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Papa Francesco: preghiamo per la pace in Ecuador e in Ucraina

Papa-Francesco-Piazza-San-Pietro

Il Pontefice: preghiamo per la pace sociale in Ecuador e per la fine del conflitto in Ucraina.

Così Papa Francesco dopo l’Angelus di oggi, Domenica 26 giugno 2022, in Piazza San Pietro. Il pontefice ha spiegato di essere preoccupato per ciò che sta accadendo in Ecuador, di essere “vicino a quel popolo” e di voler incoraggiare “tutte le parti ad abbandonare la violenza e le posizioni estreme”. È necessario imparare, ha spiegato il Santo Padre, che “solo con il dialogo” è possibile trovare “la pace sociale” in Ecuadro, “con particolare attenzione alle popolazioni emarginate e ai più poveri, ma sempre rispettando i diritti di tutti e le istituzioni del Paese”.

 

La preghiera per l’Ucraina e per suor Luisa Dell’Orto, uccisa ad Haiti.

Papa Francesco ha voluto esprimere la propria vicinanza anche “ai familiari e alle consorelle di suor Luisa Dell’Orto, Piccola sorella del Vangelo di Charles de Foucauld, uccisa ieri a Port-au-Prince, capitale di Haiti”. La religiosa viveva nel paese da vent’anni, dedicati ad aiutare i bambini di strada. Il pontefice ha affidato a Dio l’anima di suor Dell’Orto, la quale ha trasformato la propria vita in “un dono per gli altri fino al martirio”. E ha pregato “per il popolo haitiano, specialmente per i piccoli, perché possano avere un futuro più sereno, senza miseria e senza violenza.

Dopo i saluti ai pellegrini romani, italiani e provenienti da vari paesi, tra cui l’Ucraina, il pontefice ha ricordato che in quel paese “continuano i bombardamenti, che causano morti, distruzione e sofferenze per la popolazione” e ha esortato tutti a non dimenticare “questo popolo afflitto dalla guerra. Non dimentichiamolo nel cuore e con le nostre preghiere”, ha affermato.

Fare il bene, con l’aiuto di Gesù perché è giusto, e non perché si vorrebbero “gli applausi”.

Nell’Angelus il Papa ha inviato tutti a domandarsi: “a che punto siamo? A che punto siamo noi? Davanti alle contrarietà, alle incomprensioni, ci rivolgiamo al Signore, gli chiediamo la sua fermezza nel fare il bene? Oppure cerchiamo conferme negli applausi, finendo per essere aspri e rancorosi quando non li sentiamo? Quante volte, più o meno consapevolmente, cerchiamo gli applausi, l’approvazione altrui? Facciamo quella cosa per gli applausi ? No, non va” ha affermato. Perchè si deve fare il bene per il servizio agli altri e a Dio, e non per “cercare gli applausi”.

Perché mentre si pensa che il proprio “fervore sia dovuto al senso di giustizia per una buona causa”, in realtà spesso è dovuto ad “orgoglio, unito a debolezza, suscettibilità e impazienza”. È necessario quindi chiedere a Gesù “la forza di essere come Lui, di seguirlo con ferma decisione in questa strada di servizio”. E “di non essere vendicativi” verso gli altri, e “non essere intolleranti quando si presentano difficoltà”, quando si cerca di fare il bene “e gli altri non lo capiscono, anzi, quando ci squalificano”. Necessario fare silenzio e andare avanti.

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