei più giovani.

Il disegno di legge approvato il 4 agosto sarà ora trasmesso al Parlamento, dove sarà oggetto di esame e, verosimilmente, di confronto tra posizioni politiche e sensibilità diverse. Ma una cosa è certa: la questione della disforia di genere nei minori non può più essere lasciata nell’ambiguità normativa.

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