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Il messaggio del premier per l’inaugurazione dell’Anno Accademico della Scuola Ufficiali Carabinieri

Cerimonia inaugurazione Anno Accademico Scuola Ufficiali Carabinieri

Messaggio di saluto del Presidente Meloni all’inaugurazione dell’A.A. 2022-2023 della Scuola Ufficiali Carabinieri.

Il Sottosegretario alla Presidenza, Alfredo Mantovano, ha letto il messaggio di saluto del Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in occasione dell’inaugurazione dell’Anno Accademico 2022-2023 della Scuola Ufficiali Carabinieri. Il Presidente Meloni non ha potuto presenziare all’evento a causa di uno stato influenzale.

Il Sottosegretario alla Presidenza, Alfredo Mantovano, legge il messaggio di saluto del Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in occasione dell’inaugurazione dell’Anno Accademico 2022-2023 della Scuola Ufficiali Carabinieri.

Buongiorno a tutti.
Sono profondamente dispiaciuta di non poter partecipare a questa giornata così importante per l’Arma dei Carabinieri e per le Forze Armate. Desidero salutare il Ministro della Difesa Crosetto, il Comandante generale dell’Arma Luzi, il Comandante delle Scuole dell’Arma Governale, il Comandante della Scuola Ufficiali Domizi e tutte le Autorità presenti.

L’inaugurazione dell’Anno Accademico della Scuola Ufficiali dell’Arma dei Carabinieri è un’occasione solenne per questa Forza Armata ma anche per chi, come me, è stato chiamato dai cittadini a rappresentare lo Stato e a farsi portavoce della fiducia, della riconoscenza, del rispetto e dell’orgoglio che gli italiani nutrono per i loro Carabinieri. Ho usato appositamente la parola “loro”, un aggettivo possessivo. Perché è esattamente questo il sentimento che gli italiani provano nei vostri confronti: voi appartenete al popolo italiano, voi rappresentate un tratto distintivo della nostra storia e del nostro futuro, voi siete un pezzo di noi.
Oggi celebriamo ancora una volta questo legame che unisce il nostro popolo ad ognuno di voi e vi ringraziamo della scelta che state facendo. Una scelta coraggiosa, che nasce da un profondo senso del dovere e dalla dedizione all’interesse della Nazione.

Nel corso di un’intervista venne chiesto al generale Dalla Chiesa di dire il perché un giovane decide di diventare un ufficiale dei Carabinieri. Il generale rispose: “Perché crede e ha bisogno di continuare a credere”. Ecco, è questo quello che fa un Carabiniere: crede nella Patria, crede nel servizio, nello spirito di dedizione, nella capacità di donarsi al prossimo, nella professionalità, nel coraggio, nel sacrificio.

Voi credete che ci sia qualcosa di più alto per il quale valga la pena spendere rimboccarsi le maniche, mettersi in gioco, spendere la propria vita. Sono questi sentimenti che fanno dei Carabinieri un simbolo della Nazione, una Forza Armata ammirata e apprezzata per la straordinaria professionalità che dimostra nei compiti istituzionali che lo Stato italiano le attribuisce, sia in Patria sia fuori dai confini nazionali.

Voi siete le sentinelle della nostra sicurezza e della nostra libertà sia in ambito nazionale, negli oltre cinquemila presidi diffusi sul nostro territorio, sia nelle missioni di pace all’estero e nei diversi teatri operativi: dall’Iraq al Kosovo, dalla Nigeria a Gibuti. I risultati del vostro impegno lo dimostrano.

Nel 2022 i Carabinieri hanno operato per oltre il 73% dei reati complessivamente denunciati, hanno tratto in arresto 476 persone per associazione di tipo mafioso, hanno sequestrato e confiscato beni per circa 630 milioni di euro e hanno restituito importanti risorse alla produttività dell’Italia. E le attività investigative condotte per la ricerca di pericolosi latitanti hanno permesso l’arresto, dal 2021 ad oggi, di 14 ricercati. Tra questi Matteo Messina Denaro.

Il mio ringraziamento va ancora una volta ai magistrati, agli inquirenti e alle Forze dell’Ordine che hanno permesso di porre fine alla sua ultraventennale latitanza e di assicurare alla giustizia un nemico dello Stato. Da Falcone, da Borsellino, dal generale Dalla Chiesa e dai tanti eroi della lotta alla mafia abbiamo raccolto un testimone ed è dovere di ciascuno di noi consegnarlo alle future generazioni. Rivolgo il mio saluto a tutti i frequentatori dei corsi di Applicazione e di Perfezionamento; so che tra di Voi vi sono anche Ufficiali provenienti da altre Nazioni.

Siete voi i primi protagonisti di questa giornata. State vivendo un periodo fondamentale e vi auguro di farlo con quell’entusiasmo, quel senso di responsabilità e quella determinazione che sono caratteristiche qualificanti dell’Arma dei Carabinieri. Vi auguro di cogliere appieno le opportunità che questo percorso formativo garantisce, sia in termini di sviluppo della cultura professionale sia di esercizio di quei comportamenti etici che caratterizzano l’identità dell’Arma.

Vedete, qualche settimana sono stata in visita di Stato in Algeria e sono salita su Nave Carabiniere, un gioiello della tecnologia nazionale, un concentrato di modernità e innovazione. Ecco, quel gioiello è dedicato alla vostra Forza Armata, è dedicata ai Carabinieri e viene definita “il simbolo del dovere”.

È questo, in fondo, quello che rappresentate e che siete agli occhi degli italiani: il simbolo del dovere. Il dovere di servire sempre lo Stato e le Istituzioni, il dovere di onorare la Patria e la sua Bandiera in Italia e nel mondo, il dovere di essere al servizio degli italiani.

Per questo non ci stancheremo mai di dirvi grazie per quello che fate ogni giorno per la Nazione. La vostra è una missione e sappiate che potrete contare sempre su di noi per portarla avanti.
Viva le Forze Armate!
Viva i Carabinieri!
Viva l’Italia!

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