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Gianni Rezza: Covid-19, la curva rallenta, però è necessario continuare i comportamenti prudenti

Gianni Rezza

Covid-19: per Gianni Rezza c’è un rallentamento della curva di contagi, necessario però “continuare a mantenere comportamenti prudenti”.

Così il Direttore Generale della Prevenzione del Ministero della Salute Gianni Rezza, nel proprio video commento sul nuovo report della Cabina di regia Covid-19 per la settimana dal 16 al 22 novembre.  Il nuovo monitoraggio mostra un rallentamento della velocità di trasmissione dell’epidemia in Italia, con livelli Rt prossimi a 1 in molte Regioni.

Con una incidenza – dati flusso ISS – calcolata negli ultimi 14 gg diminuita su tutto il territorio nazionale. Dati che il Ministero della Salute definisce “incoraggianti”, e che mostrano l’efficacia della  “misure di mitigazione realizzate nelle ultime settimane” Allo stesso tempo, però, si verifica “un lieve aumento nelle ospedalizzazioni in area medica e in terapia intensiva con pressione ancora molto elevata sui servizi ospedalieri che complessivamente non è in regressione”.

Il commento di Gianni Rezza, Direttore Generale della Prevenzione del Ministero della Salute.

“Dopo molte settimane – afferma Rezza – diminuisce leggermente, per la prima volta, l’incidenza di Covid-19 nel nostro paese, anche se si mantiene molto elevata, superiore a 700 casi per 100mila abitanti. L’Rt questa settimana si fissa a 1,1, quindi si nota un primo effetto delle misure di contenimento fino ad ora adottate. Purtroppo aumentano i ricoveri ospedalieri, e soprattutto quelli in terapia intensiva. Data la situazione è bene continuare a mantenere comportamenti prudenti, e tutte le misure che siano adeguate rispetto all’evoluzione dell’epidemia”.

Una incidenza ancora troppo elevata, con dieci Regioni tuttora a rischio alto.

L’incidenza attuale, spiega il Ministero della Salute, è “ancora troppo elevata per permettere una gestione sostenibile e il contenimento”, e dieci Regioni / Province Autonome  sono tuttora classificate a rischio alto, o equiparate a tale livello di rischio. Delle dieci Regioni / Province Autonome, 9 sono state classificate a rischio Alto e/o equiparate a rischio Alto per 3 o più settimane consecutive. L’attuale andamento positivo non deve quindi “portare a un rilassamento prematuro delle misure o a un abbassamento dell’attenzione nei comportamenti”.

Vedi pure, per i dati di monitoraggio completi e i dati per ciascuna regione: Covid-19: il report di monitoraggio settimanale dal 16 al 22 novembre.

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