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Medicina e Salute

Giornata Mondiale contro l’Epatite 2025 : diagnosi, prevenzione e cura

giornata mondiale contro epatite

Un’emergenza sanitaria silenziosa: aumentare prevenzione, diagnosi e cure per salvare milioni di vite

Domenica 28 luglio 2025 si è celebrata in tutto il mondo la Giornata Mondiale contro l’Epatite, promossa ogni anno dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per sensibilizzare governi, cittadini e operatori sanitari sulla necessità urgente di contrastare i virus dell’epatite, che continuano a rappresentare una minaccia globale per la salute pubblica.

Il tema scelto per quest’anno è stato: “Accendere la luce sull’epatite: testare, trattare, prevenire”. Lo slogan sottolinea la necessità di interventi rapidi e mirati per raggiungere l’ambizioso obiettivo dell’OMS: eliminare le epatiti virali come minaccia per la salute entro il 2030.

Un’epidemia sottovalutata: i numeri dell’OMS

Secondo i dati più recenti dell’OMS, oltre 350 milioni di persone nel mondo convivono con una forma cronica di epatite B o C, spesso senza saperlo. Ogni anno si registrano oltre 1,1 milioni di decessi legati a complicanze quali cirrosi epatica e carcinoma epatocellulare.

L’Italia, pur rientrando tra i Paesi a bassa incidenza rispetto ad altre aree del mondo, registra ancora circa 200.000 persone con epatite C non diagnosticate. Grazie all’introduzione di terapie antivirali ad azione diretta (DAA), il nostro Paese ha fatto notevoli progressi, ma resta ancora molta strada da fare per identificare i pazienti inconsapevoli e garantire loro un trattamento efficace.

Epatite B e C: la sfida della diagnosi precoce

Le forme più pericolose di epatite virale, la B e la C, spesso non presentano sintomi nelle fasi iniziali. Questo rende fondamentale la promozione dei test sierologici e l’accesso facilitato agli screening gratuiti, in particolare tra le popolazioni più esposte: persone che hanno ricevuto trasfusioni prima del 1992, tossicodipendenti, detenuti, migranti, soggetti con comportamenti a rischio.

Il test per l’epatite C, in particolare, è semplice, veloce ed efficace, e può letteralmente salvare la vita. Le nuove cure per l’HCV permettono infatti la guarigione in oltre il 95% dei casi, con pochi effetti collaterali e trattamenti brevi.

Vaccinazione e prevenzione: armi chiave contro l’epatite B

Diversamente dall’epatite C, per l’epatite B esiste un vaccino altamente efficace. L’Italia ha introdotto la vaccinazione obbligatoria per i neonati nel 1991, ottenendo una drastica riduzione dei casi nella popolazione più giovane.

Tuttavia, la copertura vaccinale resta insufficiente in molte aree del mondo, soprattutto nei Paesi a basso e medio reddito. L’OMS invita i governi a rafforzare i programmi di immunizzazione, inclusa la somministrazione della prima dose entro 24 ore dalla nascita.

Il ruolo del Vaticano e del Magistero nella tutela della salute

Il Magistero della Chiesa cattolica ha sempre sostenuto il diritto universale alla salute. Papa Francesco ha affermato in più occasioni che “la salute non è un lusso, ma un diritto fondamentale”. Anche Papa Leone XIV ha recentemente ribadito, in un discorso al Corpo Diplomatico, l’importanza di investire nella sanità pubblica e nella prevenzione: «Non ci può essere sviluppo senza salute, né giustizia senza accesso equo alle cure per tutti».

Iniziative in Italia e nel mondo

In occasione della Giornata del 28 luglio, numerose città italiane hanno organizzato screening gratuiti per l’epatite C, con camper e presidi sanitari nelle piazze principali, in collaborazione con Regioni, ASL e associazioni come EpaC Onlus e Fondazione Italiana per il Fegato.

A livello globale, l’OMS e altre organizzazioni hanno promosso campagne informative, webinar, eventi pubblici e testimonianze di pazienti guariti per combattere stigma e disinformazione.

Conclusione: il percorso verso l’eliminazione dell’epatite è tracciato

La Giornata Mondiale contro l’Epatite 2025 ci ricorda che l’eliminazione delle epatiti virali è possibile, ma solo con l’impegno congiunto delle istituzioni, del personale sanitario, della società civile e di ogni singolo cittadino. Testarsi, curarsi e vaccinarsi sono azioni semplici, ma decisive per spezzare la catena dell’infezione e proteggere milioni di vite.

L’obiettivo del 2030 non è un’utopia: è una sfida collettiva da affrontare con conoscenza, coraggio e solidarietà.

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