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Genomi antichi svelano organizzazione sociale e cambiamenti di potere nelle comunità degli Avari

Nature-sepoltura

Studio rivela informazioni sulla struttura sociale e i turni politici tra i nomadi euroasiatici del Medioevo.

Uno studio pubblicato recentemente su Nature getta luce sulla struttura familiare e sociale degli Avari, un gruppo di nomadi eurasiatici che si insediarono nell’Europa centrale orientale tra il VI e il IX secolo. Attraverso l’analisi di antichi campioni di DNA, i ricercatori hanno potuto ricostruire la struttura della popolazione, le relazioni di parentela e l’organizzazione sociale di quasi 300 individui distribuiti su nove generazioni.

Gli Avari, antica potenza dominante dell’Europa Centrale

Gli Avari, originari delle steppe dell’Asia centrale orientale, arrivarono nel bacino carpatico tra il 567 e il 568 d.C., stabilendosi come una delle potenze dominanti dell’epoca. La loro storia e le pratiche sociali sono state fino ad ora parzialmente oscure, a causa delle limitazioni dei dati archeologici e storici e della mancanza di campioni di DNA antico.

Metodologia e scoperte

Il team di ricerca, guidato da Guido Gnecchi-Ruscone e Johannes Krause, ha analizzato i dati genetici provenienti da quattro cimiteri nell’odierna Ungheria. I dati isotopici e le caratterizzazioni archeologiche e antropologiche dettagliate hanno permesso di ottenere nuove intuizioni sulla struttura della popolazione e sull’organizzazione sociale delle comunità degli Avari. In particolare, è stata evidenziata una struttura patrilineare, con la tracciabilità della discendenza da padre a figlio, suggerendo che i maschi rimanevano all’interno delle loro comunità di origine. Al contrario, le femmine mostravano una maggiore mobilità, fungendo potenzialmente da collegamento tra comunità distinte. È stata inoltre scoperta una certa pratica della poliginia e delle unioni leviratiche, dove la vedova si unisce al fratello del defunto.

Cambiamenti politici e genetici

Uno dei cimiteri studiati copre l’intero periodo degli Avari. Alla fine del VII secolo, i ricercatori hanno rilevato un cambio genetico significativo, con la sostituzione della linea patrilineare dominante da parte di un’altra, indicativo di un reale allineamento del potere politico nella regione.

Questo studio non solo arricchisce la nostra comprensione degli Avari, ma apre anche nuove prospettive sulla dinamica delle antiche società nomadi eurasiatiche. L’accesso a questi genomi antichi permette agli storici e agli archeologi di visualizzare più chiaramente le pratiche sociali e i cambiamenti di potere, fornendo una nuova dimensione alla nostra comprensione delle civiltà del passato.

Articolo Nature: Network of large pedigrees reveals social practices of Avar communities. DOI 10.1038/s41586-024-07312-4.

Immagine: Sepoltura doppia con uno scheletro maschile e un cavallo da Hajdúnánás, Ungheria (VII secolo d.C.). Questo individuo maschile era il fondatore del cimitero/della comunità. Crediti: Istituto di Scienze Archeologiche, Università Eötvös Loránd, Múzeum krt. 4/B, 1088 Budapest, Ungheria.

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