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Papa Francesco: in Ucraina atrocità ripugnanti, fate cessare la guerra

Papa Francesco 15 marzo 2017

Papa Francesco: in Ucraina scempi e atrocità ingiustificabili, supplico la comunità internazionale di far cessare questa guerra ripugnante.

Così il pontefice dopo l’Angelus di ieri, Domenica 20 marzo 2022, è tornato a condannare l’attuale guerra in Ucraina, e a chiedere con forza una reale cessazione delle ostilità. “Non si arresta, purtroppo – ha affermato Papa Francesco – la violenta aggressione contro l’Ucraina, un massacro insensato dove ogni giorno si ripetono scempi e atrocità”. Una guerra per cui “non c’è giustificazione”, ha esclamato il Papa,  supplicando “tutti gli attori della comunità internazionale perché si impegnino davvero nel far cessare questa guerra ripugnante”.

Il pontefice ha ricordato che “anche questa settimana missili e bombe si sono abbattuti su civili, anziani, bambini e madri incinte. Sono andato a trovare i bambini feriti che sono qui a Roma ha affermato, spiegando le loro gravi condizioni. “a uno manca un braccio, l’altro è ferito alla testa… Bambini innocenti”. Papa Francesco ha rivolto il proprio pensiero “ai milioni di rifugiati ucraini che devono fuggire lasciando indietro tutto”, esprimendo il propio “grande dolore per quanti non hanno nemmeno la possibilità di scappare. Tanti nonni, ammalati e poveri, separati dai propri familiari, tanti bambini e persone fragili restano a morire sotto le bombe, senza poter ricevere aiuto e senza trovare sicurezza nemmeno nei rifugi antiaerei”.

Un dramma “disumano!” e un vero e proprio sacrilegio, “perché va contro la sacralità della vita umana, soprattutto contro la vita umana indifesa, che va rispettata e protetta, non eliminata, e che viene prima di qualsiasi strategia! Non dimentichiamo – ha affermato con forza – è una crudeltà, disumana e sacrilega! Preghiamo in silenzio per quanti soffrono”.

La consolazione della presenza e vicinanza spirituale dei pastori alla popolazione ucraina.

In questa immane tragedia, c’è solo la consolazione “che alla popolazione rimasta sotto le bombe non manca la vicinanza dei Pastori, che in questi giorni tragici stanno vivendo il Vangelo della carità e della fraternità”. Il pontefice ha ascoltato alcuni dei religiosi in Ucraina al telefono, constatando “come sono vicini al popolo di Dio”.

E li ha così ringraziati. “Grazie, cari fratelli, care sorelle, per questa testimonianza e per il sostegno concreto che state offrendo con coraggio a tanta gente disperata!”

Rivolgendo il proprio pensiero anche al Nunzio Apostolico appena nominato, Monsignor Visvaldas Kulbokas, che dagli inizi del conflitto “è rimasto a Kyiv insieme ai suoi collaboratori e con la sua presenza mi rende vicino ogni giorno al martoriato popolo ucraino. Stiamo vicini a questo popolo – ha esortato il Santo Padre – abbracciamolo con l’affetto e con l’impegno concreto e con la preghiera. E, per favore, non abituiamoci alla guerra e alla violenza!”

Perché, ha anche esortato il pontefice, non ci si deve stancare “di accogliere con generosità, come si sta facendo: non solo ora, nell’emergenza, ma anche nelle settimane e nei mesi che verranno. Perché voi sapete – ha detto rivolgendosi a fedeli e non – che al primo momento, tutti ce la mettiamo tutta per accogliere, ma poi, l’abitudine ci raffredda un po’ il cuore e ci dimentichiamo”.

Proteggere donne e bambini.

Papa Francesco ha anche esortato a proteggere donne e bambini profughi dall?Ucraina. Dobbiamo pensare, ha affermato, “a queste donne, a questi bambini che con il tempo, senza lavoro, separate dai loro mariti, saranno cercate dagli avvoltoi della società. Proteggiamoli, per favore”.

L’invito a pregare e a consacrare Russia e Ucraina al Cuore della Madonna.

Il pontefice ha invitato “ogni comunità e ogni fedele” a unirsi a lui nella preghiera “venerdì 25 marzo, Solennità dell’Annunciazione, nel compiere un solenne Atto di consacrazione dell’umanità, specialmente della Russia e dell’Ucraina, al Cuore immacolato di Maria, affinché Lei, la Regina della pace, ottenga al mondo la pace”.

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