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Papa Francesco: l’amore trasforma e supera i conflitti

Papa Francesco 15 marzo 2017

L’amore “lentamente trasforma i conflitti, accorcia le distanze, supera le inimicizie e guarisce le ferite dell’odio”.

Così il Papa all’Angelus di ieri, partendo dal Vangelo della Domenica, con le parole esigenti e quasi paradossali di Gesù, che invita “a porgere l’altra guancia e ad amare perfino i nemici”. Una provocazione, spiega il Pontefice, con una domanda, che rivolge ai fedeli: «che cosa fate di straordinario?»

Qual’è però il concetto di straordinario ? Lo spiega il Pontefice: “è ciò che va oltre i limiti del consueto, che supera le prassi abituali e i calcoli normali dettati dalla prudenza”. Così, c’è chi cerca di “avere tutto abbastanza in ordine e sotto controllo, in modo che corrisponda alle nostre aspettative, alla nostra misura”.

Allo stesso tempo, non è possibile, né corretto tenere tutto sotto controllo, e non è un modo corretto di porsi. Che è basato solo sulla paura. Paura di non essere ricambiati, di esporsi troppo, e di restare delusi. Così si preferisce amare solo chi ci ama, e “fare del bene solo a chi è buono con noi, essere generosi solo con chi può restituirci un favore”. Mentre si reagisce a chi ci tratta male, illudendosi così di essere “in equilibrio”.

No all’ordinario

Ecco però l’ammonimento del Signore: “questo non basta!” E restare “nell’ordinario”, nel bilanciamento tra dare e ricevere”, non fa cambiare le situazioni e “non è cristiano”, esclama il Papa. Quindi cercare di tenere tutto sotto controllo, e bilanciare ciò che facciamo per gli altri con ciò che riceviamo, è una logica distorta, che per fortuna non è certo quella di Dio.

Perché “se Dio dovesse seguire questa logica”, avverte Papa Francesco, “non avremmo speranza di salvezza!”. In realtà, “l’amore di Dio è sempre straordinario, va oltre, va oltre i criteri abituali con cui noi umani viviamo le nostre relazioni”.

E le parole di Gesù, diventano così una sfida: ad abbandonare “l’ordinario dei ragionamenti utilitari”, e “aprirci allo straordinario, allo straordinario di un amore gratuito; mentre noi tentiamo sempre di pareggiare i conti, Cristo ci stimola a vivere lo sbilanciamento dell’amore”.

Perché Gesù non è certo “un bravo ragioniere”, che deve bilanciare il dare e l’avere. Ci conduce “allo sbilanciamento dell’amore”, lo “sbilanciamento della croce”. Senza il quale non saremmo stati salvati.

Le parole di San Paolo: no a calcoli, convenienze e tornaconto

Il Pontefice cita le parole l’Apostolo Paolo: «a stento qualcuno è disposto a morire per un giusto; forse qualcuno oserebbe morire per una persona buona. Ma Dio dimostra il suo amore verso di noi nel fatto che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi» (Rm5,7-8).

Il Papa spiega che Gesù “ci ama mentre siamo peccatori, non perché siamo buoni o in grado di restituirgli qualcosa”. Con un amore che è sempre oltre, “sempre oltre i calcoli, sempre sproporzionato”. E che ci chiede di vivere allo stesso modo, il solo per testimoniarlo davvero.

Dobbiamo quindi “uscire dalla logica del tornaconto” e smettere di “misurare l’amore sulla bilancia dei calcoli e delle convenienze”.

Non dimenticare i popoli che soffrono

Dopo l’Angelus, Papa Francesco ha rivolto il proprio pensiero alla tragedia del terremoto in Turchia e Siria, alle numerosissime vittime, e “ai drammi quotidiani del caro popolo ucraino e di tanti popoli che soffrono a causa della guerra o a motivo della povertà, della mancanza di libertà o delle devastazioni ambientali”. Il Papa ha espresso la propria vicinanza anche a cittadini della Nuova Zelanda, “colpita negli ultimi giorni da un devastante ciclone”.

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