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Arte e cultura

Svizzera: Festival internazionale del cinema di Friburgo

FIFF-RECHERCHE

Svizzera: Festival internazionale del cinema di Friburgo.

Berna, 16.07.2021 – Berna, 16.07.2021 – Discorso del consigliere federale Alain Berset.

Amici delle notti, Amici delle note,

L’anno scorso, impedito dalla pandemia, il Fribourg International Film Festival ci ha offerto ancora una 34a edizione e mezzo fellinienne. Continuando con il suo senso della logica, ora ci offre una 35a edizione à la Demy. A la Jacques Demy, perché pieno di musica.

Gli esperti dell’OFAS vi direbbero, anche meglio di me, che la musica era in origine un mezzo ausiliario, che permetteva al cinema muto di comunicare con il suo primo pubblico. In seguito divenne per lui essenziale e inseparabile: non c’è infatti un solo cinefilo, a parte forse vecchi dogmatici scandinavi, che non sia in grado di citare un compositore di colonne sonore del suo pantheon personale.

Programmando una selezione interamente dedicata alla musica e proiettando film musicali all’aperto, il FIFF si rivolge a questa categoria molto speciale di spettatori capaci di vedere con le proprie orecchie. E così ai tre pipistrelli del recinto Belluard.

Vorrei, se non le dispiace, soffermarmi un po’ sui 5 film musicali selezionati, perché è necessaria un’analisi, che dimostri la rilevanza, a livello politico, dei temi affrontati. In primo luogo, il muro. Per ricordare l’importanza dei gesti barriera. Un giorno, il concetto dovrebbe essere spiegato alle persone del FIFF che, mentre stiamo appena uscendo dal Covid, non hanno trovato niente di più intelligente che portare La Gale.

Avanti, capelli. Per trasmettere il messaggio a coloro che non capiscono l’inglese, è importante concentrarsi sulle attività all’aperto. Poi, i Blues Brothers. Fratellanza e camici. Termini che questi mesi troppo lunghi ci hanno insegnato a usare insieme nella stessa frase.

Gli ultimi due film sono più in sintonia con l’attualità friburghese. Storia del lato ovest. Questo capolavoro pluripremiato offre un metodo originale per risolvere i conflitti di quartiere attraverso il canto e la danza. Potrebbe essere interessante trarre ispirazione da questo quando si considera la fusione della Grande Friburgo. E, infine, Moulin Rouge. Un film a cui seguirà un dibattito sull’energia eolica alla presenza dei rappresentanti del Gruppo E.

Cari amici del cinema

Il pubblico ha scelto questi cinque film. Mostrano il livello culturale dei frequentatori di festival tradizionali. Che ha
il suo motivo: da anni i piccoli di Friburgo si coccolano con i classici alle manifestazioni scolastiche della FIFF. Quindi di nuovo con grande successo lo scorso marzo.

Il FIFF si muove con i tempi. Il programma convincente è all’altezza della reputazione in costante crescita del festival. paradossalmente
l’anno 2020 ha permesso al FIFF di consolidare il suo status e di portare avanti con profitto la sua ambiziosa emissione “34 ½”. Esso ha
scoperto il servizio di consegna a domicilio e sviluppato un concept con proiezioni da asporto. Questo gli ha permesso di espandere il suo pubblico. Il FIFF era a Yverdon, Ginevra, Zurigo, Winterthur e Bellinzona.

Amici del cinema

FIFF quindi sa stare al passo con i tempi, senza rinunciare alla propria identità. Coltiva il suo DNA, ereditato dalle prime edizioni, viaggiando nei territori meno esplorati del cinema, scrutando il Rwanda, il sud della Svizzera contuso nella sua carne e nella sua memoria. C’è una grande comunità ruandese a Friburgo e saremo lieti di assistere all’unione di Svizzera e Ruanda quest’estate.

Riscopriremo anche il Messico, grazie a un’incredibile selezione architettata dai più grandi registi messicani, recenti amministratori dell’Oscar. Per porre fine simbolicamente alle fitte della vita indoor, potrete vedere o riesaminare uno dei capolavori di Luis Buñuel, L’angelo sterminatore, che non solo costituisce un vertice, crudele e divertente, dell’assurdo a porte chiuse, ma anche un’autentica riflessione sulle convenzioni sociali, pronunciata con un umorismo e un secondo grado che sembrano aver disertato oggi il dibattito.

Signore e signori,

Thierry Jobin ha trovato un ospite d’onore elegante quasi quanto lui nella persona di Etienne Daho, dandy della canzone electro-pop che invece viaggia in vespa, mezzo di trasporto ben più chic di un ciclomotore giurassico. dagli anni 80. Arriva al FIFF con una netta selezione personale, il che non sorprende se si considera la fonte di ispirazione che il cinema sembra essere per lui.

L’album uscito nel 1984 che lo ha reso famoso si chiamava “La Notte, la Notte” e questo titolo, che evoca il capolavoro di Antonioni e fa venire voglia di celebrare le nozze della notte e delle note, poteva benissimo averlo preso il FIFF da solo per questo primo anno di proiezioni serali all’aperto.

L’album contiene la canzone Poppy Gene Tierney, un tributo a quella che ha illuminato The Sky Can Wait di Lubitsch. Ebbene, il cielo avrà aspettato abbastanza: ora può finalmente assistere alle proiezioni del FIFF all’aperto. Inoltre, in un luogo sicuro: in un recinto di melassa e non sul tetto di un ospedale di amianto.

Tutto questo, insomma, completa la dimostrazione che questa 35a edizione à la Demy, preparata con amore da una squadra ancora altrettanto professionale e motivata, parte sotto i migliori auspici. Vi auguro quindi piacevoli momenti di piacere nella melodia serale.

Festival-Film-Friburgo-2021

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